
Il 25 e il 26 giugno italiani al voto per il referendum confermativo della legge di modifica della II Parte della Costituzione. Tale consultazione deciderà se la modifica introdotta dalla legge sulla “Devolution e premierato forte” potrà entrare in vigore.
Le modifiche più rilevanti apportate da questa legge sono:
1. la riduzione del numero dei deputati dagli attuali 630 ai 518, nonché la riduzione degli anni necessari per l’elezione a deputato: dagli attuali 25 ai 21.
2. l’introduzione della nozione di Senato federale composto da 252 senatori: 63 senatori in meno di quelli attuali e anche un senatore in meno per regione, nonché l’abbassamento dell’età di eleggibilità a senatore da 40 attualmente previsti a 25.
3. Anche l’età per essere eletto Presidente della Repubblica si abbasserà da 50 a 40; Egli terminato il suo mandato non diviene più”senatore” ma “deputato a vita” e non potrà nominare più di 3 deputati di diritto.
4. IL Presidente della Repubblica potrà sciogliere le Camere:
– su richiesta del Primo Ministro;
– in caso di morte, impedimento permanente e dimissioni del Presidente del Consiglio;
– nel caso in cui il Governo non ottiene la fiducia nei primi dieci giorni dalla sua formazione come previsto costituzionalmente.
Egli non potrà più nominare e revocare i Ministri: tale ruolo, infatti, spetterà al Presidente del Consiglio.
Formazioni delle leggi:
Oggi vige il bicameralismo perfetto, che disegna due Camere strutturalmente molto simili e dotate dello stesso potere: questo comporta che ogni legge deve essere approvata nello stesso testo da entrambe le Camere prima di essere promulgata.
La riforma costituzionale disegna ugualmente due Camere ma ciascuna avente un potere differente:
1. la Camera dei deputati esamina i disegni di legge concernenti le materie di potestà esclusiva dello Stato;
2. il Senato Federale della Repubblica esamina i disegni di legge concernenti la determinazione dei principi fondamentali nelle materie di legislazione concorrente tra Stato e Regione.
Il pregio di questa riforma e che si vuole eliminare il bicameralismo perfetto evitando che ogni disegno di legge faccia avanti e indietro tra le due Camere numerose volte per la mancata approvazione di un solo articolo o emendamento comportando questo un dispendio di tempo e denaro. Tuttavia il lato negativo è rappresentato dal fatto che potrebbero sorgere dei contenziosi circa la competenza legislativa tra le due Camere, che dovrebbero essere risolti dai Presidenti delle due Camere o da un comitato composto da quattro senatori e quattro deputati la cui decisione è insindacabile.
Questa legge potrà essere promulgata solo se otterrà il maggior numero di voti validi; in caso contrario, il risultato negativo viene promulgato sulla Gazzetta U fficiale.
Maria Teresa Fiore
Mi sembra di capire che la riforma in sè ha delle peculiarità non indifferenti, velocizzazione della promulgazione delle leggi, riduzione del numero dei parlamentari, norme anti-ribaltone, anche se ciò corrisponde ad un maggior potere del Premier. Contro vi è l’ingente numero di articoli che vengono riformati, almeno 50. Le mie preoccupazioni riguardano un pò tutta la riforma. Non so se i cittadini italiani sono tutti preparati a decidere su un così importante piano di revisione costituzionale. Forse i nostri parlamentari dovrebbero decidere opportunamente loro stessi se è giusto farla oppure no. Dopotutto li mandiamo là apposta e li paghiamo anche profumatamente. Se poi dobbiamo decidere noi, pagate anche noi! Ci assumiamo le nostre responsabilità! Ma la legge dice che si può indire il referendum e vabbè, andiamo a votare, ancora…!