Archivio di dicembre 2006
San Chirico Raparo: Rieletta Rosanna Berardone
Babyriconferma in Comune
San Chirico Raparo - L’ultimo consiglio comunale del 2006 regala ai cittadini la solenne proclamazione del baby sindaco Rosanna Berardone. A seguito di un progetto realizzato dall’amministrazione in collaborazione con l’istituto comprensivo, i ragazzi delle scuole medie hanno presentato le due liste con tanto di slogan, programma e logo distintivi. Un duello all’ultimo voto che ha visto vincere “la scuola: un futuro migliore” capeggiata dall’attuale prima cittadina Rosanna Berardone. Pochi i voti di scarto che hanno segnato la sconfitta dei “ragazzi democratici” e del loro capolista Rinaldi Angelo, oggi capogruppo di minoranza con Felisia Infantino e Francesco Bernardi.
Un consiglio comunale, totalmente tinto di rosa, a dispetto forse della scarsa presenza delle donne in politica, composto da Annamaria De Gregorio, Maria Continanza, Stefania Ciminelli e Giulia Arbia. Nei prossimi mesi il progetto passerà alle fasi successive con una serie di collaborazioni tra la giunta dei ragazzi e l’attuale giunta comunale affinché si possa instaurare un sano rapporto di dialogo e soprattutto di confronto.
La legislatura del neosindaco Berardone durerà un solo anno ma tutto all’insegna di una reale amministrazione con un piccolo budget, messo a disposizione dal comune, da gestire nel migliore dei modi. Commenta il sindaco Claudio Borneo: «Il progetto ha assunto un valore non solo didattico ma anche sociale educativo in quanto ha permesso un primo avvicinamento dei ragazzi al senso civico. Si spera in questo modo di far crescere un senso di appartenenza e soprattutto ci si augura di poterli preparare per delle elezioni future di maggiore importanza». Alla proclamazione, siglata con la consegna della fascia, di una pergamena e la firma dei documenti da parte di Rosanna e di Borneo, hanno preso parte gran parte dei ragazzi delle scuole medie con numerosi genitori, entusiasti dell’iniziativa intrapresa, gli insegnanti e il preside dell’istituto comprensivo Prospero Cascini.
Fonte: Il Quotidiano della Basilicata
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Villa d’Agri: Servono soldi per completare la chiesa
Il primo a parlare è stato il parroco di Villa d’Agri, don Peppino che commosso ha spiegato la motivazione dell’intitolazione del nuovo edificio a S.Francesco D’Assisi e poi ha sottolineato: «E’ iniziata un’opera, ci sono i pilastri, ora bisogna renderla viva e animarla. Un ringraziamento è rivolta a tutti, agli operai che hanno lavorato fino ad ora. Grazie all’otto per mille abbiamo avuto il 75% dei fondi, ma adesso il 25% spetta a noi parrocchiali. Adesso – ha aggiunto – dobbiamo noi costruirci la nostra chiesa, con le nostre forze, come è stato fatto per la prima chiesa».
Il vescovo Superbo dopo aver spiegato che il Comune di Marsicovetere ha dato il suo contributo, donando il suolo su cui sorgerà l’opera, si è soffermato sulla chiesa come comunità. Infatti ha affermato: «Se la chiesa la costruiamo, la mia preoccupazione e se ci sarà dopo la gente che ci verrà? La Chiesa è fatta di persone, le pietre vive siamo noi».
Parole piene di gioia sono giunte dal primo cittadino di Marsicovetere, Michele Mazza che ha dichiarato: «Oggi il sogno si è fatto pietra angolare. La benedizione della prima pietra costituisce per noi un grande motivo di gioia perché tale evento è segno tangibile che la nostra comunità cristiana è cresciuta. La posa – ha ribadito – della prima pietra è sempre un momento di arrivo e di partenza, perché questa cerimonia consente di guardare avanti: le nostre speranze sono che al crescere dell’edificio materiale di questa Chiesa, corrisponda la crescita prima spirituale e poi sociale della nostra comunità».
A spiegare la progettazione strutturale è stato l’ingegnere Armando Maggi con le descrizioni degli aspetti rilevanti ai fini strutturali.
L’ingegnere Maggi ha evidenziato il ruolo di centralità che assumerà in futuro il nuovo complesso di culto,anche, sotto l’aspetto urbanistico.
Al termine della manifestazione il vescovo Superbo, dopo aver benedetto l’opera, ha apposto la sua firma insieme a quella del sindaco, del parroco di Villa d’Agri e degli architetti Grano e Dragonetti, su una pergamena riportante le date e le motivazioni della cerimonia.
Fonte: Il Quotidiano della Basilicata
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