Monthly Archives: dicembre 2006

Aggiornamento BLOG

Ci scusiamo con tutti i lettori per il mancato aggiornamento del blog negli ultimi giorni.

Dopo una fase di ristrutturazione durata diversi giorni, ora il nostro blog può contare su nuove modifiche che ne renderanno più facile l’utilizzo dello stesso.

Sulla destra del vostro schermo troverete infatti:

  • Una storico dei vecchi post, non più statico ma dinamico;
  • Una “etichettatura” dei post in base agli argomenti di vostro interesse;

Ci scusiamo per il disagio procurato con tutti i nostri lettori.

PETROLIO IN BASILICATA, PROVENTI NELLA SPAZZATURA

Dal greggio che l’Eni estrae in Basilicata, in Val d’Agri, giungono alla Regione, sottoforma di partecipazioni (le chiamano royalites), 100 milioni di euro l’anno. Con queste risorse la Regione ha destinato a trenta comuni dell’area la possibilità di indire gare per progetti di sviluppo.

Ma non ne arriva uno che sia uno, tanto che milioni e milioni di euro vengono dispersi nelle iniziative più varie, fondi a pioggia dunque, per pavimentare le strade, sostenere operai forestali, emigrati e studenti. Ma dello sviluppo e della occupazioneche ne dovrebbe derivare, nulla di nulla. O poco meno che niente.

Secondo IM imprese ed istituzioni lucane dovrebbero andare a scuola, dove -–forse- non sono mai state. Nonostante le potenzialità immense della Basilicata.

Fonte: Iniziativameridionale.it

Al via la prima dispensa biologica lucana

E’ nata a Satriano per iniziativa Conprobio
E’ stata aperta questa mattina a Satriano di Lucania (Potenza), la prima dispensa biologica della Basilicata.
L’iniziativa è di Conprobio, il Consorzio lucano di produttori biologici, a cui hanno aderito oltre 30 aziende. A Satriano è stato allestito «un deposito con celle frigo,conforme alle rigorose normative di certificazione, all’interno del quale troveranno temporanea dimora i prodotti ortofrutticoli, freschi o trasformati, provenienti dalle aziende consorziate e dislocate su tutto il territorio regionale».
Per tutta la giornata ci sono state degustazioni, animazioni e un talk-show via internet «sul futuro del biologico» con Jeffrey-Smith, direttore e fondatore dell’Institute for responsible tecnology. All’iniziativa hanno aderito anche la Regione Basilicata e l’Alsia (Agenzia lucana di sviluppo e innovazione in agricoltura). Per l’assessore regionale della Basilicata all’agricoltura, Gaetano Fierro, «il biologico nella nostra regione rappresenta l’elemento comune per l’affermazione di tre virtuose linee guida: la valorizzazione del territorio, la tutela dell’ambiente e lo sviluppo della produzione autoctona».

Fonte: Basilicat@press

Petrolio, superata quota 30 mln barili nel 2006

L’estrazione di greggio è in corso da quattro anni da parte dell’Eni in accordo con la Regione
Potenza, 15 dic. – (Adnkronos) – E’ stata superata la quota di 30 milioni di barili estratti nel 2006 nel giacimento di petrolio della Val d’Agri dove opera l’Eni.
Con il prelievo di oggi il totale e’ salito a 30.117.456 barili dal primo gennaio di quest’anno. E’ la quota record per il giacimento lucano dove l’estrazione di greggio e’ in corso da quattro anni da parte dell’Eni in accordo con la Regione Basilicata.
La media estratta e’ di 85 mila barili al giorno mentre a regime il giacimento lucano puo’ raggiungere i 104 mila barili prelevati al giorno. Il greggio confluisce al Centro Oli di Viggiano e da qui prende la rotta della raffineria di Taranto. La Basilicata detiene le maggiori riserve petrolifere dell’Europa occidentale ed e’ stata ribattezzata il ‘Texas d’Italia’ perche’ nei prossimi anni sara’ sfruttato anche un secondo giacimento petrolifero in Val d’Agri.

Fonte: ADNKRONOS

Per il Sud resiste il mito della Basilicata «isola felix»

POTENZA – Dieci punti di miglioramento per Matera – che si piazza al primo posto fra le città del Mezzogiorno – e addirittura 13 per Potenza, con la conferma che le due città lucane sono «tranquille» (Matera prima, Potenza terza) dal punto di vista dell’ordine pubblico, traguardo che può confermare il mito della Basilicata «isola felice».
Si può sintetizzare così il dossier sulla Qualità della vita nelle 103 province italiane, pubblicato oggi dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore. Nella pagella finale, Matera si piazza al 46/o posto, scalando dieci posizioni rispetto al 2005; fa meglio Potenza, che brucia 13 posizioni e passa dal 70/ posto dello scorso anno al 57/o: entrambe le città lucane si aggiudicano il bollino blu («migliorata») e sono la prima e la terza del Mezzogiorno (al secondo posto è Isernia, che è 50/a).
Nelle sei aree individuate dalla ricerca (tenore di vita, affari e lavoro, servizi, ambiente e salute, ordine pubblico, popolazione e tempo libero), la posizione di Matera è quasi sempre migliore di quella di Potenza. Nella sezione dedicata all’ordine pubblico, l’indagine attribuisce «ottimi voti in sicurezza» a Basilicata e Molise e stabilisce una leadership lucana, dal momento che Matera è la provincia più sicura, con Potenza al terzo posto.
In particolare, in provincia di Matera nel 2005 le rapine denunciate ogni centomila abitanti sono state 8,33, a Potenza 10,77 (Matera prima, Potenza quarta in classifica); i furti nelle case ogni centomila abitanti sono stati 44,35 nel Potentino e 51,47 nel Materano (Potenza seconda, Matera terza). Per quanto riguarda i furti di automobili, a Matera 57,84 ogni centomila abitanti, a Potenza 76,40 (14/a e 30/ posizione). I minorenni denunciati ogni mille punibili sono stati 3,24 nel Materano e 5,54 nel Potentino (Matera prima, Potenza al quarto posto). La variazione percentuale dei delitti denunciati (con base 2001) è stata di 80,71 per Matera e di 94,16 per Potenza (secondo e 14/o posto).
E’ da considerare, infine, che nella classifica dell’indice di percezione della gravità attribuita ai problemi di criminalità e di ordine pubblico, Potenza è sesta in classifica (in compagnia di Cuneo e Gorizia), Matera 38/a (con Brindisi). 18/12/2006
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

I VINI LUCANI D’ECCELLENZA

Presentati ieri sera a Roma, al Grande albergo Parco dei Principi, i grandi vini lucani. Ventotto tra le principali aziende enologiche della Basilicata che producono Aglianico del Vulture Doc, Terre dell’Alta Val D’Agri Doc, vini della zona Matera Doc, Grottino di Roccanova Igt e Basilicata Igt, hanno illustrato e fatto degustare, seguite da 50 esperti dell’Associazione italiana sommelier (Ais), le peculiarità delle loro produzioni abbinate all’enogastronomia lucana.
All’evento, giunto alla terza edizione e curato dal Dipartimento regionale Agricoltura, dall’Ais del Lazio e dall’Azienda di promozione turistica di Basilicata, hanno partecipato oltre mille persone. Per congiungere cultura, arte, paesaggio ed enogastronomia e dare una immagine completa della Basilicata sono, inoltre, state presentate la guida ai ristoranti “La Basilicata è servita” (già presentata nei giorni scorsi a Bari) ed una riproduzione del trittico “Le stagioni del grano”, dipinto negli anni trenta dall’artista lucano Guido Spera.
La cerimonia è stata aperta dalla presidente dell’Ais di Roma, Daniela Scrobogna, la quale ha sottolineato che la Basilicata si distingue come una delle realtà emergenti nel Mezzogiorno per quanto riguarda i vini pregiati. Dopo il saluto del presidente delle Cantine di Venosa, Teodoro Palermo, in rappresentanza dei produttori lucani, l’assessore regionale all’Agricoltura, Gaetano Fierro, ha messo in risalto come la crescita qualitativa dei vini accompagnata dalle politiche regionali che hanno portato, tra l’altro, ad una più elevata professionalità degli operatori, abbia fatto ottenere negli ultimi anni due Doc, e precisamente quella delle Terra Alta Val d’Agri e Matera.
Fierro ha quindi fatto presente che anche per il Grottino di Roccanova, oggi Igt, si inizia a parlare di ottenimento della Doc “segno che nell’area gli imprenditori intendono impegnarsi ed emergere sui mercati”. Per il neo presidente del Cra (Consiglio nazionale per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura), Romualdo Coviello, anche in Basilicata occorre sempre maggiore qualità per sostenere la competizione mondiale e per ottenerla bisogna impegnarsi nella ricerca. Dello stesso avviso si è detto Antonio Rotundo, docente alla Facoltà di Agraria dell’Università di Basilicata, che ha posto l’accento sui progetti che l’Ateneo lucano sta sviluppando sui vitigni di Aglianico del Vulture tesi a completare la selezione clonale con cloni migliorativi.
Il direttore regionale della Confagricoltura, Eugenio Tropeano, nell’evidenziare l’ottima campagna 2006 per quanto riguarda i vini lucani ha rilevato come il futuro del settore sia nell’enoturismo “pertanto è positiva la manifestazione odierna – ha detto- in quanto occorre comunicare la qualità del territorio e delle nostre produzioni oltre i confini regionali”.
Infine, per Antonio Pilieri, presidente del Centro studi lucani nel mondo di Roma, l’eccellenza dell’agroalimentare lucano e le emergenze turistiche e storico-artistiche hanno bisogno di essere sempre maggiormente divulgate nel Paese “è questa la linea dell’Associazione – ha affermato- che collabora volentieri con le Istituzioni della Basilicata quando ci sono iniziative di spessore come quella organizzata oggi all’Hotel Parco dei Principi”.
Fonte: Basilicatanews

Tra gennaio e settembre export a +7,4%

A livello territoriale, l’Istat rileva che tra le regioni che hanno segnato i maggiori aumenti delle esportazioni c’è la Basilicata (+65,1%). Flessione del 2,2% in Puglia
ROMA – Nel periodo gennaio-settembre 2006 il valore delle esportazioni italiane ha registrato un aumento del 7,4% rispetto allo stesso periodo del 2005 (più 4,6% verso i paesi europei e più 11,7% verso l’area extra Ue).
La crescita delle esportazioni ha riguardato tutte le ripartizioni territoriali; incrementi superiori alla media si registrano per l’Italia centrale (più 10,7%), per la ripartizione insulare (più 10,6%), dovute essenzialmente alle vendite di prodotti petroliferi raffinati, e per la ripartizione nord-occidentale (più 7,6%); incrementi inferiori a quello medio nazionale si registrano invece per la ripartizione nord orientale (più 6,9%) e per quella meridionale (più 6,1%).
La dinamica congiunturale, valutata sulla base dei dati trimestrali depurati della componente stagionale, ha evidenziato nel terzo trimestre 2006 variazioni delle esportazioni, rispetto al trimestre precedente, pari a più 3,6% per l’Italia centrale e più 1,4% per l’Italia nord-occidentale, mentre risultano negative le variazioni per la ripartizione nord-orientale (meno 1%) e per le regioni meridionali e insulari (meno 1,3%).
A livello regionale la crescita delle esportazioni nei primi nove mesi del 2006, rispetto allo stesso periodo del 2005, ha interessato con intensità diverse le varie regioni italiane. Tra quelle che hanno segnato i maggiori aumenti percentuali delle esportazioni vi sono la Basilicata (più 65,1%), la Sardegna (più 21,4%), le Marche (più 17,7%), il Friuli Venezia Giulia (più 11%), la Valle d’Aosta (più 10,1%), la Toscana (più 9,6%) e l’Emilia Romagna (più 9%).
Flessioni si sono registrate per la Calabria (meno 9,9%), per la Puglia (meno 2,2%) e per la Liguria (meno 1,4%).
L’analisi delle aree di sbocco delle esportazioni mette in evidenza come la crescita delle esportazioni dell’area nord-occidentale, pari al 7,6%, abbia interessato maggiormente i flussi verso i paesi extra Ue. Variazioni positive si sono registrate in ogni area salvo che per il Giappone, quelle più elevate hanno riguardato la Russia, gli Altri paesi europei, la Cina e i paesi Opec. Alla crescita delle esportazioni verso l’area Ue hanno maggiormente contribuito quelle verso la Spagna e la Germania.
Nei primi nove mesi del 2006, nell’ambito dell’Italia nord-occidentale la Valle d’Aosta e la Lombardia hanno registrato il più elevato incremento delle esportazioni (rispettivamente più 10,1 e più 8,1%). Le esportazioni dell’Italia nord-orientale hanno registrato aumenti in ogni regione. Nell’Italia centrale si rileva un consistente aumento delle esportazioni per le Marche (più 17,7%).
Nell’ambito della ripartizione meridionale (più 6,1%) le esportazioni sono aumentate in ogni regione, salvo che in Calabria e in Puglia, e con intensità particolare in Basilicata (più 65,1%). Infine, per quel che riguarda l’Italia insulare, l’aumento delle esportazioni della Sardegna (più 21,4%) è dovuto soprattutto alle vendite dei prodotti petroliferi raffinati, dei prodotti chimici e dei metalli e prodotti in metallo. L’aumento delle vendite della Sicilia (più 5,2%) ha riguardato prevalentemente i prodotti petroliferi raffinati, i metalli e prodotti in metallo e i prodotti chimici e fibre sintetiche e artificiali. 13/12/2006
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno