A livello territoriale, l’Istat rileva che tra le regioni che hanno segnato i maggiori aumenti delle esportazioni c’è la Basilicata (+65,1%). Flessione del 2,2% in PugliaROMA – Nel periodo gennaio-settembre 2006 il valore delle esportazioni italiane ha registrato un aumento del 7,4% rispetto allo stesso periodo del 2005 (più 4,6% verso i paesi europei e più 11,7% verso l’area extra Ue).
La crescita delle esportazioni ha riguardato tutte le ripartizioni territoriali; incrementi superiori alla media si registrano per l’Italia centrale (più 10,7%), per la ripartizione insulare (più 10,6%), dovute essenzialmente alle vendite di prodotti petroliferi raffinati, e per la ripartizione nord-occidentale (più 7,6%); incrementi inferiori a quello medio nazionale si registrano invece per la ripartizione nord orientale (più 6,9%) e per quella meridionale (più 6,1%).
La dinamica congiunturale, valutata sulla base dei dati trimestrali depurati della componente stagionale, ha evidenziato nel terzo trimestre 2006 variazioni delle esportazioni, rispetto al trimestre precedente, pari a più 3,6% per l’Italia centrale e più 1,4% per l’Italia nord-occidentale, mentre risultano negative le variazioni per la ripartizione nord-orientale (meno 1%) e per le regioni meridionali e insulari (meno 1,3%).
A livello regionale la crescita delle esportazioni nei primi nove mesi del 2006, rispetto allo stesso periodo del 2005, ha interessato con intensità diverse le varie regioni italiane. Tra quelle che hanno segnato i maggiori aumenti percentuali delle esportazioni vi sono la Basilicata (più 65,1%), la Sardegna (più 21,4%), le Marche (più 17,7%), il Friuli Venezia Giulia (più 11%), la Valle d’Aosta (più 10,1%), la Toscana (più 9,6%) e l’Emilia Romagna (più 9%).
Flessioni si sono registrate per la Calabria (meno 9,9%), per la Puglia (meno 2,2%) e per la Liguria (meno 1,4%).
L’analisi delle aree di sbocco delle esportazioni mette in evidenza come la crescita delle esportazioni dell’area nord-occidentale, pari al 7,6%, abbia interessato maggiormente i flussi verso i paesi extra Ue. Variazioni positive si sono registrate in ogni area salvo che per il Giappone, quelle più elevate hanno riguardato la Russia, gli Altri paesi europei, la Cina e i paesi Opec. Alla crescita delle esportazioni verso l’area Ue hanno maggiormente contribuito quelle verso la Spagna e la Germania.
Nei primi nove mesi del 2006, nell’ambito dell’Italia nord-occidentale la Valle d’Aosta e la Lombardia hanno registrato il più elevato incremento delle esportazioni (rispettivamente più 10,1 e più 8,1%). Le esportazioni dell’Italia nord-orientale hanno registrato aumenti in ogni regione. Nell’Italia centrale si rileva un consistente aumento delle esportazioni per le Marche (più 17,7%).
Nell’ambito della ripartizione meridionale (più 6,1%) le esportazioni sono aumentate in ogni regione, salvo che in Calabria e in Puglia, e con intensità particolare in Basilicata (più 65,1%). Infine, per quel che riguarda l’Italia insulare, l’aumento delle esportazioni della Sardegna (più 21,4%) è dovuto soprattutto alle vendite dei prodotti petroliferi raffinati, dei prodotti chimici e dei metalli e prodotti in metallo. L’aumento delle vendite della Sicilia (più 5,2%) ha riguardato prevalentemente i prodotti petroliferi raffinati, i metalli e prodotti in metallo e i prodotti chimici e fibre sintetiche e artificiali. 13/12/2006
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno