Lo rivela la Cia di Basilicata

“Il calo del 23,6% tra il 2003 e il 2005 delle aziende agricole lucane con superficie agricola utilizzata in affitto, il decremento, sia pure più contenuto, del 2,9% sempre in tre anni, delle coltivazioni permanenti, l’aumento de 23,1% della superficie agricola non utilizzata e l’incremento record del 148,8% delle giornate di lavoro dei parenti del conduttore dell’azienda sono alcuni dei dati più significativi del profondo mutamento dell’agricoltura e con essa anche delle aziende.
Si pone, quindi, una attenta riflessione per valutare i riflessi di questi cambiamenti e delineare le nuove linee strategiche di un’azione che deve dare vigore al settore. Sede ideale per tale confronto è la Conferenza Regionale, in preparazione della Conferenza Nazionale che abbiamo da tempo sollecitato, nelle quali affrontare, sia a livello regionale che nazionale, tutte le questioni sul tappeto e individuare un progetto per rilanciare sviluppo e competitività”.
E’ quanto ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori della Basilicata Donato Distefano in merito ai dati dell’Istat sulle strutture e le produzioni delle imprese agricole. “Intanto – sottolinea – il calo di 14.600 aziende in tre anni e il conseguente aumento (questa volta in un rapporto temporale più ampio, 2000-2005) del 3,8% della superficie delle aziende dimostra che siamo in presenza di una costante evoluzione.
Le aziende lucane erano infatti, nel 2000, 68.470 con una sau (superficie agricola utilizzata) di 533.438 ettari, nel 2003 ammontavano a 74.514 con una sau di 553.886 ettari per toccare nel 2005 quota 59.920 e una sau di 553.589. Ancora, l’Istat registra che le aziende lucane con oltre 50 ettari di sau tra il 2003 e il 2005 crescono dell’13,9% contro il calo netto del 46,2% delle aziende con meno di 1 ettaro. Dunque, da una parte abbiamo una flessione fisiologica e dall’altra un accorpamento e una ristrutturazione delle aziende. Il che significa che è in atto un adattamento al mercato. E questo richiede un impegno nuovo e certamente più incisivo.
Da non sottovalutare, poi, l’impatto delle riforma della Politica agricola comune (Pac) che ha cominciato a provocare una prima selezione aziendale”. “Sono fenomeni -ha sostenuto il presidente della Cia- che vanno valutati attentamente così come vanno affrontati i problemi di un’agricoltura che non riesce ad uscire dal tunnel di una persistente crisi strutturale che gli stessi dati del 2006 (calo della produzione e del valore aggiunto) confermano in maniera chiara”.
Fonte: Basilicat@press