Daily Archives: 7 gennaio 2007

Roccanova Dal 1943

Documenti della Camera di lavoro consegnati alla Cgil


ROCCANOVA – Il capogruppo del Pdci in Consiglio Provinciale Raffaele Soave, dirigente regionale della Cgil fino al 1983, nel corso di una manifestazione che si è svolta a Roccanova ha consegnato una consistente documentazione storica della Camera del Lavoro di Roccanova al segretario generale regionale della Cgil Angelo Vaccaro che ha annunciato in questa occasione l’istituzione di un Centro Studi Regionale della Cgil.

La documentazione ricostruisce la storia della CdL di Roccanova, nata nel 1943 e considerata una delle prime in Italia, proprio perché realizzata durante la guerra e quindi a cavallo della Liberazione dal nazifascismo. Si tratta di materiale che lo storico prof. Antonio Lerra – intervenuto alla manifestazione, insieme a dirigenti delle categorie edili e lavoratori agricoli della Cgil, e degli altri sindacali, amministratori locali ed esponenti politici – ha definito di particolare rilevanza per ricostruire la storia del movimento dei lavoratori e sindacale in Basilicata e in buona parte non ancora studiato: manoscritti, documenti, circolari degli organismi dirigenti nazionali e meridionali, verbali di assemblee, documentazione su vertenze di lavoratori.

Le prime iniziative della CdL di Roccanova ­ ha ricordato Soave ­ hanno riguardato i braccianti agricoli impegnati nelle operazioni di raccolta delle olive con i nobili proprietari terrieri che intendevano riconoscere compensi da fame e scegliendo la manodopera che a Roccanova era composta negli anni cinquanta-sessanta per lo più da mezzadri, da contadini in possesso di piccoli poderi, i quali per sopravvivere facevano ricorso a giornate di lavoro. Tra le carte consegnate alla Cgil ci sono anche documenti del rappresentante del Comitato Nazionale di Liberazione.

Fonte: Il Quotidiano della Basilicata

Corleto Perticara

Per il Csail priorità alla Saurina e alla Tito-Brienza

“Salutiamo con soddisfazione l’impegno assunto solennemente dal Presidente della Giunta Regionale De Filippo in occasione della conferenza stampa di fine anno per affrontare con determinazione, nel nuovo anno, sino ad aprire un contenzioso con il Governo (anche se riteniamo siano sufficienti i fondi disponibili attraverso le royalties del petrolio), la vicenda ultratrentennale della Saurina».

Ad affermarlo è il presidente del Csail (Comitato per lo Sviluppo delle Aree Interne Lucane) Filippo Massaro, secondo il quale “è una soddisfazione che ci deriva da decenni di iniziative di ogni tipo per superare l’handicap infrastrutturale delle aree interne”. A detta di Filippo Massaro. “l’isolamento delle aree interne è sinonimo di sfiducia, lentezza, sottosviluppo e arretratezza, tutto il contrario del “Fast”.

A De Filippo ­ aggiunge Massaro ­ vorremmo sottoporre un’altra priorità irrinunciabile: il completamento della Ss 95 Tito-Brienza. Abbiamo realizzato in proposito un servizio fotografico che consegneremo al Presidente nei primi giorni del nuovo anno per denunciare le responsabilità dell’Anas specie nello sperpero del denaro pubblico. Tra i tanti casi ­ spiega il presidente del Csail ­ c’è quello della “muraglia cinese” realizzata al km.29 della SS 95, alla periferia di Brienza, con un costo di oltre un miliardo di vecchie lire senza alcuna necessità o miglioramento stradale ma, probabilmente, all’unico scopo di favorire l’accesso ad una villa privata nella collinetta che sovrasta la muraglia in cemento armato. Percorrendo l’arteria è inoltre facile vedere gli altri muri di sostegno costruiti con facilità persino in un terreno roccioso e solido, mentre ci sono tratti della Ss 95 pericolosi e non ancora asfaltati».

Come se i disagi per gli automobilisti, in particolare nei collegamenti Val d’Agri-area sud della provincia di Potenza con il capoluogo, non bastassero ­ continua Massaro ­ si è messo anche il sindaco di Brienza «che per dare spazio alle bancarelle del mercato comunale ha disposto con propria ordinanza la chiusura di un tratto della strada che attraversa il paese, obbligando gli automobilisti ad un percorso stretto per i due sensi di marcia, reso ancora più disagevole per il continuo traffico di autocarri e mezzi pesanti. E’ accaduto persino che un’autoambulanza del 118, con a bordo un ammalato da trasferire dall’ospedale di Villa d’Agri al San Carlo, è rimasta bloccata nel traffico per molto tempo. Perciò – conclide Massaro – riteniamo necessario che la giunta regionale si assuma le proprie responsabilità e convochi i dirigenti dell’Anas per accelerare l‘ultimazione della strada Tito-Brienza».

Fonte: Il Quotidiano della Basilicata

Infrastrutture, pronto progetto potenziamento pista Mattei

Sarà illustrato lunedì alla Giunta regionale

Dopo la realizzazione l’aviosuperficie della Valbasento, a Pisticci, assurgerà al terzo livello aeroportuale

Matera, 5 gen. – (Adnkronos) - Lunedi’ prossimo, alle ore 12, nella sala ”Verrastro” della Giunta regionale a Potenza, verra’ presentato il progetto di adeguamento della pista ‘Mattei’.

L’aviosuperficie della Valbasento, a Pisticci (Matera), assurgera’ dopo la realizzazione del progetto ad infrastruttura aeroportuale di terzo livello. La Basilicata attualmente non e’ dotata di alcun aeroporto. Il progetto sara’ illustrato dal presidente del Consorzio per lo sviluppo industriale della provincia di Matera, Angelo Minieri, al presidente della Regione, Vito De Filippo, ed alla giunta regionale.

Fonte: ADNKRONOS

Il Comitato Grande Lucania incontra gli Amministratori del Vallo di Diano

Proseguono senza sosta le iniziative di sensibilizzazione del Comitato Grande Lucania per l’annessione alla Basilicata.

“Abbiamo ritenuto opportuno”, riferisce l’arch. Tiziana Bove Ferrigno, “organizzare questo incontro, a cui sono stati invitati tutti gli amministratori del Vallo di Diano e dell’Alto Tanagro, che si terrà dalle ore 18.00 presso la sala congressi dell’ ACTEON PALACE in Atena Lucana.

L’incontro di questa sera sarà presiduto dal dott. Raffaele De Dominigis, Vice Procuratore Generale della Corte dei Conti nonchè Presidente onorario del Comitato, e fa seguito a quello organizzato nel Golfo di Policastro dove è stata raccolta l’adesione formale del Sindaco del Comune di Vibonati.

“Continuiamo a lavorare nella ricerca di un dialogo costruttivo con le Istituzioni del Territorio”, prosegue la Ferrigno, “ma non siamo assolutamente disponibili a subire strumentalizzazioni di sorta.

Agli Amministratori di questo territorio, che mi auguro stasera partecipino numerosi e con atteggiamenti “non precostituiti”, chiediamo, semplicemente, di non ostacolare un processo che vede, nella indizione del referendum, lo strumento democratico di consultazione popolare affinchè i cittadini tutti possano esprimersi liberamente sull’argomento. Nei prossimi giorni daremo vita ai Comitati Popolari cittadini in ogni Comune.

Fonte: Vallo Web

L’Aglianico diventa “Superiore” e la Basilicata chiede la Docg

Potenza - Durante la seconda guerra punica e precisamente dopo la battaglia di Canne (216 a.c.), si narra che i Cartaginesi, sotto il comando di Annibale, ripiegarono sull’attuale Basilicata per trovarvi ristoro e curare i propri feriti e che il rimedio da essi utilizzato altro non fosse che il buon vino Aglianico.

E’ nella zona del Vulture, in Basilicata, che i vigneti di questa rinomata produzione vinicola lucana sono maggiormente diffusi.

In questi giorni, al vaglio della Commissione coordinata dalla Camera di commercio di Potenza è la decisione di assicurare all’Aglianico del Vulture, la denominazione di origine controllata garantita (Docg) “Superiore”.

I membri della commissione sono rappresentanti della Regione Basilicata, dell’Agenzia Lucana per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura (Alsia), del Consorzio di tutela Aglianico del Vulture, del Consorzio Vulture per l’aspetto della commercializzazione, della Cantina di Venosa quale soggetto proponente e dello stesso ente camerale.

L’intento del team tecnico di lavoro è quello di “valorizzare tutta la produzione dell’Aglianico” attraverso tre interventi: una nuova indicazione geografica tipica (Igt “Vulture”), la Denominazione di origine controllata (Doc) tradizionale e la nuova Denominazione di origine controllata e garantita (Docg) “Superiore”. Tutto questo perché attualmente la produzione dell’Aglianico é attualmente distinta solo per il 20 per cento a Doc e per l’80 per cento come vino comune da tavola e/o da taglio. Il progetto prevede che i produttori stessi o il loro Consorzio di tutela presentino la candidatura utilizzando la documentazione raccolta dal gruppo tecnico. Una volta definita la struttura proponente, si passerà al vaglio delle proposte e dei contributi degli interessati in merito.

La Camera di Commercio di fronte alle preoccupazioni esposte dai produttori lucani ha comunque tenuto a precisare che «la Docg va inquadrata come ulteriore processo di qualità per l’Aglianico, e non vista “in deminutio” per territori e/o produttori». Una maggiore selezione ci sarà, dunque, ma soltanto per garantire i requisiti di “miglior pregio” richiesti dalla normativa comunitaria e nazionale.

a cura di Anna Leila Marino

Fonte: Il Meridiano