Potenza - Durante la seconda guerra punica e precisamente dopo la battaglia di Canne (216 a.c.), si narra che i Cartaginesi, sotto il comando di Annibale, ripiegarono sull’attuale Basilicata per trovarvi ristoro e curare i propri feriti e che il rimedio da essi utilizzato altro non fosse che il buon vino Aglianico.
E’ nella zona del Vulture, in Basilicata, che i vigneti di questa rinomata produzione vinicola lucana sono maggiormente diffusi.
In questi giorni, al vaglio della Commissione coordinata dalla Camera di commercio di Potenza è la decisione di assicurare all’Aglianico del Vulture, la denominazione di origine controllata garantita (Docg) “Superiore”.
I membri della commissione sono rappresentanti della Regione Basilicata, dell’Agenzia Lucana per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura (Alsia), del Consorzio di tutela Aglianico del Vulture, del Consorzio Vulture per l’aspetto della commercializzazione, della Cantina di Venosa quale soggetto proponente e dello stesso ente camerale.
L’intento del team tecnico di lavoro è quello di “valorizzare tutta la produzione dell’Aglianico” attraverso tre interventi: una nuova indicazione geografica tipica (Igt “Vulture”), la Denominazione di origine controllata (Doc) tradizionale e la nuova Denominazione di origine controllata e garantita (Docg) “Superiore”. Tutto questo perché attualmente la produzione dell’Aglianico é attualmente distinta solo per il 20 per cento a Doc e per l’80 per cento come vino comune da tavola e/o da taglio. Il progetto prevede che i produttori stessi o il loro Consorzio di tutela presentino la candidatura utilizzando la documentazione raccolta dal gruppo tecnico. Una volta definita la struttura proponente, si passerà al vaglio delle proposte e dei contributi degli interessati in merito.
La Camera di Commercio di fronte alle preoccupazioni esposte dai produttori lucani ha comunque tenuto a precisare che «la Docg va inquadrata come ulteriore processo di qualità per l’Aglianico, e non vista “in deminutio” per territori e/o produttori». Una maggiore selezione ci sarà, dunque, ma soltanto per garantire i requisiti di “miglior pregio” richiesti dalla normativa comunitaria e nazionale.
a cura di Anna Leila Marino
Fonte: Il Meridiano