Daily Archives: 10 gennaio 2007

Montemurro: Inaugurata una sezione dei DS

MONTEMURRO – Con un occhio al passato ed uno al futuro è stata inaugurata la nuova sede dei Democratici di Sinistra di Montemurro.

Si è trattato dell’occasione, per la locale sezione dei Ds, per aprire ufficialmente anche a Montemurro il dibattito sul Partito Democratico, attraverso l’appello del segretario Leonardo Mancino, il quale ha voluto rinnovare l’appello a riprendere un percorso comune con la Margherita, anche nel nome dei tanti uomini del passato che hanno contribuito a far crescere la comunità.

E proprio uno dei personaggi della storia della sinistra di quest’area ha ricoperto il ruolo di protagonista della giornata di ieri. L’inaugurazione è stata infatti dedicata alla memoria di Pietro Di Sanzo, già sindaco di Montemurro, consigliere provinciale e dirigente del Pci, scomparso pochi mesi fa.

La piccola cerimonia è avvenuta attraverso una targa-ricordo che la vedova di Pietro Di Sanzo ha scoperto alla presenza del capogruppo Ds alla Regione, Vincenzo Folino, e del sottosegretario di Stato allo Sviluppo Economico, Filippo Bubbico, i quali hanno ricordato la figura del politico e l’importante contributo che la sua opera ha saputo dare in termini di qualità e di valori.

Lo sguardo al futuro, invece, i diessini di Montemurro hanno voluto darlo attraverso la presenza del segretario regionale della Quercia, Piero Lacorazza, al ritorno ufficiale nella sua sezione di appartenenza, e nipote di Di Sanzo. Tanto con riferimento alla figura del nonno ad ai suoi insegnamenti, quanto all’importante ruolo che la storia della sinistra lucana deve giocare nelle sfide dell’immediato futuro politico, Lacorazza ha voluto ricordare il senso della nuova iniziativa de “Il Portale della Memoria” che i Ds stanno avviando in questi giorni, alla cui base c’è la convinzione “che il futuro della Basilicata nasce da una grande storia“, che va recuperata e condivisa soprattutto con le giovani generazioni.

Fonte: Il Quotidiano della Basilicata

Anche dalla Val D’Agri è possibile vedere la cometa Mc Naught

Anche dalla Val d’Agri è possibile vedere la cometa Mc Naught.

Per la cometa, visibile nei nostri celi verso il tramonto, potrebbe essere l’ultimo passaggio all’interno del Sistema Solare. Il nostro Sole le potrebbe essere fatale facendola dissolvere del tutto.

La cometa è stata scoperta da un astronomo australiano (appunto McNaught) lo scorso 7 agosto.

Gli esperti del CNR affermano che la cometa passerà molto vicino al Sole e la si potrà vedere nitidamente al tramonto o anche al sorgere del Sole. I punti d’osservazione favoriti sono in Canada, Scandinavia e Alaska, ma la cometa sarà visibile anche in Kansas, Stati Uniti e appunto Italia.

Calcolando le rotte della cometa si prevede che arriverà a 25,4 milioni di chilometri dal Sole. A questa distanza, ben più vicina del primo pianeta del nostro Sistema Solare (Mercurio), la cometa “potrebbe divampare in un corpo celeste estremamente brillante”.

Sul sito dell’Uai, l’Unione Astrofili Italiani sono presenti molte foto che mostrano la cometa in tutto il suo splenodore

Nella nostra Val d’Agri osservare la cometa non è difficile: dal tramonto puntare gli occhi verso Nord. La cometa si riconosce subito dalla sua brillantezza ben 40 volte superiore a quella di Venere.

Ma attenzione a non puntare gli occhi indirettamente verso il Sole o di potrebbero avere guai alla vista. E’ consigliabile sempre usare delle speciali maschere o lenti da saldatura.

Gli appassionati di stelle avranno un ottimo spunto per osservare uno spettacolo davvero interessante.

Luoghi consigliati per la visione sono logicamente quelli lontani dai centri abitati o comunque in aperta campagna.

G.M.
Foto: NASA

Sarconi Uno spiraglio nella vicenda del sequestro di Vito Rocco

I rapitori contattano la famiglia
Indagini delle autorità venezuelane di Barinas


SARCONI ­ Pare finalmente aprirsi uno spiraglio nella vicenda del rapimento di Vito Rocco in Venezuela. Il settantaduenne imprenditore, nato a Calvera ma sempre vissuto a Sarconi, è scomparso nello stato Barinas in Venezuela, ormai dal ventotto novembre dello scorso anno e da allora non si sono avute più sue notizie. La sua auto, su segnalazione della famiglia preoccupata per l’inusuale ritardo, venne ritrovata dalla polizia venezuelana non lontano dalla propria abitazione, con chiavi e documenti al loro posto. Da allora di Vito Rocco non si è saputo più nulla inghiottito, con tutta probabilità, da qualche compiacente rifugio della confinante Colombia. Qualche giorno prima di Natale, invero, era corsa voce che i presunti rapitori si fossero fatti vivi presso la famiglia con una richiesta di riscatto. Ma le autorità diplomatiche italiane non avevano mostrato esitazione nel liquidare il tutto come una riprovevole forma di sciacallaggio. Al momento, invece, pare che in Venezuela stiano emergendo nuovi elementi che lasciano sperare in una sollecita e positiva conclusione della vicenda. E’ verosimile, infatti, che i presunti rapitori abbiano finalmente contattato la famiglia Rocco e che le autorità di polizia dello stato Barinas stanno effettuando i relativi riscontri. Una situazione, comunque, non facile da gestire per le autorità venezuelane, anche se la recente liberazione di un altro ostaggio italiano lascia ben sperare. D’altronde le nostre autorità diplomatiche, pur seguendo costantemente e con fiducia l’evolversi della situazione, non danno adito ad alcuna notizia inopportuna che potrebbe compromettere seriamente il prosieguo delle indagini e l’incolumità di Vito Rocco. Ci si augura, comunque, che la vicenda abbia a concludersi presto e positivamente che il nostro concittadino riabbracci al più presto i suoi cari.

Gerardo Tempone

Fonte: Il Quotidiano della Basilicata

Quella pace segreta tra Eni e Shell sul petrolio italiano

In seguito all’articolo di Basilicatanet.it riportiamo quello del Corriere della Sera per avere un riscontro reale.

MILANO - Sono gruppi industriali concorrenti. Ma anche grandi alleati in molti angoli del pianeta, a partire da quel Delta del Niger dove le compagnie petrolifere se la devono vedere ogni giorno con incursioni di milizie armate. Eppure, Eni e Shell hanno rischiano di dividersi su uno scenario molto meno difficile: il petrolio italiano. Tanto che, per riuscire a dirimere il contenzioso, hanno trattato per oltre 2 anni. L’ accordo è arrivato la scorsa estate, ma è rimasto segreto fino a oggi. Terreno del confronto, i giacimenti della Val D’ Agri, in Basilicata, dove Eni e Shell lavorano in joint venture e, dall’ inizio dello sfruttamento nel 1998, vengono attualmente estratti circa 100 mila barili di greggio al giorno.

Il più grande giacimento dell’ Europa continentale, insomma. Solo che nel 2004, fra Eni e Shell hanno cominciato a profilarsi piccoli problemi di «vicinato». O meglio, si trattava di definire come gestire le fasi di trivellazione in zone in cui i rispettivi perimetri di azione finivano per coincidere. In gioco c’ erano non più di 10 milioni di euro di potenziale produzione annuale. Pochi spiccioli, dunque, sia per la compagnia guidata da Jeroen van der Veer sia per quella di Paolo Scaroni. Così le due parti hanno deciso di sedersi attorno a un tavolo per arrivare a una definizione. «Normali discussione commerciali», secondo entrambi i gruppi. E così, in effetti, era.

Solo che il confronto è andato avanti per un paio d’ anni e, a un certo punto, si dev’ essere smarrita anche la certezza di arrivare a un’ intesa, visto che le due compagnie si sono preparate a un arbitrato, dando mandato a due professionisti di gran fama: Natalino Irti per Shell e Pietro Trimarchi per l’ Eni. Non ce n’ è stato bisogno. All’ inizio dell’ estate è stata raggiunta un’ intesa che definisce con precisione i criteri d’ intervento nelle aree in discussione. Nessuna parcella ai professionisti. E sulla Val d’ Agri è tornata la routine. Da qui esce già oggi circa il 6% del fabbisogno petrolifero italiano, che è destinato a salire al 10% per effetto dei 50 mila barili di greggio quotidiano che, dal 2010, usciranno da altri giacimenti della Basilicata, quelli di Tempa Rossa, dove nel settembre 2006 è stato siglato l’ accordo fra la Regione e la Total (in partnership con Shell ed Exxon) che ha dato il via libera ufficiale allo sfruttamento. * * * IL GIACIMENTO Dal giacimento della Val d’ Agri, in Basilicata, dove Eni e Shell lavorano in joint-venture dal 1998, vengono estratti già oggi circa 100 mila barili di petrolio al giorno

Radice Giancarlo

Fonte: Corriere della Sera

Basilicata istituisce bando di concorso per l’Irlanda

Irlanda e Italia sempre piu’ vicine. Lodevole iniziativa del dipartimento formazione, lavoro e cultura della Regione Basilicata che ha bandito un concorso per la partecipazione di 14 studenti lucani ad uno Stage Socio-culturale e linguistico in Irlanda. Questo iniziativa che permettera’ a 14 fortunati studenti lucani di

Ivo Aloe al centro a sinistra Paolo Lovascio vice direttore di Irlandiani.COM
Ivo Aloe al centro autore del Gemellaggio a sinistra Paolo Lovascio vice direttore di Irlandiani.COM
usufruire di questa opportunita’ nel mese di agosto prossimo e’ stata formalizzata il 27 novembre 2006 a tutti gli Istituti d’Istruzione Secondaria di 2° grado della Regione. Il documento di cui trattasi potrà essere visionato navigando sul sito della Regione Basilicata Basilicata. In particolare, si prega di cliccare preliminarmente sul sito istituzionale della Regione Basilicata, successivamente su Dipartimenti , Dipartimento Cultura e Formazione e poi Ufficio cultura. E’ importante sapere che il bando di concorso sopra citato prevede il 15.01.2007, quale termine di scadenza per la richiesta di partecipazione. Questo importante evento favorisce ulteriormente l’avvicinamento tra le culture italiane ed irlandesi, mostrando alle giovani leve nostrane da vicino la realta’della tigre celtica.”E’ giusto risaltare queste iniziative perche’sono convinto che sia una cosa utile per i nostri giovani acquisire esperienze all’estero” spiega Ivo Aloe’, geometra dell’ospedale oncologico di Rionero in Vulture autore di un gemellaggio tra Italia e Irlanda. Un evento celebrato l’anno scorso presso l’Istituto Italiano di Cultura di Dublino (nella foto) con medici di nosocomi irlandesi e italiani.

Fonte: Irlandiani.com

Voli di linea in Basilicata dal 2008

Avviata la procedura per trasformare l’aeroporto di Pisticci in uno scalo di “terzo livello”, capace cioè di far atterrare decollare e servire aerei a turboelica da 70-80 posti

Basilicata Aeroporto Pisticci MATERA – L’aviosuperficie «Enrico Mattei» di Pisticci, sulla costa Jonica materana, diventa aeroporto di terzo livello. La pista, fatta costruire dall’allora Presidente dell’Eni in occasione dei primi saggi petroliferi, entro un anno sarà allungata fino a 1500 metri e dotata di sistemi di atterraggio per il volo strumentale.

Prevista anche la realizzazione della stazione passeggeri e di strutture logistiche di supporto. Nel progetto di sviluppo l’aeroporto dovrà essere utilizzato a supporto del comprensorio turitico marittimo, attraverso l’inserimento nel circuito dei «light airport», in una rete parallela, tra le province italiane ed europee, a quella dei grandi scali, ma con servizi di qualità analoghi. Con gli adeguamenti previsti, lo scalo potrà far operare aerei turboelica con capacità di 70-80 passeggeri.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

(ACR) MATTIA (FI), INTERROGAZIONE SU CONTROLLO ATTIVITÀ ESTRATTIVE DI PETROLIO IN BASILICATA

Il consigliere regionale di Forza Italia, Franco Mattia, in premessa ricorda che “il Corriere della Sera, in un articolo del 6 gennaio scorso (“Quella pace segreta tra Eni e Shell sul petrolio italiano”), dà notizia che il contenzioso sull’esplorazione di pozzi petroliferi in Val d’Agri tra Eni e Shell, che perdura da almeno due anni, sarebbe stato risolto dai dirigenti delle due società petrolifere, senza però riferire i contenuti dell’accordo”.

Mattia afferma, quindi, che “la materia del contendere è la titolarità di pozzi petroliferi e l’attività di ricerca di idrocarburi nel territorio lucano e che il Gruppo Shell è la prima società straniera con attività in Italia nel settore dell’esplorazione, sviluppo e produzione di idrocarburi, attraverso Shell Italia E&P e che le sue attività sono concentrate prevalentemente in Basilicata”.

“La produzione – continua Mattia – a regime del giacimento della Val d’Agri (Monte Alpi / Monte Enoc / Cerro Falcone) è di oltre 100.000 barili al giorno. Operatore del giacimento è prevalentemente l’Eni in joint-venture con Shell Italia E&P”. L’esponente di Forza Italia tiene, poi, sottolinea fatto che “per il giacimento di Tempa Rossa, nel Sauro, non ancora in produzione (l’inizio della prima fase di estrazione è previsto nel 2010), come è noto è stato sottoscritto un Accordo Regione Basilicata-Total che prevede come operatore della concessione di produzione la Total Italia in joint-venture con ExxonMobil Italiana e Shell Italia E&P e che la produzione a regime del giacimento di Tempa Rossa sarà di circa 50.000 barili al giorno”.

Il consigliere Mattia chiede di interrogare il Presidente della Giunta per sapere se “non ritenga opportuno richiedere ai dirigenti della Shell e dell’Eni un’informativa in merito all’ “accordo di spartizione” dei pozzi petrolieri lucani e all’ulteriore attività di ricerca di idrocarburi, utilizzando l’occasione per una verifica tecnica sulle reali estrazioni e produzioni di petrolio che come è noto sono quantificate attraverso dati forniti direttamente ed esclusivamente dalle stesse compagnie petrolifere”. Mattia chiede, altresì, di sapere se il Presidente della Giunta “non ritenga opportuno individuare uno strumento di analisi e di controllo che offra garanzie alla Regione sulle reali attività estrattive per le quali corrispondono le royalties attribuite annualmente alla Regione”. (dt )

Fonte: Basilicatanet