I rapitori contattano la famiglia
Indagini delle autorità venezuelane di Barinas
SARCONI Pare finalmente aprirsi uno spiraglio nella vicenda del rapimento di Vito Rocco in Venezuela. Il settantaduenne imprenditore, nato a Calvera ma sempre vissuto a Sarconi, è scomparso nello stato Barinas in Venezuela, ormai dal ventotto novembre dello scorso anno e da allora non si sono avute più sue notizie. La sua auto, su segnalazione della famiglia preoccupata per l’inusuale ritardo, venne ritrovata dalla polizia venezuelana non lontano dalla propria abitazione, con chiavi e documenti al loro posto. Da allora di Vito Rocco non si è saputo più nulla inghiottito, con tutta probabilità, da qualche compiacente rifugio della confinante Colombia. Qualche giorno prima di Natale, invero, era corsa voce che i presunti rapitori si fossero fatti vivi presso la famiglia con una richiesta di riscatto. Ma le autorità diplomatiche italiane non avevano mostrato esitazione nel liquidare il tutto come una riprovevole forma di sciacallaggio. Al momento, invece, pare che in Venezuela stiano emergendo nuovi elementi che lasciano sperare in una sollecita e positiva conclusione della vicenda. E’ verosimile, infatti, che i presunti rapitori abbiano finalmente contattato la famiglia Rocco e che le autorità di polizia dello stato Barinas stanno effettuando i relativi riscontri. Una situazione, comunque, non facile da gestire per le autorità venezuelane, anche se la recente liberazione di un altro ostaggio italiano lascia ben sperare. D’altronde le nostre autorità diplomatiche, pur seguendo costantemente e con fiducia l’evolversi della situazione, non danno adito ad alcuna notizia inopportuna che potrebbe compromettere seriamente il prosieguo delle indagini e l’incolumità di Vito Rocco. Ci si augura, comunque, che la vicenda abbia a concludersi presto e positivamente che il nostro concittadino riabbracci al più presto i suoi cari.
Gerardo Tempone
Fonte: Il Quotidiano della Basilicata