Quando si dice che la scienza dà nuovi impulsi a tutte le discipline, anche a quelle prettamente storiche, non si possono trascurare i contributi che le nuove tecnologie forniscono alla ricerca archeologica. Un team di ricercatori degli istituti IMAA e IBAM del CNR di Potenza, hanno messo a punto un metodo basato sulla elaborazione di dati multispettrali (dati acquisiti in differenti bande dello spettro elettromagnetico), per individuare antiche strutture sepolte.
Strutture sepolte di villaggi medievali, abbandonate nell’Italia meridionale, sono state infatti individuate grazie a tecniche di elaborazione dei dati satellitari.
Anomalie del terreno, che hanno portato alla scoperta di un insediamento medievale a Monte Irsi, al confine tra Basilicata e Puglia, sono state intercettate da sensori di nuovissima generazione, come quelli utilizzati su Quick Bird, il satellite di Google Earth.
“I dati resi disponibili dal satellite – dice Rosa Lasaponara, dell’IMAA (Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale) del CNR – offrono possibilità maggiori delle normali foto aeree. Le strutture sepolte nel sottosuolo modificano infatti la crescita della vegetazione, i valori di umidità, producendo tracce non sempre visibili all’occhio umano né alle foto aeree, ma rilevabili solo grazie a dati multispettrali.”
Anche in Basilicata, nella zona di Monte Serico, questo metodo ha consentito la ricostruzione di un intero villaggio medievale, già scoperto dagli studiosi dell’Istituto per i beni archeologici e monumentali del CNR diretto dal Prof. D’Andria.
“Le immagini satellitari aprono inoltre nuove prospettive di conoscenza delle dinamiche insediative del territorio di Metaponto, dall’VIII secolo a. C. al Medioevo – afferma Nicola Masini, ricercatore dell’ IBAAM-CNR – che forniscono inoltre utili informazioni sull’evoluzione del paesaggio e dell’ambiente nel litorale ionico, da correlare a fattori di tipo dinamico e tettonico.”
Un valido aiuto dalle tecniche più recenti, che dimostra quanto sia utile la collaborazione tra persone specializzate nei settori più disparati e tra le discipline più diverse.
Stefania Staiano
Fonte: Capitoloprimo.it