Memoriale consegnato al Riesame
Il tribunale del Riesame di Potenza ha ascoltato Fabrizio Corona, il re dei paparazzi in cella dal 12 marzo. Corona, nell’interrogatorio di garanzia si era avvalso della facoltà di non rispondere. Nel frattempo, però, ha scritto un memoriale in cui si difende dalle accuse e chiede la scarcerazione. Secondo Corona le foto della sua agenzia non sono mai state usate per ricatti. Giovedì la decisione dei giudici.
Il tribunale del riesame di Potenza dovrà decidere anche sulla competenza territoriale. Già concluse alcune udienze tra cui quella di Schicchi il quale ha chiesto l’annullamento dell’ordinanza cautelare nella parte che lo riguarda. I difensori ribadiscono fiducia anche perché il 17 marzo, subito dopo l’interrogatorio di garanzia, al re del cinema erotico è stata attenuata la misura cautelare, passata dagli arresti domiciliari all’obbligo di dimora.
Il palazzo di Giustizia di Potenza deve nel frattempo affrontare un terremoto interno. Il Csm si sta muovendo sul duplice fronte di Vallettopoli e dei rilievi sollevati dall’inchiesta di Catanzaro che sta indagando su presunti intrecci fra magistrati, politici e imprenditori in Basilicata in vicende attinenti turismo, sanità ed istituti di credito. Sono state avviate quattro procedure di trasferimento d’ufficio per incompatibilità aperte per il procuratore di Potenza, Giuseppe Galante, per il presidente del Tribunale di Matera, Iside Granese, e dei sostituti procuratori di Potenza, Felicia Genovese, e Vincenzo Montemurro.
I primi tre, in particolare, sono coinvolti nell’inchiesta calabrese. I magistrati sotto esame saranno sentiti il 17 aprile. Poi si aprirà l’istruttoria che si può chiudere con il trasferimento effettivo o con l’archiviazione. Non ci saranno invece procedure di trasferimento per il pm Henry John Woodcock e per il gip Alberto Iannuzzi.
Sequestri in Svizzera
Nel corso di un’operazione avviata dal procuratore pubblico ticinese Arturo Garzoni, sono stati sequestrati un conto intestato a Fabrizio Corona e alla moglie e tre cassette di sicurezza che conterrebbero materiale fotografico. Lo rivela “Ticinonline”. L’operazione sarebbe in esecuzione di una rogatoria internazionale legata a Vallettopoli.
Fonte: TG COM