Daily Archives: 2 marzo 2007

Sondaggio: Il Petrolio sta cambiando la Basilicata? e due nuovi sondaggi per "LA VALLE BLOG"

Dopo due mesi il sondaggio:


Il Petrolio sta cambiando la Basilicata?

Ha dato i seguenti esiti:

Selection
Votes
No, per nulla 33% 19
Si, anche se il cambiamento è molto lento 35% 20
Si, il cambiamento sta stravolgendo gli equilibri locali 14% 8
Non saprei 18% 10
57 votes total

Certo, non è stato un sondaggio molto seguito: ha votato solo il 6,7% dei visitatori del nostro Blog.

Il risultato è stato che in Basilicata non è sentito molto l’impatto del petrolio e le conseguenti ricadute sul territorio stesso. Il 35% dei nostri visitatori vede infatti che il cambiamento in Basilicata è molto lento, mentre il 33% addirittura non sente il cambiamento. Certo c’è anche da considerare un 14% di persone che considerano che il cambiamento è così repentino da stravolgere gli equilibri locali. Forse gli abitanti della valle e di tutta la Basilicata si aspettano di più dalla cascata di soldi dovuti dalle royalities?

Per il prossimo mese sono in programma due sondaggi in onore della festa della donna:

  • La donna lucana può ambire a posizioni di prestigio?
  • Senti parlare di violenza sulle donne nel tuo paese?
Redazione La Valle

Pessimo lo stato delle infrastrutture e dei trasporti in Basilicata

Tragico ed irremovibile è il ricordo della tragedia di Balvano

MARSICO NUOVO (PZ) – I trasporti e le infrastrutture in Basilicata non vanno bene per niente. Riecheggia, come sempre, assordantemente l’immensa tragedia avvenuta a Balvano (PZ) nella notte tra il 2 ed il 3 marzo del 1944.

E è giusto, dunque, raccontare innanzitutto questa tragedia, poichè essa racchiude in se tutto il disagio che, purtroppo, una grande e generosa terra come la Basilicata ha nei confronti di zone più fortunate. La grande guerra stava per terminare ma, il 1944 fu uno degli anni più orrendi del XX secolo. Tra gli attacchi degli alleati all’abbazia di Cassino e le repressioni dei tedeschi per gli attentati subiti vi è la sciagura di Balvano. In quel periodo, in Italia, la gente se la passava malissimo indifferentemente dal fatto che essi abitassero in Lombardia o in Sicilia, i consumi alimentari, infatti, non erano adeguati alle minime necessità vitali. La caccia ai viveri era, quindi, una necessità, un bisogno fortissimo che a Napoli e dintorni si moltiplicava sempre di più.

Il contrabbando era l’unico mezzo efficace per sopravvivere e molti erano i viaggi della speranza in Lucania, dove era possibile “barattare” qualsiasi cosa per poter mangiare. Il treno bisettimanale per civili viaggiatori, Napoli-Bari via Potenza, era assolutamente insufficiente per far fronte alle esigenze della popolazione nelle regioni che attraversava. Purtroppo, la richiesta, da parte del sottosegretario di Stato alle Comunicazioni per le ferrovie, all’assistente generale della Sezione Trasporti del Comando Alleato, colonnello Charles Dougherty, di innalzare il treno da bisettimanale a trisettimanale fu respinta. Fu inoltre precisato che, per esigenze militari, il numero massimo di passeggeri, per ciascun treno, non doveva superare il valore limite di 600, ovvero 1200 nei due sensi.

Il treno 8017, uno degli affollatissimi treni bisettimanali Napoli-Bari, era partito da Balvano circa all’una di notte tra il 2 e il 3 marzo. Ogni volta che un treno partiva, il capostazione avvertiva con un segnale “Partito” la stazione successiva; quando il treno arrivava alla stazione successiva, il capostazione avvertiva il collega alla precedente con un segnale “Giunto”. Il capostazione di Balvano, però, quella notte non ricevette mai il segnale di “giunto”, neanche dopo due ore, il che suscitò grande preoccupazione. Il personale della stazione non fece nulla, però, nelle ore successive, fino a quando, il frenatore dell’ultimo vagone dell’8017, verso le 5 del mattino si presentò da loro. Il treno, composto da 47 vagoni e lungo 500 metri, era entrato nella galleria delle armi quasi interamente eccetto per gli ultimi tre vagoni. Quando le autorità giungono alla stazione di Balvano, la tragedia purtroppo si è già compiuta; l’8017 è bloccato nel lunghissimo tunnel avvolto in una fitta nube di fumo, le due locomotive, in testa, erano ancora in pressione.

Il treno viene, dunque, riportato in stazione e qui l’orrore, all’apertura dei vagoni si trovano, al loro interno, i corpi ormai asfissiati dei passeggeri; il bilancio finale, pesantissimo, conterà circa 600 vittime. Alla fine la colpa di questa inspiegabile catastrofe verrà attribuita a due indiziati non perseguibili: “l’insufficiente forza di trazione nella salita della galleria” e, soprattutto, al “monossido di carbonio”. Una tragedia davvero inspiegabile, che, a quel tempo, riesce a trovare spazio anche sui più importanti quotidiani nazionali ed internazionali come il Corriere della Sera o il New York Times. La tragedia di Balvano deve dunque, far riflettere sullo stato dei trasporti e delle infrastrutture in Basilicata. Le linee ferrate che percorrono la lucania, largamente insufficienti, sono tutte a binario unico e per la maggior parte neanche elettrificate.

Il tracciato ferroviario da Sicignano (SA) a Metaponto (MT), via Potenza, è lo rimasto lo stesso di quello seguito dall’8017, un unico binario sul quale un treno lentissimo percorre la Basilicata in punta di piedi e la collega con il resto della penisola. Su questa tratta, molti treni importanti, come l’Eurostar, sono stati quasi letteralmente cancellati. L’altro tratto, presente sul terrotorio lucano, è il “tronco unico” che va da Potenza a Foggia e che collega il capoluogo della Basilicata con la parte più produttiva della regione, il vulture melfese. Questo collegamento ferroviario, oltre ad essere obsoleto come il precedete, è anche non elettrificato, infatti la motrice è alimentata a gasolio, e per raggiungere Foggia impiega, da Potenza, l’indecente tempo due ore e mezzo o tre. Dallo snodo di Metaponto, poi si dirama il tratto ionico per Reggio Calabria, anche qui si procede con motrice a gasolio e su binario unico. In ultimo, tra Basilicata e Puglia corrono le linee, pietosissime, delle “Ferrovie Appulo Lucane”, ironicamente chiamate anche “Appulo Lumache”.

Queste scandalose linee, che in lucania per la maggior parte creano un semi anello intorno a Potenza e si dirigono poi verso Bari, sono a scartamento ridotto e, ancora una volta, i convogli sono trainati dalla motrice a gasolio. Ancor più scandaloso è che Matera, la “Città dei Sassi”, spettacolare set cinematografico, vetrina della Basilicata in Italia e nel Mondo, è uno dei capoluoghi di provincia, se non l’unico, a non essere collegato dalle Ferrovie dello Stato, oltre ad essersi vista beffeggiare, nel 2005 in una pubblicità della stessa azienda che, in quell’ anno, compiva i cento anni insieme alla richiesta di collegamento ferroviario da parte del comune materano.

Sul fronte del trasporto su gomma, le cose non vanno molto meglio, il raccordo autostradale n°5 Sicignano-Potenza, ad esempio, ed il suo proseguimento verso Metaponto, ha poco più di quaranta anni ed è, ancora una volta, una infrastruttura insicura, non possedendo una corsia di emergenza, ed insufficiente a sostenere il volume di traffico che oggi vi transita. Anche la Potenza-Melfi, strada “di grande comunicazione” che collega il capoluogo di regione con Melfi e gli altri centri del vulture-melfese, area di grande interesse storico e culturale oltre che economico non presenta problemi dissimili rispetto alla Sicignano-Potenza; è una infrastruttura ormai vecchia, sulla quale accadono spesso incidenti mortali.

Insomma, discorrere ancora sui problemi infrastrutturali e di trasporto in Basilicata, che, purtroppo non sono poi così diversi da quelli che trovò il Presidente Zanardelli, nel suo viaggio in questa regione agli inizi del ‘900, necessiterebbe un lungo trattato. Se, quindi si vuole parlare di sviluppo, è necessario creare i supporti adatti, come ad esempio autostrade, linee ferroviarie più moderne, interporti, affinchè questo sviluppo avvenga realmente.

Non si può certo pensare di far uscire l’Italia dal “medioevo infrastrutturale” in cui è, realizzando opere faraoniche, tanto dispendiose quanto inutili, come il ponte sullo stretto di Messina, senza poi risolvere gli enormi problemi come quelli che vi sono in Basilicata e in altre regioni.

Michele Rivelli

INFLAZIONE. Cia: "Tracollo dei prezzi di frutta e verdura, ma non per i consumatori"

A febbraio l’inflazione cresce, ma sui campi i prezzi sono sempre più bassi. Lo evidenzia la Cia-Confederazione italiana agricoltori, secondo cui le temperature miti di questa stagione hanno determinato notevoli danni per i produttori ortofrutticoli. Il clima primaverile dell’inverno 2006-2007 ha infatti provocato una discesa dei prezzi all’origine, che però per il consumatore non si è tradotta in alcun vantaggio. Al dettaglio infatti i prezzi di frutta e verdura non hanno subito alcuna variazione, come evidenziano i dati forniti dall’Istat sui prezzi al dettaglio di febbraio.

“Per i prodotti agricoli- dichiara la Cia – il 2007 è infatti iniziato con il segno negativo: per le quotazioni all’origine si è avuto, a gennaio scorso, un calo medio del 1,8 per cento. La discesa dei prezzi nelle campagne ha influito, del resto, anche al dettaglio, visto che nel mese di febbraio i prodotti alimentari non hanno fatto registrare alcuna variazione rispetto a gennaio; mentre nei confronti dell’analogo periodo del 2006 la crescita è stata del 2,4 per cento, una delle più contenute tra i settori presi in considerazione dall’Istat”.

“Per quanto riguarda i prezzi praticati sui campi,- prosegue la Cia - a determinare il “raffreddamento” di gennaio è stato, soprattutto, il clima mite che ha alterato i cicli vegetali, in particolare per gli ortaggi, generando squilibri sui mercati. Distorsioni che hanno avuto ricadute anche sul consumo finale, con listini praticamente fermi, e sugli stessi agricoltori che in molti casi, proprio per la sovrapproduzione, non sono riusciti a collocare il prodotto che è rimasto così invenduto. Un danno rilevante che in regioni come Puglia e Basilicata è stato drammatico, specialmente nel settore dell’ortofrutta”. “Nel dettaglio, si registrano -conclude la Cia- cali, su base mensile, del 3,8 per cento della frutta (in particolar modo arance e kiwi), del 5,8 degli ortaggi, dell’1,2 per cento dell’olio d’oliva e dei prodotti zootecnici e del 6,9 per cento delle colture industriali”.

2007 – redattore: AA


Fonte: Help Consumatori

Cinema: Programmazione da Sabato 3 a Mercoledì 7 Marzo 2007 presso il Cineteatro EDEN di Villa d’Agri (Marsico Vetere)

La Programmazione del CINETEATRO EDEN di Villa d’Agri presso Marsicovetere prevede in questi giorni tre stupendi film:

Sabato 3 – Martedì 6 : ore 21.30
Domenica 4: ore 17.00
Lunedì 5: ore 19.00

Trailer:

Tyler Gage è un piccolo malfattore che, in seguito a un’irruzione notturna nella Maryland School of the Arts, viene condannato a un consistente numero di ore di rieducazione da trascorrere nell’Istituto. Qui incontra Nora, ballerina di danza classica che ha puntato tutto sul saggio finale che potrà segnare in modo determinante il suo futuro. I due, pur provenendo da mondi diversi (o forse proprio per questo) provano un feeling immediato sia sul piano del sentimento sia su quello del ballo. Tyler, con la street dance in cui è abilissimo, conquista subito il cuore e le gambe della ragazza.

Periodicamente il cinema torna sul tema della danza, un argomento che consente di sfiorare il musical senza dover investire i capitali che il genere richiede al cinema. In questo caso Anne Fletcher è al suo primo film ma ha una grande esperienza come coreografa, alla sceneggiatura c’è Duane Adler che ha lavorato su Save the Last Dance e il direttore della fotografia è lo stesso di Fame. Con queste professionalità a disposizione Step Up ottiene il risultato che ci si attende da questo tipo di film.

Tanta musica (molta ‘street’ e poca classica), agili performer e un va e vieni tra sale prova e strade di periferia in cui si tenta di imparare i passi della vita ritmati talvolta dalle esplosioni delle pistole. I due giovani protagonisti, forse in questo caso aiutati dal doppiaggio, sono atletici e innamorati quanto basta per sostenere una storia che però è forse un po’ troppo poco ‘dirty’ per far accettare il ‘dancing’ dal pubblico adolescente più smaliziato.

Fonte: MyMovies.it

Sabato 3 – Mercoledì 7 : ore 19.00
Domenica 4: ore 19.00
Lunedì 5: ore 21.30

La locandina

Trailer:

Sandro Lanza fa l’attore ed ha sempre visto la vita in modo positivo, ma ultimamente sembra che tutto il mondo gli crolli addosso, ha perso i capelli, gli amici e quello spirito umoristico che gli faceva avere la battuta pronta in ogni occasione. Anche il lavoro va male e decide così di tentare il suicidio, annunciandolo pubblicamente, sperando che questo possa dare una svolta alla sua vita. Ricoverato in ospedale, viene raggiunto dalle tre figlie, avute con tre donne diverse, che vivono sparpagliate per l’Europa e non si vedono da molto tempo. Una volta riunite decidono di fare qualcosa per aiutare il padre, pensando di fargli conoscere una donna, una vera donna, colta, intelligente, autonoma, rassicurante, una di quelle donne dalle quali Sandro si é sempre tenuto alla larga.

Cast: Vanessa Incontrada, Ines Sastre, Violante Placido, Diego Abatantuono, Francesca Neri

Fonte: FilmUP

Martedì 6: ore 19.00
Mercoledì 7: ore 21.30

Locandina Casino Royale

Trailer:

Dopo essersi guadagnato due zeri e la licenza di uccidere James Bond, alle origini della sua carriera, è sulle tracce di Le Chiffre, uno spregiudicato banchiere che finanzia organizzazioni terroristiche. L’intervento di Bond manda all’aria i suoi piani, sventando un attentato ai danni di una compagnia aerea. Le Chiffre si ritrova così in debito e in imbarazzo con un misterioso signore della guerra africano, per saldare il conto organizza un’esclusiva partita a poker al Casino Royale nel Montenegro. Finanziato dal governo e controllato dall’affascinante contabile Vesper Lynd, Bond è tra i dieci ricchi partecipanti che gareggiano per il piatto milionario. Sopravvissuto a una lunga notte di bluff, strategie, inseguimenti, avvelenamenti e torture, sarà l’amore a piegare l’agente britannico e a condizionarne il destino sentimentale.

Dopo aver diretto Goldeneye e il James Bond inconsistente di Pierce Brosnan, Martin Campbell scommette su Daniel Craig e vince senza bluffare al tavolo verde del Casino Royale. Il suo nuovo episodio 007 mostra la genesi di James Bond e colma il suo passato, informandoci sugli antefatti. Il ruvido agente di Daniel Craig mantiene i riferimenti strutturali col Bond “seriale”, confrontandosi con i tratti distintivi del suo personaggio, indagandone nuove possibilità espressive senza mai negarlo.

È vero, Daniel Craig è fenomenologicamente più vicino all’antagonista di Bond, magari russo e magari letale, ma le sue doti recitative rinnovano da sole il mondo narrativo di Bond, rivelando allo spettatore i suoi “ingredienti” e quelli del suo Vodka-Martini. La spia di Campbell, ispirata al primo romanzo di Fleming, è già a suo agio dentro all’azione, alle location esotiche, allo smoking, o alla guida di una Aston Martin, ma è ancora privo di Moneypenny, di Q e dei suoi gadget avveniristici, dei motoscafi, del sesso premio e della presentazione cool (“Il mio nome è Bond, James Bond”). Perché non è ancora Bond, quello di Connery, di Lazenby, di Moore, di Dalton, di Brosnan, il raffinato agente dello spionaggio inglese, bagaglio di un condiviso immaginario collettivo.

In Casino Royale tutto ha l’incanto ma anche la brutale materialità della prima volta. Ottenuti due zeri, ovvero la licenza di uccidere, in un flashback in bianco e nero, Bond affronta la sua prima missione e il suo primo inseguimento: un’incredibile corsa urbana a ostacoli a Nambutu, dietro a un dinamitardo campione di parkour. L’azione, che proietta direttamente il personaggio nelle ambasciate, negli aeroporti e nei luoghi aperti perennemente minacciati da attacchi terroristici, si apre al melodramma, all’autobiografismo e al sentimentalismo. La parte action radicalizzata nella serie viene sottoposta ai movimenti e ai ripiegamenti del cuore, innamorando Bond di Vesper Lynd come da copione e da romanzo. La bella tesoriera della “dreamer” Eva Green determinerà il Bond seduttore e fonderà il presunto sessismo del genere. Luogo di culto e di fascinazione assoluta degli 007 è pure la sigla musicale dei titoli di testa. Sulla canzone di Chris Cornell scorrono i personaggi, allegorizzati in silhouette ridotte in semi di cuori e picche dalla pistola di Bond, finalmente tornato.


Fonte: MyMovies.it

Cia: «La siccità trascina l’agricoltura verso un disastro annunciato»

FIRENZE. Potrebbe essere un’estate che ci costringerà a scegliere tra sete e siccità e che metterà a rischio tutte le produzioni agricole. Un autunno e ad un inverno anomali, senza piogge e neve, si potrebbero trasformare, secondo risultati cui è giunto il gruppo di esperti della Protezione civile, in un’emergenza simile a quella del 2003, quando i terreni inariditi provocarono un danno di circa 5 miliardi di euro all’agricoltura italiana.

«Per questo motivo occorre subito un Piano, soprattutto irriguo – si legge in una nota della Confederazione italiana agricoltori (Cia) – per affrontare una situazione di pesante difficoltà per gli agricoltori, ma che avrà riflessi anche per i consumatori. Infatti, anche se si verificheranno, come presumono gli esperti, precipitazioni nella norma stagionale, i problemi di scarsità di acqua non saranno risolti. Questo perché a marzo, aprile e maggio, come rilevano gli studiosi, l’evaporazione al suolo è abbastanza consistente e così i terreni non assorbiranno l’acqua necessaria e la siccità avrà il sopravvento. E’ nel periodo novembre-febbraio che si ricaricano le falde acquifere. Quest’anno, però, neve (soprattutto) e pioggia solo con il contagocce».

E la neve negli appennioni non si è quasi vista, mentre sulle Alpi è il 50% dell’inverno 2005/2006, per la Cia si annuncia un’estate torrida e asciutta, fiumi, laghi e bacini idrici a secco, produzioni agricole dimezzate.

E il clima anomalo sta già provocando una delle crisi più gravi degli ultimi decenni nel settore ortofrutticolo in regioni come la Puglia e la Basilicata con maturazioni di ortaggi concentrate ed accavallate «senza la naturale scalarità che si verifica in presenza di un andamento climatico “normale” – spiaga la Cia – non è più commerciabile e, quindi, invenduta molta produzione orticola (tra scarola, lattuga, finocchi, prezzemolo, cavoli, spinaci, broccoli). A ciò si devono aggiungere anche quantità di agrumi (arance, mandarini e clementine) che non hanno trovato sbocco sul mercato. In alcune aree, soprattutto del Meridione, è andata distrutto anche il 50 per cento della produzione».
Già nel 2006 la produzione agricola si era ridotta del 2, 8% ed il valore aggiunto era calato del 3,5% mentre i redditi degli agricoltori erano del 4,2% in meno.

«I cambiamenti climatici – sottolinea la Cia – ormai si palesano in maniera frequente e non solo in Italia. E questo sta facendo saltare i cicli stessi dell’agricoltura. Un’agricoltura che fa i conti con temperature in aumento, con una modifica radicale delle precipitazioni, che determinano disastri e alluvioni, senza irrigare, riduzione della risorsa acqua, con lo spostamento sempre più a nord di produzioni tradizionali, con l’erosione dei terreni, in particolare quelli montani e collinari. Conseguenze che richiedono interventi incisivi e politiche mirate. E’ indispensabile, quindi, da subito un Piano irriguo. Altrimenti andremo incontro ad un disastro che dire annunciato è poco».

Fonte: Greenreport

Il procuratore Chieco: «voglio chiarire la mia posizione»

MATERA - «Chiedo al vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura, al procuratore generale presso la Cassazione e al Ministro della Giustizia, Clemente Mastella, di essere messo subito in condizione di poter chiarire la mia posizione». Lo ha detto il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Matera, Giuseppe Chieco, che è coinvolto nell’inchiesta della Procura di Catanzaro.
Stamani Chieco ha incontrato i giornalisti per spiegare la sua posizione: «So – ha osservato – che i tempi dell’inchiesta in cui sono coinvolto (quella sul villaggio turistico ‘Marinagrì) saranno lunghi. Le indagini su Marinagri – ha aggiunto Chieco – per la gran mole di documenti sequestrati e da visionare impegneranno tutto il 2007. Me lo ha confermato il pubblico ministero Luigi De Magistris, nel corso di un brevissimo incontro avuto ieri a Matera durante le indagini. Ho chiesto di essere subito sentito e mi ha detto di essere disponibile, precisando di voler attendere l’esito delle indagini. E mi sembra logico. Valuterò il da farsi».

Chieco ha spiegato ai giornalisti «che la Guardia di Finanza ha sequestrato, con il mio aiuto, oltre a documenti, anche file relativi alla mia contabilità personale, contenuti su un notebook custodito presso la mia abitazione, e che periodicamente riporto attraverso una pen-drive su altro computer. Sono – ha aggiunto – quindi false le ricostruzioni riportate oggi da un quotidiano. Chiedo di essere esaminato e rivoltato come un calzino. Non ho nulla da nascondere. Ho chiesto personalmente – ha proseguito – l’acquisizione di quei file, fornendo la password di accesso, che gestisco con un programma Microsoft Money fornito di regolare licenza. E questo proprio perchè si possano verificare tutte le entrate e le uscite, dal conto corrente alle carte di credito, dal 1998 a oggi. In quel file non c’è alcuna contabilità di Marinagri».

Chieco ha anche ribadito di «non aver mai acquistato alcun immobile nel villaggio Marinagri», precisando «di essersi recato a Policoro nel luglio del 2003 dopo aver chiesto informazioni a un tenente della Guardia di Finanza, apprendendo che il proprietario della ‘Ittica Val d’Agri’, Vincenzo Vitale, promotore del progetto Marinagri, era stato coinvolto nell’inchiesta sul ferimento dell’ex presidente dell’Esab, Decio Scardaccione, dal quale era risultato totalmente estraneo. Incontrai Vitale nell’estate del 2003 a Policoro e mi fu riferito che il progetto avrebbe dovuto essere avviato nel 2004. Seppi poi da un mio sostituto procuratore, Paola Morelli, di una inchiesta condotta dai Carabinieri di Policoro su Marinagri e a sua volta ereditata da un altro sostituto procuratore che l’aveva avviata nel 2002 quando io non ero ancora arrivato a Matera. Decisi così di investire a Castellaneta Marina (Taranto), dove acquistai una villetta per 150mila euro. Vitale venne a Matera nel febbraio 2004 per incontrare la titolare delle indagini che, a sua volta, presentò nel 2005 la richiesta di archiviazione al giudice per le indagini preliminari. Il gip accolse, lo scorso anno, la richiesta di archiviazione. Subito dopo sono giunti degli esposti sull’argomento alla Procura di Catanzaro».

Chieco ha escluso che «possano esserci delle macchinazioni. Ci sono un paio di persone che probabilmente non mi amano. Da qui gli esposti, alcuni dei quali sono stati inviati da me a Catanzaro e riguardano alcune perplessità nei confronti di magistrati che operano nel Distretto di Potenza. Non credo alle macchinazioni. Mi lamento per le falsità, le calunnie, le diffamazioni di una parte della stampa. C’è un aspetto positivo della vicenda. Mi sono reso conto che, anche con le migliori intenzioni, mettiamo insieme un meccanismo come un tritacarne che distrugge le persone. L’unica ricchezza che ho sono la mia famiglia e i miei collaboratori, che non hanno come capo ufficio un lazzarone».

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno