E’ questo il commento del presidente di Unioncamere Basilicata, Pasquale Lamorte sui dati contenuti nel Rapporto sull’evoluzione del settore commerciale lucano nel 2006, pubblicato dal Centro Studi Unioncamere-Osservatorio Economico Regionale.
In particolare, nel Rapporto è spiegato che «i ritmi di crescita del credito al consumo si sono attestati tra il +15 e il +18 per cento nei primi nove mesi del 2006, ma il livello complessivo di indebitamento pro-capite continua a salire (negli ultimi cinque anni si è passati da 1.872 a 2.660 Euro, + 42 per cento)».
Lamorte ha evidenziato che «al crescente ricorso ai prestiti bancari per le spese di consumo corrisponde una ridotta capacità delle famiglie di accumulare risparmi: tra il 2002 e il 2006, la crescita media annua dei depositi bancari è stata di appena l’1,8 per cento, un valore inferiore anche al tasso medio di inflazione».
Secondo lo studio di Unioncamere, prosegue la flessione del giro d’affari degli esercizi specializzati, mentre incrementano le vendite ipermercati, supermercati e grandi magazzini. Gli esercizi despecializzati (supermercati, ipermercati, grandi magazzini) hanno evidenziato una significativa espansione (+2 per cento nell’anno con punte record nell’ultimo trimestre (+4,2 per cento, miglior risultato dal 2003).
Le previsioni delle vendite per il primo trimestre 2007, formulate dagli operatori commerciali alla fine del 2006, «risultano improntate ad un certo pessimismo: in una prospettiva di medio-lungo termine, tuttavia – ha continuato Lamorte – le imprese commerciali si mostrano decisamente più fiduciose: circa il 30 per cento degli esercizi di piccola e media dimensione e quasi il 60 per cento dei grandi esercizi ritiene di poter sviluppare l’attività nell’arco dell’intero anno in corso, mentre pressoché irrilevante è la quota di esercizi che ipotizza un ridimensionamento o addirittura l’uscita dal mercato.
Nel 2006, inoltre, si sono registrate 650 cancellazioni dai Registri camerali di imprese esercenti il commercio al dettaglio, (l’8 per cento in più rispetto all’anno precedente), mentre le nuove iscrizioni sono state 534 (dato analogo a quello del 2005).
«Il saldo di nati-mortalità, quindi – ha osservato il presidente di Uniocamere – è notevolmente peggiorato, passando da -65 a -116, cui corrisponde un tasso di variazione della base imprenditoriale del -1,23 per cento. L’effetto congiunto di tali andamenti è un ulteriore aumento del tasso di ricambio imprenditoriale: nel 2006 – ha concluso – i movimenti complessivi in entrata e in uscita dal settore hanno interessato il 12,6 per cento dell’intero stock di imprese registrate (tre anni prima, la stessa quota si attestava all’11,5 per cento)».
6/3/2007
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno