Italiani all’estero, l’impegno di Blumetti
«Restituire una parte di lucanità a coloro che non si sentono ex»
SENISE - Non perde tempo il neo eletto rappresentante dei lucani in Svizzera Franco Blumetti. In linea con il personaggio, molto attento alle problematiche aperte sugli emigranti di tutto il mondo, prosegue la sua battaglia a favore del voto degli stessi dal luogo di residenza.
Un punto fermo del suo programma, per il quale ha scelto l’impegno attivo praticamente a tempo pieno.
Blumetti infatti, ex agente di polizia con tanti attestati di servizio e riconoscimenti alle spalle, è pensionato da alcuni anni e dunque dispone di tutto il tempo necessario ad affrontare questi argomenti. Si tratterebbe, a parere di Blumetti, molto più di un puro e simbolico riconoscimento, quanto di un attestato che allevierebbe la condizione di esule per ragioni di lavoro. In una lettera al presidente dei lucani nel mondo, Pietro Simonetti, il rappresentante svizzero, che ringrazia dell’impegno finora profuso, ribadisce la necessità di far uscire dall’anonimato e dunque dallo stato perpetuo di cittadino dimezzato, il popolo lucano emigrato. Anche perché, nel caso dei cittadini extracomunitari, l’attenzione è stata alta ed ha risolto praticamente in tantissimi comuni italiani, il problema del voto agli stessi. Nonostante una nota del ministro degli Interni.
Blumetti che rafforza le sue ragioni sui deliberati della Costituzione e su sentenze del consiglio di Stato, ribadisce che la condizione di cittadino, non è legata alla residenza, bensì alla cittadinanza. Nonostante l’articolo 117 della costituzione, sancisca che spetta allo Stato legiferare sulle leggi elettorali, Blumetti ricorda invece che la Regione Basilicata, le Provincie di Potenza e Matera e i Comuni, dovrebbero cominciare a prendere esempio dal consiglio comunale di San Fele, il quale, grazie anche e soprattutto alla sensibilità del sindaco Donato Sperduto, ha già deliberato a favore del voto dal luogo di residenza da parte degli emigrati.
Un primo significativo esempio, che potrebbe spingere tutti gli altri comuni della regione a regolarsi di conseguenza ed a restituire il voto dai luoghi di residenza a quanti non vogliono assolutamente essere considerati ex.
Sarebbe come restituire una parte consistente di lucanità a quanti non accetteranno mai l’esilio morale in aggiunta a quello fisico dalla propria terra. Sopportato con un continuo dolore, che nessuno mai potrebbe descrivere.
Gianni Costantino
Fonte: Il Quotidiano della Basilicata