Daily Archives: 19 marzo 2007

Val D’Agri Paese per paese i soldi che arrivano dalla Finanziaria

Gli anziani: una ricchezza
per i Comuni della zona


Gli anziani la ricchezza dei comuni. E’ proprio il caso di dirlo per le piccole amministrazioni che riusciranno a tirare un sospiro di sollievo grazie all’assegnazione di un contributo maggiore nella finanziaria 2007. Una quota che si aggiungerà alle voci attive del bilancio grazie alla presenza nei piccoli comuni di una popolazione ultrasessantacinquenne pari al 30 per cento dell’intera cittadinanza.

E saranno loro, gli stessi anziani i primi destinatari delle nuove risorse, del resto secondo quanto stabilito dalla legge almeno il 50% dovrà essere riutilizzato per la stessa categoria. Diversi i progetti dei primi cittadini, forse troppo poco il tempo per decidere ma le prime prospettive iniziano a farsi strada. Il sindaco di Armento, Franco Curto ha affermato: «Il 50 per cento che dovrebbe essere dedicato agli anziani, penso sarà impiegato per l’introduzione del telesoccorso e al rafforzamento di attività socio-culturali già avviate, quali il punto ludico, il centro di aggregazione giovanile e il centro laboratorio per anziani».

E ancora: «Se ad oggi, infatti, in queste attività vi erano impiegati volontari, forse potremo almeno provvedere ad un rimborso spese. Non si esclude la possibilità di gite con gli anziani. Mentre il restante credo sarà impiegato per il bilancio, in particolare per la questione ecologica, dato che stanno per partire diversi lavori edilizi». Discorso molto simile anche per Guardia Perticara, il sindaco Massimo Caporeale ha dichiarato: «Con questa quota porteremo avanti progetti già avviati potenziandoli, quali l’assistenza a portatori di handicap, oppure l’ampliamento del piano di diritto allo studio con borse di studio per persone con difficoltà economiche. Si potrebbe pensare alla ripresa delle colonie estive, temporaneamente interrotte. Il restante 50% ci permetterà, invece, di non aumentare l’ici e la spazzatura».

Prospettiva varia quella del primo cittadino di Castronuovo di Sant’Andrea, Antonio Bulfaro: «Con una prima metà vorremmo provvedere all’avvio di una mensa per anziani e all’allestimento del centro diurno, ad oggi privo anche delle attrezzature basilari. Si è ipotizzata anche la riqualificazione della villetta e l’acquisto di un pulmino navetta per coloro che abitano in campagna. Il restante sarà destinato a sostenere i festeggiamenti di Sant’andrea Avellino e al bilancio».

Nuove possibilità anche a San Chirico Raparo, secondo il sindaco Claudio Borneo: «Una parte sarà destinato agli anziani, si sta cercando di ideare un servizio civico o un’altra soluzione che possa legare i giovani disoccupati e gli stessi anziani. Il restante servirà per coprire un disavanzo di bilancio di 15.000 euro e alle spese correnti». Tutto bloccato a San Martino D’agri, perché come ha commentato il sindaco Pasquale Robortella: «Stiamo creando una società in house, quindi 10.500 euro dovrebbe costituire il capitale della società, che dovrà gestire le attività socioassistenziali. Il restante è bloccato per ben calibrare il loro utilizzo».

Incerte le prospettive di Calvera, il sindaco Libertella Giuseppe ha affermato: «In prima analisi si è pensato all’assistenza degli anziani ma dato che sotto alcuni aspetti siamo coperti dal piano sociale di zona, non si può escludere l’utilizzo di una parte dei fondi per la questione legata ai bambini. Il restante 50% invece ci servirà per pareggiare il bilancio».

Dulcis in fundo, il primo cittadino di Carbone, Mario Chiorazzo che seppure non abbia ancora ben deciso con la propria amministrazione come utilizzare i fondi, ci spiega: «Credo che una metà sarà impiegata per la creazione di una cooperativa che possa risultare utile a giovani ed anziani. L’altra parte, invece, li accantoneremo per spese di bilancio».

Francesca Gresia
Fonte: Il Quotidiano della Basilicata


CSM: INCHIESTA SU TOGHE LUCANE

Giustizia (18/03/2007) – Il Csm accende domani i suoi riflettori sugli uffici giudiziari della Basilicata. Un’indagine avviata per approfondire le vicende di alcuni magistrati lucani indagati dalla Procura di Catanzaro nell’ambito dell’inchiesta su un presunto ‘comitato d’affari’ che avrebbe agito nella regione con interessi in diversi settori. Ma che è destinata a fare chiarezza su diversi ‘casi’ ancora pendenti, compresi quelli che riguardano il pm John Henry Woodcock. In attesa di conoscere, poi, i risultati delle recenti ispezioni ordinate dal ministro della Giustizia, Clemente Mastella, dopo le ultime polemiche legate alla cosiddetta inchiesta su ‘vallettopoli’.

Per il momento è stato fissato un primo calendario di audizioni, una decina, in programma domani: nella stessa giornata a Palazzo dei Marescialli sfileranno davanti alla Prima Commissione il presidente e il pg della Corte d’Appello di Potenza, Angelo Vaccaro e Vincenzo Tufano; il capo della Procura di Potenza, Giuseppe Galante; i sostituti procuratori potentini Francesco Basentini, Claudia De Luca, Roberta Ianuario e Anna Gloria Piccininni, i quali già qualche tempo fa, in una lettera inviata a Palazzo dei Marescialli, avevano denunciato disfunzioni all’interno dell’ufficio, chiedendo di essere ascoltati.

A varcare il portone del Csm per fornire le loro versioni saranno anche i rappresentanti degli avvocati: il presidente della Camera Penale della Basilicata, Savino Murro, assieme ai colleghi che presiedono il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Potenza e Matera. Subito dopo, probabilmente già entro la settimana, la Prima Commissione deciderà se e nei confronti di chi avviare le procedure di trasferimento d’ufficio. E una risposta è attesa anche per il caso che riguarda il procuratore capo di Potenza Galante, una delle toghe coinvolte nell’inchiesta di Catanzaro, per il quale il ministro della Giustizia Clemente Mastella aveva già chiesto al Csm il trasferimento d’ufficio. Richiesta avanzata anche dal suo predecessore Roberto Castelli. Galante, a giugno, sarà chiamato poi a difendersi davanti alla sezione disciplinare nell’ambito di un procedimento avviato da tempo a suo carico. In quell’occasione sarà ‘processato’ anche un altro sostituto della Procura di Potenza, Vincenzo Montemurro.

Per fare chiarezza sulle vicende pendenti, i consiglieri dell’organo di autogoverno della magistratura riprenderanno in mano, infine, i fascicoli a carico dello stesso pm Montemurro, nei quali gli si contestano rapporti ‘discutibili’. E quelli che già sono stati aperti sul pm Woodcock, che presto dovrà affrontare anche un giudizio disciplinare davanti al ‘tribunale dei giudici’.

Fonte: IMGPress

Paterno, cadono petali dalla Margherita

PATERNO ­ Il congresso cittadino della Margherita si è concluso con l’elezione a presidente di Michele Bitetti, con l’elezione dei membri componenti il consiglio di presidenza nonché con l’indicazione dei delegati a partecipare alle convenzioni provinciali e regionali.


A quanto pare, però, si è trattato di un cammino tortuoso e contrastato. Il partito della Margherita, infatti, a Paterno si compone di ben quattro circoli e si presenta di conseguenza abbastanza frazionato e frammentato al suo interno.


Logiche conseguenze di ciò sembrano essere posizioni distanti, opinioni contrastanti ed impossibilità di addivenire ad un confronto pacato e non pervaso da rivendicazioni forti.


Il circolo “Città di Paterno“, numericamente più rappresentativo, di cui fa parte il neopresidente Bitetti, ha ritenuto proprio in ragione della consistenza numerica arrogarsi il diritto di essere maggiormente rappresentato in seno agli organi di partito. Il portavoce del circolo, Vincenzo Tortoriello, in merito alla disputa spiega che: ” Nella fase di elezione del presidente e del direttivo abbiamo seguito una linea ampiamente democratica. E’chiaro che, in ragione di un numero più copioso di tesserati appartenenti al nostro circolo, il nostro peso all’interno del partito sia largamente maggiore.


Noi non ne abbiamo abusato e ci siamo attenuti a quanto indicato dallo statuto interno del partito. Molti rappresentanti degli altri circoli non erano presenti alla consultazione ed altri hanno deciso di abbandonare l’assemblea ma noi non crediamo di aver usurpato alcuno.


In totale la Margherita raccoglie una settantina di adesioni di cui quasi cinquanta appartenenti al nostro circolo.


Noi riteniamo che questo patrimonio vada tutelato e vogliamo spendere una presenza forte nella realtà paternese attraverso una politica costruttiva ed un’opposizione responsabile che possa garantire una gestione trasparente della cosa pubblica. Ci riconosciamo nelle linee guida tracciate dal Presidente De Filippo.” Il portavoce del circolo “Insieme per crescere”, Ivan Lomanto, anch’egli entrato a far parte del consiglio di presidenza ci fa sapere di aver aderito “a titolo personale e non in qualità di rappresentante del mio circolo”.


La posizione ufficiale del circolo “Insieme per crescere”, rimarcata dagli altri appartenenti al gruppo, si pone agli antipodi con la precedente e su versioni diametralmente opposte: «Quanto è accaduto è semplicemente sconcertante e deprecabile. Questa convenzione certifica, ancora una volta, la divisione e la spaccatura della Margherita locale e l’impossibilità di costruire un cammino unitario. Un partito degno di tale nome, crediamo, debba ispirarsi ad una logica di democrazia, di unità e di unitarietà di intenti. Ci sono state pseudo-elezioni di facciata che hanno premiato le regole dettate dal più forte. Sembra di essere tornati indietro, di decenni ai sistemi sovietici nei quali i rappresentanti del partito venivano imposti verticisticamente. Riconosciamo la maggior consistenza numerica del loro gruppo ma che questo dato debba diventare strumento per ergersi a detentori dei poteri assoluti non lo accettiamo. Bisogna stigmatizzare questi comportamenti che generano divisioni e mancanza di dialogo. Bisogna dar spazio a proposte nuove, fresche, portate avanti da un gruppo di giovani come il nostro. Non hanno voluto neanche ascoltare le nostre istanze. Chiedevamo semplicemente di trovare un accordo sull’indicazione dei nomi dei componenti il consiglio di presidenza e dei delegati alle convenzioni provinciali e regionali. Cercavamo di dare rappresentatività alle varie anime del partito. Purtroppo ancora oggi c’è chi ritiene che la politica sia strumento privilegiato del protagonismo personale o di gruppo».


Dello stesso avviso Giovanni Battista, portavoce del circolo “Insieme” mentre il circolo “Agricoltura ed ambiente” ha preferito non partecipare attivamente alla convenzione cittadina.


A quanto pare i tanto invocati interventi dei vertici provinciali del partito o sono caduti nel silenzio o non sono valsi a dirimere le attuali controversie. Che in un partito vi sia la presenza di tante anime è un dato ineludibile. Certo è, però, che lo strappo sembra difficilmente ricucibile.


Nuario Fortunato



Fonte: Il Quotidiano della Basilicata


Una generazione perduta, senza lavoro e senza ideali

La scorsa settimana sono stato a Potenza, capitale politica della Basilicata. Non ci andavo da almeno quarant’anni, da quando ne era sindaco Tommaso Pedio, storico controcorrente, insigne meridionalista e appassionato socialista. Potenza, come ogni luogo d’Italia, è profondamente trasformata, dilatata. Bisogna aggiungere che le royaltie’s che la Regione lucra dal petrolio e dal gas fanno sì che la spesa pubblica inclini alla dissipazione.

Potenza, non è più il vecchio paesone amministrativo e prefettizio di un tempo. Ora c’è l’università, un grande edificio moderno ubicato in periferia, in cui però i corridoi e le aule sono bassi, come prescrive l’orrendo stile venuto dal Nord Europa. Così bassi da far rimpiangere la parte umbertina dell’università di Napoli, egualmente brutta e tuttavia dotata di aule e corridoi alti tre piani. Soltanto l’aula magna è alta, grande e capiente. Vi si tiene un convegno delle associazioni antimafia, organizzato da un ministero centrale, di cui non ricordo più nome, credo qualcosa come attività sociali, e dal governo regionale.

A uno che è stato ragazzo al tempo del Duce sembra una di quelle ’adunate’ che si svolgevano a Locri, nel Cinema Impero, durante le quali il preside del Liceo leggeva con voce tonante un interminabile numero di cartelle celebrative del fascismo e delle sue patrie virtù. Infatti anche qui di virtù patrie si tratta, ma non più quelle guerriere di settant’anni fa, bensì di virtù democratiche e antimafia. Siedono nell’emiciclo – non so se per ascoltare o solo per fare atto di presenza – circa duecento studenti, sicuramente attratti da un qualche democratico sottobanco.

Il caffè è gratis, non così le patatine e i wafer della macchinetta distributrice. Una decina di giovani, fra cui uno che ha vinto il festival di Sanremo, siedono dietro un lungo tavolo. Sono gli esponenti e leader di un comitato di cui avrei fatto meglio a segnarmi il nome, tanto esso è ignoto. I suoi componenti si alternano al microfono per dire ovvietà sentite mille volte. La cavea applaude ogni due minuti, al fine di conferire alla parole dell’oratore un qualche significato e un pizzico di dignità. Poi, a un certo punto, entra in scena il nostro governatore Loiero. Infatti in Basilicata non pare ci sia ancora la mafia e non pare ci siano vittime della mafia. Cosicché le autorità lucane sono ricorse a un’autorevole vittima calabrese della mafia. Loiero, nel suo discorso, è così convincente che si può avere l’impressione che la mafia lo abbia già assassinato. Ma non per questo ne perderà i voti. La mafia non si offende alle parole dei politici. Come tutti noi d’altra parte, non ci crede, e basta.

Resto lì, perché fuori fa freddo. Non saprei per altro dove andare, tranne che al cinema. Ma per un fumatore, il cinema, è ormai un piacere negato. Dall’alto del loggione, il padre sconfitto riflette su quella gioventù che si spreca nel benessere e nella disoccupazione. La sorpresa, l’incredulità che lo prendeva molti decenni prima, quando leggeva un romanzo o un saggio sulla società americana, gli torna alla memoria. Un mondo, che pretende d’essere civile, sapiente, umano, brucia le generazioni una dopo l’altra. La scuola, l’università come parcheggio della disoccupazione a carico delle famiglie. Speranze bruciate. Famiglie disperate. La corruzione, il clientelismo, le morti del sabato sera, il delitto, le mafie dilagano.

La mancanza di lavoro è il male sociale di un paese in cui la ricchezza si spreca in benzina, in droga, in mode passeggere; in cui il tempo si butta dalla finestra, mentre tempo e danaro potrebbero facilmente trasformarsi in capitale produttivo e lavoro. Il mondo dell’uomo finisce nell’assenza di ragione, nella logica del profitto carpito per assenza di ragione. L’ambiente abitato si trasforma e degrada. Il lavoro umano, che è la somma di fatica e sapere, è in eccesso perché la società è guidata da ministri dissennati e da governatori assettati di potere e mazzette. La fatica senza sapere toglie valore all’uomo, ma anche il sapere che non trova lavoro offende la dignità umana. Ironia dei nomi. Potenza è un luogo in cui l’impotenza giovanile si tocca con mano. E’ Oblomov, l’eroe di Goncarov, che si consuma su un divano. Come, in effetti, tutte le città del Sud gestite dalle nullità politiche, che il sistema italiano predilige.

(17.03.2007)

Fonte: La Riviera On Line

Nicola Zitara