Daily Archives: 22 marzo 2007

Cinema: Programmazione da Sabato 24 a Giovedì 29 Marzo 2007 presso il Cineteatro EDEN di Villa d’Agri (Marsico Vetere)

Al cinema EDEN di Villa d’Agri SCINTILLE questa settimana!!!


Si comincia Sabato 24 con il nuovissimo film d’animazione di Luc Besson Arthur e il popolo dei Minimei presentato al Future Film Festival 2007.

Il film combina in maniera originale live action ed animazione 3D per raccontare una favola sul potere infinito dell’immaginazione.

Si continua poi la sera con Saturno Contro, film premiato dalla critica con un ottimo Stefano Accorsi.

Ma non solo! C’è anche Apocalypto! Film denso di spunti di riflessione di Mel Gibson ma particolarmente cruento.

Di seguito orari e trame.

Sabato 24 – Domenica 25 : ore 17.00



Trailer:


undefinedArthur, un bambino di dieci anni, cerca di decifrare un enigma che dovrebbe permettergli di trovare un tesoro. La sorpresa e lo stupore sono grandi, quando riuscendoci, si trova in un mondo magico abitato dalla tribù dei Minimei, folletti alti poco più di due millimetri e mezzo che vivono in totale armonia con l’ambiente. Arthur si avventura nel mondo dei Minimei, trasformandosi in uno di loro, dove incontra la Principessa Selenia e suo fratello Betamèche. Insieme partono alla ricerca del tesoro che salverà la nonna di Arthur.

La storia del film si basa sui primi due volumi scritti da Luc Besson stesso su idea originale di Céline Garcia e illustrati dal marito Patrice Garcia (Arthur e il popolo dei Minimei e Arthur e la città proibita), due volumi che sono già stati tradotti in 34 lingue e in Francia hanno venduto pù di un milione di copie. La saga di Arthur è proseguita poi con Arthur e la vendetta di Maltazard e Arthur e la guerra dei due mondi, volumi che permetteranno a Besson di realizzare un sequel del film.

Fonte: www.futurefilmfestival.org


da Sabato 24 a Martedì 27 :
doppio spettacolo ore 19.00 – ore 21.30

Trailer:

Davide scrive favole per ragazzi e vive con Lorenzo, un giovane pubblicitario che ama profondamente la vita e i suoi amici. Intorno alla loro tavola, sempre ricca e generosa, si concentrano gli affetti più cari: Angelica, psicologa avversaria del fumo e sostenitrice dell’amicizia; Antonio, marito di Angelica e bancario in bancarotta esistenziale; Neval, traduttrice turca che “interpreta” gli umori dei compagni; Roberto, marito “sbirro” di Neval a cui tartaglia il suo amore; Sergio, ex di Davide e nullafacente che vive di rendita; Roberta, drogata impenitente che lavora quando è lucida con Saturno contro e gli amici a favore e Paolo, new entry bisessuale col diploma in medicina e il vizio della scrittura. Durante una delle tante affollatissime cene, Lorenzo cade in coma. Sulla panca dell’ospedale gli amici veglieranno il suo sonno, in attesa della ricongiunzione e della ricomposizione del loro mondo affettivo.

Fonte: My Movies

Mercoledì 28 – Giovedì 29 :
doppio spettacolo ore 19.00 – ore 21.30

Trailer:

Un uomo, la cui idilliaca esistenza è stata brutalmente sconvolta dalla ferocia degli invasori, é costretto ad intraprendere un viaggio pieno di pericoli, dove paura e oppressione la fanno da padroni e dove ad attenderlo ci sarà una fine straziante. Quando, ormai disperato, gli eventi precipitano, quest’uomo, spinto dall’amore che nutre per la sua donna e la sua famiglia, tenterà di tornare a casa per riuscire a salvare il suo mondo e la sua vita.

Fonte: FilmUp

Ispettori del Ministero tra sospetti e privacy

Sono stati nelle procure di Potenza e Matera per interrogare i 5 magistrati indagati nell’inchiesta coordinata dal pm di Catanzaro, De Magistris, su un presunto “comitato d’affari” che avrebbe agito in Basilicata. Dal Guardasigilli hanno avuto anche il compito di affrontare il problema di eventuali fughe di notizia nella cosiddetta “inchiesta Vip”
POTENZA - La presenza “ingombrante” – che si protrarrà per “almeno una settimana” – degli ispettori del Ministero della Giustizia, e l’approfondimento della posizione della neoindagata Nina Moric (non colpita inconsapevolmente dal “sistema Corona” ma addirittura protagonista nel riciclaggio di parte del denaro) hanno caratterizzato la giornata dell’inchiesta su foto e ricatti ai vip, negli uffici della Procura della Repubblica di Potenza.

Il capo degli ispettori del Ministero, Arcibaldo Miller, è giunto a Potenza in mattinata e poche ore dopo è stato raggiunto da tre collaboratori: tutti si sono fermati in Procura fino a sera. Passati da Matera a Potenza per interrogare i cinque magistrati in servizio in Basilicata indagati nell’inchiesta coordinata dal pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, gli ispettori hanno avuto il compito anche di affrontare il problema di eventuali fughe di notizia nell’inchiesta sulle foto ai vip e sui ricatti ai loro danni. Per la verità, è un aspetto che preoccupa fino ad un certo punto: “Gli ispettori fanno il loro lavoro”, si è limitato a dire il pm, Henry John Woodcock. Già nei giorni scorsi, sia lui sia il gip, Alberto Iannuzzi, avevano respinto l’ipotesi di fughe di notizie: persino le ordinanze di custodia cautelare eseguite dalla Polizia lunedì scorso, 12 marzo, erano contate, proprio per evitare pericoli e contengono la nota di evitare agli arrestati “inutili disagi e forme indebite di pubblicità”, al punto che non vi sono foto o immagini di persone in manette. E’ verosimile che anche per gli ispettori il problema principale sia l’inchiesta di Catanzaro: a Potenza sono indagati il Procuratore e il vicario, Giuseppe Galante e Felicia Genovese, e alcuni sostituti hanno chiesto di essere ascoltati. C’è aria di trasferimenti d’ufficio e non è una cosa facile da gestire.

Quello di oggi doveva essere, in ogni caso, il giorno di Nina Moric, ma l’interrogatorio dell’ex modella è stato rinviato, a causa dello sciopero degli avvocati penalisti. Giorni guadagnati per i suoi difensori, per approfondire gli atti e studiare la strategia da seguire. Il pm chiederà alla Moric che fine hanno fatto alcune centinaia di migliaia di euro che la donna varrebbe riciclato (la cifra oscilla fra 600 mila e un milione). La risposta Woodocock la sta cercando anche nei conti di alcune società milanesi di riconducibili alla Coronàs poste sotto sequestro da Iannuzzi e ad almeno due conti correnti intestati a Fabrizio Corona ma sui quali la moglie aveva la delega ad operare. Da alcune intercettazioni emerge un rapporto, fra il fotografo e l’ex modella, deteriorato e prossimo alla rottura definitiva, da altre il sospetto che – nonostante la burrasca – lei sia pronta ad agire per mettere al sicuro tanto denaro, frutto dell’attività, che l’accusa considera illecita, del marito.

21/3/2007

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

Clima, Cia: ”800 milioni di danni per l’ortofrutta”



Si rischia di bissare il 2003, quando la cifra fu di 5 miliardi

Secondo l’associazione agricola ”la temperatura mite dell’autunno e dell’inverno ha provocato un vero disastro”. Puglia, Calabria, Sicilia e Basilicata le regioni più colpite

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Roma, 21 mar. (Adnkronos) – Per l’agricoltura italiana è un’emergenza continua. Il clima mite dell’autunno e dell’inverno ha provocato un vero disastro per l’ortofrutta: i danni superano gli 800 milioni di euro, secondo quanto ha stimato la Cia, Confederazione italiana agricoltori. Le conseguenze maggiori in Puglia, Calabria, Sicilia e Basilicata, ma anche in altre regioni la situazione è critica. Non solo. Sulle nostre campagne, che in questi giorni fanno i conti con l’ondata di maltempo, aleggia lo spettro della siccità che per la prossima estate si preannuncia in termini drammatici. Si rischia di ripetere la dolorosa esperienza del 2003, ‘anno horribilis’ per gli agricoltori. In quell’occasione il settore primario registrò una ‘ferita’ di 5 miliardi di euro.

Ecco regione per regione la situazione rilevata dall’associazione agricola.

Puglia: In Puglia si registra la più grave crisi del settore orticolo mai verificatasi negli ultimi decenni a causa delle alte temperature di questo inverno, assolutamente anomalo. Le produzioni di ortaggi si sono concentrate e accavallate, senza la naturale scalarità che si verifica con il freddo. I danni alla produzione orticola nella Regione hanno superato i 200 milioni di euro. Non sono più commerciabili e, quindi, invenduti migliaia di ettari di insalata, cavolfiore, sedano, cicoria, finocchi, lattughe, broccoletti, cime di rape. Per queste ragioni gli agricoltori stanno distruggendo la produzione in campo.

I prezzi alla produzione sono crollati, anche se quelli al consumo sono maggiorati di quattro volte. Permangono le distorsioni di mercato che penalizzano il produttore e il consumatore finale. Il settore orticolo è in ginocchio. I produttori non sono in grado di far fronte al pagamento delle spese per l’acquisto e il trapianto delle piantine, dei concimi, degli antiparassitari, del carburante agricolo, dell’energia elettrica e delle tantissime giornate lavorative per la coltivazione degli ortaggi. Infatti, i riflessi negativi riguardano anche l’occupazione, se si considera che un solo ettaro di ortaggi impiega mediamente 100 giornate. Infine, per mancanza di disponibilità finanziarie sarà pressoché impossibile effettuare la coltivazione delle produzioni orticole primaverili ed estive.

Sicilia: I comparti più colpiti sono quelli orticolo e degli agrumi. Questi settori stanno soffrendo una crisi profonda, causata dal crollo dei prezzi alla produzione di tutti i prodotti. Si assiste ad un divario sempre maggiore tra i prezzi alla produzione ed i prezzi al dettaglio, che in una fase economica di generalizzata diminuzione dei consumi, tende a penalizzare gli anelli più deboli delle filiere, cioè quelli degli agricoltori e dei consumatori.

Più del 40 per cento della produzione orticola è rimasta invenduta ed è andata distrutta. Per gli agrumi situazione analoga, con crolli nelle vendite da parte dei produttori tra il 15 e il 25 per cento. Tutte le province siciliane hanno fatto registrare danni. Questo processo di estremo indebolimento del comparto, che ha visto la variazione percentuale degli indici dei prezzi scendere di livello anche di oltre il 50 per cento, come nel caso del pomodorino ciliegino, si ripercuote pesantemente sui redditi dei produttori agricoli.

Per le produzioni orticole si registra una riduzione dei listini, anche cospicua, soprattutto per carote (-50,70 per cento), cavolfiori (-42,39 per cento), lattughe (-60,92 per cento), indivie (-60,96 per cento), pomodoro costoluto (-36,84 per cento), carciofi (-40 per cento) e finocchi (-37,84 per cento). Analoga situazione si ha per gli agrumi che subiscono una generale flessione dei prezzi all’origine. La causa, anche in questo caso, è il persistere di temperature insolitamente elevate. Esse, alterando i cicli produttivi, hanno determinato sovrapproduzioni e accavallamenti degli ordini sui circuiti distributivi.

Calabria: Le aziende agricole non sono riuscite a collocare sui mercati tutta la loro produzione. Per cui oltre al danno per il crollo dei prezzi, si aggiunge anche la beffa del prodotto invenduto e rimasto a marcire sui campi. Il prodotto ortivo più colpito dalla crisi di mercato è stato il finocchio. Nella provincia di Crotone sono 3.500 gli ettari coltivati a finocchio. A fronte di un costo di produzione minimo di 4.000 euro per ettaro, il prezzo di vendita è risultato di 3 centesimi di euro/Kg, ovvero 1200-1500 euro per ettaro.

Ma anche altri ortaggi invernali, quali cavolfiori e broccoli, hanno registrato stasi nella commercializzazione, oltre che prezzi inferiori ai costi di produzione. Crollo totale per il mercato agrumicolo, anche se vi sono stati timidi tentativi, ma non perfettamente riusciti, di esportazione sui mercati nordamericani. Il prezzo medio dei prodotti corrisposto ai produttori non ha superato gli 8-10 centesimi di euro/Kg per le arance della Piana di Rosarno, lievemente superiore nella zona di Corigliano. 15-20 centesimi di euro i prezzi pagati per le clementine.

Ma vi è da rilevare che i quantitativi dei prodotti commercializzati a questi prezzi, hanno interessato il 10-15 per cento della produzione destinata al mercato del fresco per le arance e il 50 per cento delle clementine prodotte. A fronte di un mancato realizzo, la maggioranza degli agricoltori ha preferito non raccogliere il prodotto, per non aggravare ulteriormente, sul proprio bilancio, i costi. Diventa, quindi, ancora più misterioso il forte divario tra prezzo corrisposto al produttore e prezzo di vendita al consumo.

Basilicata: Il comparto ortofrutticolo in Basilicata vive una crisi drammatica. Non è più commerciabile e, quindi, resta invenduta oltre il 60 per cento della produzione orticola regionale che ha visto in questa campagna un investimento di circa 3.500 ettari (tra scarola, lattuga, finocchi, prezzemolo, cavoli), a cui bisogna aggiungere le quantità di agrumi (arance e mandarini) invenduti che – da una prima stima – corrisponde a circa il 50 per cento dell’intera produzione. I danni alla produzione ortofrutticola nella regione si attestano -da una valutazione ancora provvisoria- tra gli 50 e i 70 milioni di euro.

Una situazione senza precedenti che costringe gli agricoltori a distruggere sul campo le produzioni, perdendo in questo modo sia una prospettiva di reddito che gli investimenti realizzati. Intanto i prezzi alla produzione sono crollati e quelli al consumo hanno, invece, subito inspiegabili aumenti. In Basilicata si è così registrata una drammatica crisi. Gli agricoltori, che già lo scorso anno avevano subito un ‘taglio’ ai loro redditi, si trovano in un momento delicato e non sono in grado di fare investimenti produttivi. Un vero e proprio tracollo.

Altre regioni: La situazione del settore ortofrutticolo è difficile anche in altre regioni, in particolare nelle Marche, in Emilia Romagna, in Sardegna e in Campania. Si registrano danni un po’ per tutte le produzioni orticole (carciofi, finocchi, spinaci, lattughe, cavolfiori, pomodori) che sono rimaste invendute. E quelle collocate sui mercati hanno registrato prezzi molto bassi. Per i produttori le conseguenze sono state pesanti, soprattutto in termini di reddito.

Fonte: ADN KRONOS