Daily Archives: 25 marzo 2007

Maltempo travolge l’agricoltura: al Sud danni per milioni

Secondo una stima della Coldiretti, a causa dei temporali e della grandine i danni superano già i 100 milioni di euro. Intanto, la protezione civile lancia un nuovo allerta meteo: previste precipitazioni diffuse anche a carattere di rovesci temporaleschi in Basilicata, accompagnati da forti raffiche di vento
ROMA – Il permanere dell’ondata di maltempo nelle regioni del Sud rischia di aggravare il bilancio di 100 milioni di euro di danni stimati per l’agricoltura del Mezzogiorno a causa dei temporali e della grandine.

È quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’avviso di avverse condizioni atmosferiche lanciato dalla protezione civile che prevede precipitazioni diffuse anche a carattere di rovesci temporaleschi su Campania, Basilicata e Calabria, accompagnati da forti raffiche di vento. In Sicilia la caduta della grandine ha danneggiato fave, pesche, agrumi, albicocche e viti a Palermo e provincia mentre i danni maggiori si sono registrati nelle vigne del corleonese dove la perdita della produzione potrebbe superare il 40 4.447045e-309 vigneti, frutteti e mandorleti hanno subito danni anche nella provincia di Caltanissetta.

È stato chiesto lo stato di calamità naturale in provincia di Salerno dove 700 aziende ortofrutticole con produzioni di pesco, albicocco, susine fragole e ortaggi in serra che vedono il loro prodotto completamente devastato da chicchi di grandine del calibro di 10- 15 millimetri. Distrutte numerose serre e perse irreversibilmente lattughe, scarole, indivie ma anche cavolfiori, peperoni, broccoli, finocchi e pomodori , cereali, piante da frutto in fiore. Un evento meteorologico di portata eccezionale – afferma la Coldiretti – che nemmeno gli agricoltori più anziani ricordano di avere mai visto nella loro vita e di fronte al quale occorre intervenire urgentemente a sostegno delle imprese agricole.

I forti temporali annunciati dalla protezione civile preoccupano nelle campagne anche perchè l’acqua che cade violentemente sul terreno tende ad allontanarsi per scorrimento portando con sè la parte superficiale del terreno e favorendo frane e smottamenti. Una preoccupazione – conclude la Coldiretti – che interessa tutte le regioni considerato che ben il 7,1 per cento del territorio nazionale, per un totale di oltre 21mila chilometri quadrati, è considerato a rischio per frane e alluvioni.

24/3/2007

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

News e giustizia:rapporto difficile

Iannuzzi: Vallettopoli resta a Potenza

“Verità degli atti e verità dei fatti. Giornalismo e giustizia a confronto”. Questo il tema del dibattito che si è svolto a Potenza nell’aula magna dell’Università, ed organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Basilicata. Un appuntamento reso attualissimo dalle vicende giudiziarie legate al caso Vallettopoli, che hanno fatto di Potenza una sorta di “caput mundi” nel delicato rapporto tra giustizia ed informazione. Un incontro che è ruotato tutto intorno al ruolo del giornalista: Chi è? Cosa fa? Cosa è giusto e cosa non è giusto scrivere? Come si può raccontare ciò che accade nel Paese cercando di mantenere la “schiena dritta”? Qual è il limite della libertà di cronaca ed è normale che un Garante, oggi, ne possa stabilire i confini?

Ricca la platea degli interlocutori che, per la dovizia e la vivacità delle cose dette, non hanno deluso l’attesa. L’incontro, coordinato dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Basilicata, Oreste Lo Pomo, ha messo insieme le riflessioni critiche dei diversi relatori: il rettore dell’ateneo lucano Antonio Mario Tamburo, l’amministratore unico dell’istituto per la formazione al giornalismo della FNSI, Renato Cantore, il direttore del master in giornalismo della Basilicata, Ruben Razzante, il presidente del Gip presso il tribunale di Potenza, Alberto Iannuzzi, il sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia, Alberto Cisterna, il direttore di TgCom, Paolo Liguori, l’inviato speciale del settimanale “L’Espresso”, Peter Gomez e il presidente dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, Lorenzo Del Boca. Sullo sfondo della strettissima attualità, si è parlato di notizie e di intercettazioni, di diritti e di doveri, di morale, di coscienza e di responsabilità.

Una cosa è apparsa chiara: la materia è complessa e, al di là del codice deontologico da rispettare sempre, le opinioni sono molteplici. «Il mestiere di giornalista è certamente quello di riportare notizie – ha sostenuto Renato Cantore – ma soprattutto quello di contestualizzarle e di spiegarle. Le inchieste finiscono ed i riflettori si spengono. Proprio allora – ha concluso – dovrebbe iniziare davvero il nostro lavoro». Per Ruben Razzante i giornalisti escono indeboliti da queste vicende: «considero una sconfitta della categoria – ha commentato – l’intervento di un’Authority che si arroga il potere di stabilire i confini del diritto di cronaca e minaccia sanzioni non simboliche nei confronti dei giornalisti, sia pure a fronte di gravi violazioni della privacy». «Accertare i fatti e tenere segreti gli atti», ha sostenuto il procuratore Cisterna. Gli investigatori, dal canto loro, evidenziano l’importanza dello strumento delle intercettazioni, e anche la necessità di non divulgare, in alcune fasi, determinate notizie. Sulla stessa scia anche il presidente del Gip Iannuzzi che ha definito le intercettazioni “utili e necessarie” alle indagini per far emergere dei reati in mancanza di una denuncia.

Chiaro il pensiero di Lorenzo Del Boca sulla questione: «i giornalisti cercano di raccontare i fatti. Le intercettazioni vanno usate in modo critico facendo ricorso alla propria coscienza e al proprio cuore per capire quello che è realmente pubblicabile». Ma cosa deve fare, allora, un giornalista quando viene in possesso delle carte? Sicuramente smetterla con la pratica di pubblicare in pagina fiumi di intercettazioni prese a caso dalle ordinanze, con l’aggravante di apporvi la propria firma.

«Si tratta di una vera e propria appropriazione indebita – ha affermato Paolo Liguori – Il fatto che ci siano degli atti pubblici, non vuol dire necessariamente che questi siano pubblicabili. I giornalisti possono prenderli e lavorarci sopra, ma non certo pubblicarli tout court con l’aggravante di metterci sotto il proprio nome». Per Peter Gomez le intercettazioni sono “importanti per ricostruire pezzi di verità”. «La libertà, però, non può adeguarsi – ha sottolineato – sulla base di chi sia la persona, o il potere, oggetto delle indagini. Il rischio – ha concluso – è la perdita di autorevolezza per chi fa questo mestiere». A margine del convegno, inoltre, una dichiarazione del Gip Iannuzzi incalzato dal direttore del TgCom Liguori sull’esito delle inchieste potentine e sul trasferimento degli atti ad altre procure. «Come è gia avvenuto per il caso Savoia – ha affermato Iannuzzi – anche per Vallettopoli ho chiesto che per i reati principali l’inchiesta resti a Potenza. In casi come questo, dove i reati emergono dalle intercettazioni e non è possibile stabilire dove essi siano stati commessi realmente, il Codice stabilisce che si continui a far capo alla procura di appartenenza del Pubblico Ministero che ha indagato per primo. E dunque a Potenza».

Gianni Di Lascio

Fonte: TG COM