«Un deficit gestionale da parte della Regione»
VAL D’AGRI - «Un deficit gestionale dell’intesa da parte del governo regionale». Antonio Pepe, segretario provinciale della Cgil, definisce con queste parole lo stato di attuazione del Programma Operativo “Val d’Agri Melandro-Sauro Camastra” di cui la relativa intesa è stata sottoscritta a giugno 2003 fra tutte le parti sociali le autonomie istituzionali e Regione Basilicata. Nei giorni scorsi le segreterie di Cgil Cisl e Uil, hanno incontrato il governatore De Filippo per fare il punto della situazione.
«In particolar modo – riprende Pepe – sugli strumenti concertativi a partire dalla mancata costituzione del “comitato di concertazione e coordinamento” che doveva indirizzare, monitorare e verificare l’attuazione del Programma. Per quanto attiene alla realizzazione del programma, dalla lettura dei dati che ci sono stati forniti si evidenzia che gli interventi previsti per la riqualificazione dei centri urbani insieme a quelli della viabilità sono in uno stato di avanzamento del 50% per l’approvazione dei finanziamenti di progetti presentati i cui soggetti attuatori risultano essere i Comuni e l’Ente Provincia.
Per le azioni che riguardano la qualità della vita – continua – si nota come vi è una carenza in termini di servizi a sostengo della qualità del “sistema urbano” del comprensorio, ad esclusione degli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici, le aree industriali appaiono insufficienti e poco attrezzate all’insediamento di nuove attività produttive. Mentre è completamente assente qualsiasi proposta che attiene alle politiche di inserimento lavorativo dei soggetti deboli del mercato del lavoro, Lsu, disoccupati di lunga durata. Invece, le azioni riguardanti il sostegno alle attività produttive preesistenti sono state finanziate senza tener conto di selezionare e portare a sistema la rete delle piccole e medie imprese nonché scarsa è stata l’attività dei progetti di filiera nei vari settori produttivi.
Riteniamo che, nonostante la quantità di risorse messe a disposizione delle attività produttive ciò non è servito ad incrementare nella misura attesa l’occupazione nell’area, in modo particolare quella femminile, giovanile e qualificata. E’necessario dare un nuovo e diverso impulso all’attuazione del Programma a partire dalla costituzione del comitato di indirizzo e monitoraggio. Riteniamo importante rafforzare e qualificare la capacità della Pubblica Amministrazione attraverso anche la stabilizzazione dei lavoratori precari che vi operano a vario titolo ed elevare a sistema di area tutti quei servizi alla persona, al sistema produttivo, al sistema ambientale ed al turismo.(Si pensi solo ai lunghissimi tempi di realizzazione di opere infrastrutturali strategiche che ancora non sono state ultimate come la Tito-Brienza ecc.)».
«Bisogna rimodulare – riprende – tutte le risorse economiche e finanziarie non ancora impegnate, che ammontano ad oltre 70 milioni di euro, con azioni capaci di attrarre nuovi investimenti produttivi di dimensioni medio grandi in settori strategici ed avanzati, attraverso lo strumento della procedura negoziata capace di creare nuova occupazione stabile ed evitare l’emanazione di bandi generalisti che ad oggi hanno prodotto poco. Il sindacato – conclude – è impegnato ad organizzare iniziative di coinvolgimento delle lavoratrici , dei lavoratori, dei pensionati dell’area per allargare la partecipazione consapevole all’attuazione di un programma di cambiamento dell’intera Val D’Agri nella direzione della coesione territoriale e sociale nonché dello sviluppo sostenibile del sistema territoriale che esalti le politiche di sostenibilità sociale tendenti ad invertire il grave fenomeno dello spopolamento di molti Comuni».
Fonte: Il Quotidiano della Basilicata