
“Il viaggio della speranza non è quello per Lourdes, ma quello per Napoli tutte le mattine”, Claudia è una pendolare di Eboli che ogni giorno viene nel capoluogo campano per lavorare. E’ esasperata dai disservizi delle Ferrovie dello stato. La sua azienda è lontana dalla stazione Garibaldi: scesa dal treno deve fare un altro pezzo di strada in autobus per 30 minuti. Se tutto filasse liscio il suo viaggio dovrebbe durare al massimo un’ora e mezzo. Ma tra ritardi e coincidenze che saltano è costretta a svegliarsi almeno 3 ore prima per arrivare puntuale. Come lei tanti altri.
Studenti e lavoratori che arrivano a destinazione come se fosse già passata metà della giornata. Un popolo che si incontra tutti i giorni, si arrabbia e condivide lo stress. Poi su tutto trionfa la rassegnazione: “Abbiamo provato a raccogliere firme e lettere di protesta, ma non abbiamo mai ricevuto una risposta“.
Le linee più frequentate da pendolari sono quelle da Cosenza e Potenza per Napoli e sono quelle che in media riportano più ritardi. I viaggiatori riservano i reclami più frequenti ai “Minuetti”: l’ultima frontiera dei treni campani inaugurati da pochi anni in collaborazione con la regione Basilicata. Sono dotati di videosorveglianza, via telefonica gsm durante la marcia e le vetture sono state totalmente ridisegnate. Secondo i pendolari però questi “gioiellini” non sono adatti al trasporto negli orari più frequentati perché la loro capienza è inferiore rispetto alle esigenze. Tutte le mattine molti viaggiatori sono costretti a rimanere in piedi fino alla destinazione e soprattutto si generano ritardi alla circolazione a causa dei rallentamenti nelle stazioni più frequentate per le difficoltà di salita e discesa dei passeggeri.
Fonte: InchiostrOnline