Piano di sviluppo rurale
Un’opportunità per la zona
SARCONI - Si è parlato di sviluppo rurale nella sala consiliare del centro valligiano. L’assessore regionale all’agricoltura, Gaetano Fierro, ha presentato la proposta di Piano di Sviluppo Rurale della regione Basilicata 2007-2013. Dopo i saluti di rito del sindaco della cittadina Cesare Marte, Fierro è entrato nei dettagli dell’importante strumento programmatico. «Con il Prs – ha esordito l’assessore – vanno ad essere soddisfatte le esigenze del mercato globale, senza dimenticare che la Basilicata è tutt’altro che una regione dai grandi numeri».
Con tale strumento operativo, ha continuato l’assessore, vengono ad essere rispettate le tipicità delle produzioni di ogni singolo territorio, anche i più disagiati, in modo da assicurare le condizioni minime di vivibilità e di modernità soprattutto ai più giovani. Fierro ha poi illustrato a grandi linee i particolari del piano.
Questo gode di un finanziamento di 648 milioni di euro, assicurati da fondi Fesr, nazionali e regionali ed è strutturato su quattro assi portanti: organizzazione aziendale, condizioni territoriali, multifunzionalità con iniziative tese all’incremento del reddito degli addetti, organizzazione territoriale in sinergia con altri enti. Nello specifico l’assessore si è soffermato sul punto relativo all’organizzazione aziendale, al cui interno sono previste interessanti opportunità. Si va, infatti, dalla formazione degli addetti al rinnovo aziendale, dal primo insediamento per i giovani alla certificazione di qualità, dall’attività promozionale ai servizi di consulenza per le aziende ed alla cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti. Del pari importante il dato che emerge dal secondo asse del piano, ossia la capacità di concertare politiche di coesione. E’ ora di sanare l’atavico errore, ha concluso Fierro, di ritenere l’agricoltura lucana autosufficiente. Occorre incrementare e sostenere, invece, tutte quelle iniziative che alla stessa portino valore aggiunto. Antonio Imperatrice, presidente della Comunità Montana Alto Agri, ha ribadito l’importanza del Prs in quanto, a suo dire, «l’agricoltura è giunta ad una fase in cui o si diventa protagonisti o si rischia di essere travolti dai mercati internazionali». Questo soprattutto a causa dell’incapacità del territorio di dotarsi di un idoneo modello organizzativo. I fondi che il piano mette a disposizione, a parere di Imperatrice, devono stimolare opportune scelte imprenditoriali che vedano i più giovani interagire con le imprese del settore. Lo stesso ha concluso il suo intervento comunicando che è in itinere la costituzione di un consorzio per la commercializzazione del Fagiolo di Sarconi. Argomento fagioli ripreso poi dal Presidente del Consorzio di Tutela del Fagiolo di Sarconi.
«E’ necessario che si cambi marcia relativamente alla produzione di fagioli», ha detto Terenzio Bove.
Occorre incrementarne notevolmente la produzione, in quanto al momento non si riesce a soddisfare del tutto la richiesta del mercato. Bove, inoltre, ha detto di essere favorevole all’istituzione di un consorzio per la commercializzazione del fagiolo, in quanto un organismo di tal genere avrà il duplice effetto di incrementare la produzione con riduzione dei relativi costi.
Nel dibattito che si è sviluppato, inoltre, è emersa l’opportunità che la Regione semplifichi notevolmente i vari bandi emanati nel settore agricolo.
Gerardo Tempone
Fonte: Il Quotidiano della Basilicata