Daily Archives: 17 maggio 2007

L’Italia è una repubblica fondata su…..


Altri venticinque milioni di Euro per il rifinanziamento alla missione in Afghanistan. È curioso notare come nell’economia di uno stato alcune cifre tornino sempre. Ad esempio, sempre di 25 milioni di euro sono i tagli previsti per la pubblica istruzione in questo paese che da anni cerca di far quadrare il bilancio (come cercano di farlo le circa 2 milioni e 674mila famiglie che secondo l’Istat vivono in Italia in condizioni di povertà).

Più alti invece pare siano i tagli per il pubblico impiego; questo infatti, come molti già sanno, vedrà le cesoie dello stato fare tagli per circa 4 miliardi di euro.
Il che non vuol dire solo che ci saranno meno fogli nelle stampanti e meno inchiostro da sprecare nelle sedi dei comuni e delle regioni (e qui l’ambiente potrebbe persino ringraziare il governo), bensì anche meno fondi per i rinnovi contrattuali e le contrattazioni integrative.
Se poi proprio dobbiamo far dei tagli, non è il caso di farle alle missioni militari laddove si possono recuperare 10 miliardi di euro dai tagli alla sanità.


Dunque ricapitoliamo: meno soldi alle scuole, ergo, minore efficienza nell’istruzione dei figli, intendendo con “nostri” i figli della gente comune, non certo dei politici italiani che possono studiare nelle scuole private cattoliche.

Minore garanzia di poter avere una sicurezza economica persino nell’impiego pubblico, minore garanzia per la malattia per i momenti difficili della vita di chi non può permettersi cliniche private, per non parlare di una generazione che si affaccia al lavoro nell’assoluta certezza che la pensione non la vedrà mai.

Ma i soldi per le missioni di pace o di guerra si trovano.
Per la cronaca, il ministro per la difesa, Arturo Parisi ha annunciato nello specifico l’invio di carri armati Dardo, elicotteri d’attacco A-129 Mangusta, blindati Lince, e 145 militari
(fonte, www.peacereporter.net).

La riflessione successiva è: ma siamo sicuri che la “minaccia alla famiglia” provenga dal relativismo morale e dal laicismo anticlericale incalzante degli ultimi, malatissimi e appestati tempi? In uno stato in cui non sappiamo se poter mettere al mondo dei figli perché siamo tutti un po’ precari, in cui questi figli non sappiamo nemmeno in che tipo di scuola li potremo mandare e che tipo di assistenza verrà data a loro e a noi nei momenti di malattia, in cui non sappiamo mai con certezza se avremo la pensione ma almeno sappiamo per certo che tra mille anni, con i carri armati e gli elicotteri d’attacco porteremo la pace nel mondo, qual è l’incoraggiamento che ci viene dato nell’idea bislacca di crearci una famiglia, una nostra?

Sono giorni che si sente richiamare all’articolo 29 della costituzione in cui si dice che La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Ma ricordo anche la lezione di scuola elementare in cui mi hanno detto che:

L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro… e che ripudia la guerra (rispettivamente art. 1 e art. 11).


Se proprio sta costituzione dobbiamo leggerla, leggiamola tutta e non saltiamo gli articoli. Andiamo per ordine e non bariamo come siamo abituati a fare.

Sabrina Barbante

Niente vento in Basilicata

Bloccato l’eolico in Basilicata perché una legge impedisce la concessione di autorizzazioni per nuovi impianti eolici fino all’approvazione del nuovo Piano di indirizzo energetico ambientale
La Regione Basilicata frena l’energia eolica, imponendo un tetto alla diffusione della tecnologia così come era stato fissato dal vecchio Piano di Indirizzo Energetico Ambientale Regionale (PIEAR), almeno fino all’approvazione di un nuovo piano. Sta di fatto che comunque i limiti definiti siano stati già ampiamente superati. Questa decisione è stata presa con la legge regionale n. 9 del 26 aprile 2007, approvata dalla maggioranza dal Consiglio regionale. Favorevoli al provvedimento i consiglieri dei gruppi Uniti nell’Ulivo, Ds, Margherita, Idv, Verdi, Udeur, Prc, Idm, astenuti i consiglieri di Forza Italia e Udc.

Il Piano del 2001 prevedeva che in Basilicata si installasse una potenza massima di 470 MW, di cui 300 da centrali termoelettriche convenzionali, 128 MW da eolico e la parte restante divisa tra idroelettrico e altre rinnovabili. Una potenza totale superata (oggi circa 520 MW) e una potenza eolica di 160 MW, anch’essa superiore a quel tetto. Per quanto riguarda l’eolico sono in attesa di autorizzazione unica altri 6 impianti, per non parlare delle domande presentate e in attesa del parere da parte del comitato tecnico regionale ambientale.

Ricordiamo che in Basilicata, la Giunta regionale aveva approvato a settembre 2006 una moratoria con scadenza a maggio 2007 e, comunque, fino all’aggiornamento del Piano energetico regionale che dovrebbe stabilire le regole per l’inserimento degli impianti eolici in territorio lucano. C’è stato in seguito un ripensamento del Consiglio regionale che ha deciso di varare un nuovo Ddl per disciplinare le autorizzazioni in tema di energia, ampliando il tetto della potenza eolica a 500 MW. Ma la nuova legge blocca di fatto le nuove centrali eoliche anche se potrebbe essere, in parte, superata da due recenti sentenze del TAR della Basilicata che hanno imposto alla Regione di rilasciare l’autorizzazione unica a due impianti eolici. Queste sentenze del TAR potrebbero, a loro volta, essere impugnate dalla Giunta Regionale ricorrendo al Consiglio di Stato.

In deroga a quanto disposto dalla legge regionale n. 9/2007 è consentita la realizzazione di impianti fotovoltaici relativi alle domande approvate nell’ambito del primo conto energia e solamente per quelli integrati o parzialmente integrati in base al nuovo conto energia, oltre a quelli relativi ai bandi già emanati dalla Regione. Sono esclusi dal provvedimento anche gli impianti minieolici con potenza fino a 100 kW e per un numero massimo di 5 aerogeneratori e la riconversione di impianti già in esercizio anche con la possibilità di utilizzare biomasse e biocarburanti.

Con la recente legge regionale la Basilicata introduce anche il principio che chi vorrà sfruttare il territorio ai fini della produzione energetica dovrà versare nelle casse della Regione delle “compensazioni ambientali”, anche in aggiunta a quelle concordate con le amministrazioni comunali (art. 4) per costituire così un fondo regionale.

LB

16 maggio 2007

Fonte: QualEnergia