Daily Archives: 24 maggio 2007

Basilicata – Nono anniversario della "Giornata dei lucani nel mondo"

“Onorare la Bandiera significa rendere onore alla gente e alla nostra storia”

Nel nono anniversario della “Giornata dei lucani nel mondo” e della istituzione della Bandiera della regione Basilicata, “voluta fortemente dal Consiglio regionale come importante momento di valorizzazione ed esaltazione dell’identità regionale, della sua istituzione e della comunità”, la regione “ha invitato, come rappresentate emblematico dei lucani nel mondo, Marino di Teana, inaugurando una sua importante opera intitolata Dynamique”. Ha esordito cosí la presidente del Consiglio regionale, Maria Antezza, aprendo la manifestazione che si è svolta oggi a Potenza nell’Aula della massima Assise regionale su iniziativa della Giunta, del Consiglio regionale e della Commissione per i lucani nel mondo.

“Onorare la Bandiera – ha affermato Antezza – significa rendere onore alla gente e alla nostra storia, con un forte richiamo anche ai lucani all’estero che grazie a questo vessillo potranno sentirsi sempre piú parte integrante della propria terra”. In questo senso vanno le iniziative che il Consiglio regionale intende sviluppare “per valorizzare – ha detto ancora Antezza – i lucani che vivono fuori regione e che hanno esaltato con il lavoro e la creatività la loro terra di origine come l’artista Marino di Teana, un grande figlio della Basilicata che si è fatto conoscere in tutte le contrade del mondo per il suo grande ingegno artistico ed umano”.

Un uomo “profondamente legato ai valori che l’antica saggezza riferiva alla società, alla famiglia, allo stato, alle istituzioni, il cui desiderio piú grande resta quello di ritornare un giorno a vivere, definitivamente, nella sua Basilicata”.”Questa giornata non è solo un momento di mera celebrazione” le ha fatto eco il presidente della Commissione per i lucani nel mondo, Pietro Simonetti, che ha ricordato “i progetti definiti recentemente per rafforzare la rete organizzativa delle associazioni dei lucani in Italia e all’estero, inseriti nel programma annuale e triennale approvato all’unanimità dalla Commissione e, recentemente, dalla Giunta regionale, che passerà ora all’esame del Consiglio regionale per l’approvazione definitiva”.


La Commissione ha ribadito “l’obiettivo di dare slancio ad una diversa visione dei nostri conterranei che vivono nelle numerose parti del mondo – ha concluso Simonetti – cercando di affiancare alla nostalgia per il ricordo della terra d’origine una nuova dimensione e progettualità che è quella della rete, del presidio dei lucani nel mondo, valorizzando gli elementi di interscambio con le scuole, le università, le imprese. In questo modo si puó realizzare una Basilicata senza confini, perché la riduzione delle distanze e la crescente interdipendenza delle economie necessita di un sempre piú stabile collegamento tra le diverse nazioni e questo fa sí che i lucani nel mondo siano numerosi ganci per costruire una rete di scambio di servizi e di collaborazione in nome di una comune e mai dimenticata appartenenza” (red).

Fonte: ASG Media

"Europa stimola nuove generazioni"

Potenza, incontro Colombo-Andreotti

E’ come ce lo immaginiamo tutti, con quell’andatura che lo ha caratterizzato sin dai tempi dell’Azione Cattolica. Lui, l’highlander della politica italiana, Giulio Andreotti, rilassato sulla poltroncina blu sopra il palco del Conservatorio di Potenza. Come se fosse a casa sua. Poco più in là Emilio Colombo, che in Basilicata è davvero a casa. “Andreotti e Colombo raccontano l’Europa” lo slogan alle loro spalle, mentre sul video scorrono le immagini di un’Italia in ginocchio tra le macerie di un’Europa che stava per nascere.

A far compagnia ai due senatori a vita, il governatore della Regione Basilicata Vito De Filippo e il direttore di Tgcom Paolo Liguori in veste di moderatore. Dopo un breve saluto del presidente della giunta regionale, ha avuto inizio il racconto sul filo della memoria su come si è sviluppato il percorso europeo: dal 1957, con i trattati di Roma, in poi. Andreotti ha esordito individuando nell’assenza dell’Unione Sovietica una novità assoluta della politica internazionale, dopo il crollo del muro di Berlino. «Con quello di Eltsin sono arrivato al terzo funerale di presidenti moscoviti», rompendo sin da subito il clima istituzionale dell’evento. «Se ci guardiamo indietro capiamo di aver fatto moltissimo, ma se pensiamo al futuro sembra di essere all’inizio»: un concetto che indica come l’idea di una Costituzione europea si trovi ancora ad uno stadio embrionale. Evidente il riferimento al veto di Francia ed Olanda in merito.

Dal taglio più storico l’intervento di Colombo. Un passo indietro sino al 1951, data della dichiarazione del ministro degli esteri francese Schumann. «De Gasperi ebbe l’intuito di promuovere un accordo come la Comunità Economica del Carbone e dell’Acciaio con l’obiettivo di stabilire una pace duratura tra Germania e Francia». Un treno da prendere al volo che permise all’Italia di entrare in Europa dalla porta principale. Colombo, eletto presidente del Parlamento europeo nel 1977, ha sottolineato come una riconciliazione tra Germania e Francia fosse il punto di partenza nella costruzione di un’organizzazione federale, alla base dello sviluppo europeo. Andreotti e Colombo hanno invitato i giovani a credere nell’Europa, con lo stesso entusiasmo che hanno provato loro davanti a un evento così rivoluzionario. «Noi apparteniamo all’antichità», con questa battuta Andreotti ha scatenato l’ilarità della platea.

Ma nel sentirlo parlare di Erasmus e di un necessario adeguamento dei programmi scolastici a quelle che sono le esigenze culturali dell’Europa, è evidente la voglia di dare un indirizzo alle nuove generazioni. Penalizzate, dice Colombo, da «una politica fondata sul contrasto tra gli uomini e non tra le idee». Dall’altra poltrona democristiana si leva una critica sul ruolo ambiguo dell’informazione: «la troppa luce può abbagliare e non illuminare». Con questa metafora il senatore romanista pone l’accento sull’eccessiva ondata di informazione di cui siamo vittime. Per realizzare uno Stato europeo che possa contrastare le nuove potenze emergenti come la Cina, l’India o il Brasile, è necessaria una cooperazione totale tra i 25 stati membri: questo e ciò che è emerso dall’incontro con i due esponenti storici della Democrazia Cristiana. E quando Liguori ammette: «sareste stati una bella coppia all’interno della Dc». «C’è ancora tempo…», risponde il solito Andreotti.

Fonte: TGCOM