Satriano e Sant’Angelo Le Fratte Didattica sui terremoti

Gita fuori porta al Cnr di Marsico


SANT’ANGELO - Dopo aver studiato, in modo teorico, in classe, le “forze endogene”, i ragazzi delle terze classi dell’Istituto Comprensivo di Satriano e S. Angelo le Fratte si sono recati, in questi giorni, alla sede Cnr di Marsico Nuovo. A guidarli le docenti Canoci Paola e Curzio Silvana.
I ragazzi hanno trovato- dicono le insegnati – grande interesse per l’argomento e soprattutto grande curiosità nel sapere sui i rischi sismici dei loro rispettivi paesi.

Nella sede del Cnr, gli allievi sono stati guidati dalla dottoressa Gallipoli che ha approfondito quanto studiato in classe con proiezioni, fotografie e grafici. Gli studenti hanno dimostrato di aver capito molte cose circa i terremoti. Gli studiosi, grazie alla propagazione delle onde sismiche, hanno capito la struttura interna della terra ad esempio che la sua forma non è un sfera, come erroneamente si pensava, ma un geoide. «Abbiamo appreso – sono i ragazzi a parlare – che circa un milione di terremoti si verificano annualmente, ma che ve ne sono almeno 120 forti quanto quello dell’Irpinia e Basilicata del 1980 e almeno una ventina come quello di Messina del 1908 che ha causato circa 80.000 vittime». Per fortuna i terremoti avvengono soprattutto in mare o in zone poco abitate.

«Abbiamo appreso che la forza di un terremoto di magnitudo 9 è 30x30x30Š810.000 volte più potente della bomba esplosa per esperimento sull’Atollo di Bikini nel 1946». Queste ed altre le riflessioni espresse dai ragazzi in seguito alla visita al Cnr, dove hanno potuto avere dimestichezza con un moderno sismografo col quale hanno pure giocato, saltellando e facendo registrare le loro stesse vibrazioni. I ragazzi sono rimasti molto sorpresi, quando hanno scoperto che Satriano e Sant’Angelo le Fatte si trovano ai margini di una faglia e che, quindi, i rischi di terremoti sono elevatissimi dato che la Basilicata è nella zona 1 cioè a più alto rischio di tutta l’Italia «E’ importante sapere come agire prima, durante e dopo un terremoto. Il comportamento da tenere deve essere diverso a seconda dei luoghi e dei più gravi danni possibili che si possono verificare in un determinato posto».

Questo il commento delle docenti. Oltre sapere, occorre dunque anche abituare i ragazzi ad un comportamento adeguato a seconda dei posti. Come a dire: dei terremoti non bisogna solo avere paura, ma occorre avere anche un’adeguata conoscenza per poterci convivere, auspicandosi i minori rischi possibili.

Antonio Monaco
Fonte: Il Quotidiano della Basilicata


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