Daily Archives: 5 giugno 2007

Basilicata – Accesso al credito, un bando della Regione per le Pmi lucane

“Il bando rappresenta l’ultima tappa di un percorso avviato dalla Regione”

Altri 2 milioni di euro a sostegno delle piccole e medie imprese per sviluppare e migliorare il sistema di garanzie offerte dalle imprese agli istituti di credito. La Giunta regionale, infatti, su proposta dell’assessore regionale alle Attività produttive, Donato Salvatore, ha approvato il bando per l’integrazione dei fondi rischi delle cooperative e dei consorzi fidi che operano in Basilicata. L’investimento, in sostanza, punta a sostenere l’accesso al credito delle piccole e medie imprese lucane, sia riducendo adempimenti e procedure, sia garantendo migliori condizioni e minori oneri per il mondo produttivo.

“Il bando – afferma l’assessore Salvatore – rappresenta l’ultima tappa di un percorso avviato dalla Regione per riorganizzare e rafforzare tutto il sistema dell’accesso al credito in Basilicata”.

Infatti, già in precedenza la Giunta regionale aveva approvato un provvedimento riguardante l’aggiornamento alle norme di “Basilea 2″ del “Fondo di garanzia a favore delle Pmi della Basilicata” con il quale, per la prima volta, si consentiva, tra l’altro, l’ingresso dei rappresentanti delle associazioni di categoria nel comitato di gestione dei fondi.

Successivamente la Giunta regionale ha approvato il bando “Interventi per la fusione e/o aggregazione, qualificazione e sviluppo dei consorzi fidi” con un investimento di 1 milione di euro. Un provvedimento rivolto al sistema regionale dei confidi per consentirgli di predisporre azioni per l’adeguamento della loro struttura e della loro operatività in relazione all’applicazione dell’accordo di Basilea II.

E per favorire e sostenere, quindi, i processi di fusione, aggregazione ed evoluzione organizzativa dei consorzi fidi regionali di primo grado che operano nei settori dell’industria, del commercio e dell’artigianato.

Terza e ultima tappa di questo percorso il bando per l’integrazione dei fondi rischi delle cooperative e dei consorzi fidi approvato nell’ultima seduta della Giunta regionale.”Nel solco di queste linee strategiche e delle norme statali di riforma del settore – afferma l’assessore Salvatore – la Regione, per la parte di propria competenza e nella consapevolezza della centralità del fattore finanziario in ogni processo di sviluppo economico sta ponendo un significativo sforzo per sostenere le imprese nel lavoro di adeguamento alle esigenze del mercato globale e nell’incoraggiare percorsi e modalità di accesso al credito piú agevoli e moderni”.

E aggiunge: “Le stesse stringenti indicazioni contenute nell’accordo di Basilea II impongono sia al sistema creditizio sia al mondo produttivo un cambiamento radicale in termini di mentalità, di organizzazione e di perseguimento di strategie innovative. La Regione, pertanto, ha la consapevolezza della necessità di continuare a mettere in campo una concreta politica di mitigazione dei tassi di interesse, di revisione del sistema delle garanzie, di attenuazione dei limiti e dei problemi del passato, di assistenza nella ricerca di nuove e piú adeguate forme di finanziamento. E – conclude Salvatore – di realizzare azioni capaci di creare migliori condizioni di accesso al credito e al capitale di rischio sulla base dell’evoluzione nazionale ed europea della materia” (red).

Fonte: ASG Media

Incidenti sul lavoro in calo in Basilicata

Il riscontro da dati Inail relativi ai primi quattro mesi del 2007. Organizzate una serie di campagne di informazione e prevenzione per «una rete della sicurezza»
POTENZA – Nei primi quattro mesi del 2007 è diminuito, in Basilicata, il numero di infortuni sul lavoro denunciati all’Inail (2.635 rispetto ai 2.840 dello stesso periodo del 2006): un andamento positivo, confermato anche dai dati relativi alla provincia di Potenza dove, da gennaio ad aprile, sono stati registrati 1682 casi, 99 in meno del primo quadrimestre dell’anno precedente.

Sono questi alcuni dei dati, presentati stamani a Potenza, dal direttore regionale dell’Inail, Emidio Silenzi, durante un incontro con i giornalisti a cui hanno partecipato anche il prefetto del capoluogo lucano, Luciano Mauriello, e i rappresentanti dei sindacati, delle forze dell’ordine e di Confindustria Basilicata.

Nei primi quattro mesi, sul territorio lucano, l’unica «morte bianca» è stata registrata nel settore edile, ma l’obiettivo è di arrivare «a quota zero», ha sottolineato Silenzi. Per tale motivo l’Inail ha organizzato, negli ultimi mesi, una serie di campagne di informazione e prevenzione, in collaborazione con associazioni e istituzioni, creando «una vera a propria rete della sicurezza – ha aggiunto il direttore regionale dell’Inail – per tenere l’argomento sempre al centro dell’attenzione, prima della stagione calda, quando si intensificheranno i lavori nei campi e dei cantieri».

Tra i progetti organizzati, anche un torneo di calcio a cinque, che inizierà domani a Potenza, a cui parteciperanno i protagonisti della «rete della sicurezza» (Inail, Regione Basilicata, forze dell’ordine, Comune di Potenza, Ispettorato del lavoro, Prefettura, Vigili del Fuoco, Confindustria e Inps).

La sicurezza sul lavoro «è una battaglia da vincere – ha detto Mauriello – in cui serve l’impegno di tutti, come ha spesso ricordato anche il Presidente della Repubblica, attraverso l’aumento della sensibilizzazione sociale e della cultura della prevenzione».

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

4/6/2007

La Basilicata sulle navi della MSC Crociere

Ottima iniziativa turistica tra l’Apt della Regione Basilicata e la MSC Crociere (la famosissima compagnia che organizza crociere in tutto il mondo).

La Basilicata infatti mostrerà i suoi gioielli sulle navi in partenza da Venezia e con scalo a Bari.

E chissà se ammirando le verdi montagne lucane un turista potrà innamorarsene e magari prenotare una vacanza per una estate indimenticabile all’insegna della natura e del folklore locale.

G. Massari



Diritto all’autodifesa? …i soprusi posso davvero avere ad un lieto fine?


Basi militari per difendere la sicurezza di un paese, perché ogni nazione ha diritto all’autodifesa.

Bene, ci sta.


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Ma se la difesa di uno Stato, il suo naturale diritto a proteggere i suoi cittadini nella propria casa, travalicasse il labile confine tra la nostra sicurezza e la perdizione per altri? Io non dormirei sogni tranquilli se sapessi che per proteggere me e la mia casa, il mio stato, quello che io ho delegato di governare, stesse cacciando qualcun’altro da casa sua. Questo è accaduto tra gli anni 60 e 70 nell’arcipelago delle Chagos, dove una comunità di circa 2000 persone è stata cacciate e deportata per far posto ad una base militarmente strategica per il governo britannico (tra Africa e Indonesia).


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La popolazione autoctona creola viveva di pesca produzione di olio di palma.
L’isola dalla quale sono avvenute le deportazioni è la Diego Garcia, la più grande dell’arcipelago, dove adesso vivono militari e contractors per lo più britannici, che hanno preso in 30 anni possesso dei territori, mentre gli abitanti originari sono stati portati in Europa e nelle Seychelles.
La storia di una terra trovata, conquistata, occupata militarmente e civilmente al solo costo di portar via chi vi abitava è una storia vecchia di secoli, ma non abbastanza da non suscitare un indignazione di cittadini che credono nella giustizia e di gente che ha memoria storica e crede che questa appropriazione indebita sia un’ombra di strascico dell’eredità coloniale della sanguinosa storia delle potenze europee.

Ma i cittadini dell’isola non hanno permesso che la storia andasse avanti, impunita, come in passato: hanno intrapreso infatti vie legali per poter riavere la loro terra. Gli Ilios (nome della popolazione autoctona tragicamente protagonista della vicenda), hanno ingaggiato un’azione legale contro la decisione della Britain Foreign Office.

Un tribunale decretò anni fa che gli abitanti furono deportati illegalmente. Gli abitanti Ilios avrebbero letto in questa storia un “tutto bene quel che finisce bene”, se solo la giustizia britannica fosse stata la migliore, nel migliore dei mondi possibili.
Ma la corona inglese, in barba a chi crede che non abbia poteri effettivi, ricorse alla prerogativa reale, un organo che permette alla corona di intervenire sulle decisioni dei tribunali, vietando così il ritorno degli indios alla propria terra.

Tuttavia, lo scorso 23 maggio, dopo l’intervento alla Corte d’Appello, si è convenuto nuovamente che il metodo di deportazione è stato illegale e immotivato. Si è trattato, secondo il tribunale, di abuso di potere.

Gli esuli, potranno ora tornare alla propria terra.
Forse un lieto fine, per i romantici.
Forse una vittoria ideologica, per gli idealisti.
Piena ragione ad entrambe le categorie.

Ma non dimentichiamo che queste persone dopo 30 anni di vita forzata in terre straniere dovranno ora riaffrontare l’odissea dolorosa di rivedere la propria terra cambiata da altri.
Non riconosceranno più le loro case, non le troveranno più.
Che ci piaccia pensarlo o no, gli Ilios dovranno cercare un’identità perduta, e forse non tutti la troveranno.

Per la sicurezza nelle case di qualcuno, qualcun altro ha perso casa e storia.
Vogliamo considerare l’evolversi della svicenda come una, tutto sommato, buona notizia, ma non voglio credere nell’happy ending della vicenda, perchè questa non è una favola, in cui dopo l’errore e il male tutto torna alla normalità.
Questa è storia e un errore e un sopruso di più di 20 anni non può che portare ad un cammino difficile e doloroso.


Di Sabrina Barbante