Daily Archives: 18 giugno 2007

Gli stati generali del patto con i giovani a Potenza il 22 Giugno

Bellissima iniziativa quella promossa dagli “Stati generali del patto con i Giovani” in collaborazione con la Regione Basilicata e l’Unione Europea.


Il 22 Giugno a Potenza, presso il centro sociale Malvaccaro, ci sarà una conferenza dal titolo “Partecipa X dar voce alle tue idee” . Ospite della giornata il presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo.

Al termine dell’evento spettacolo di Cabaret con i protagonisti di Zelig!

Di seguito il programma (cliccare per ingrandire):


Aderite numerosi, perchè partecipare significa “partecipare X dar voce alle tue idee”

G. Massari

CSAIL, L’OSPEDALE DI VILLA D’AGRI NON E’ UN “POLO D’ECCELLENZA” MA PURTROPPO UNA STRUTTURA A RISCHIO SALUTE PER GLI UTENTI

L’atteggiamento del manager-direttore Generale dell’Asl 2 Nunziata e il comportamento dell’Assessore Regionale alla Sanità Colangelo rispetto alla situazione reale (e non virtuale o futura) dell’ospedale di Villa d’Agri e dei problemi che la struttura vive come ben sanno i cittadini che quotidianamente si rivolgono hanno superato ogni limite di decenza”.

E’ quanto sostiene il presidente del Csail (Comitato per lo Sviluppo delle Aree Interne Lucane) Filippo Massaro per il quale “evidentemente il direttore generale dopo la “querelle” alimentata sui tagli operati al bilancio della Asl 2 nella ripartizione 2006, che incidono proprio sull’attività dell’ospedale di Villa d’Agri, e la “censura” ricevuta dall’Assessore Colangelo, per recuperare una “posizione traballante” a causa della decisa riduzione delle Asl, l’ha “sparata grossa”.

Nessuno vuol disconoscere e tanto meno sminuire la professionalità e la capacità del personale medico, infermieristico e tecnico di Villa d’Agri, ma – sottolinea Massaro – spacciare l’intervento di chirurgia oncologica eseguito in questi giorni come prova del fatto che la struttura sarebbe diventata, di colpo, centro di eccellenza o addirittura “secondo polo ospedaliero”, persino superiore all’ospedale di Matera, è semplicemente intollerabile.

Il Csail da mesi ha chiesto alla Commissione Sanità del Consiglio Regionale di effettuare una visita nell’ospedale per rendersi conto che i medici svolgono operazioni chirurgiche ed interventi in condizioni di rischio e pericolo per la salute degli utenti a causa della mancanza di Rianimazione.

Continua così ad accadere che in caso di complicazioni post-operaratorie e comunque durante la degenza, ai medici di Villa d’Agri non rimane che disporre l’urgente trasferimento del paziente al San Carlo, con ulteriori e immaginabili rischi gravissimi che si sono frequentemente verificati. Anche il Reparto di Unità Coronarica più volte annunciato è ancora formato da stanze chiuse in attesa dell’annunciata apertura, mentre nelle Unità Operative funzionanti solo le grandi capacità del personale riescono a superare problemi di carenza persino di presidi sanitari minimi e di strumenti.

Il Csail pertanto rilancia il progetto di adeguamento e ristrutturazione della struttura ospedaliera di Villa d’Agri per metterla in condizione di assolvere alle importanti funzioni di prestazioni sanitarie, ospedaliere e specialistiche in un vasto comprensorio, qual è appunto la Val d’Agri-Sauro , a cui si aggiungono il Senisese e il Vallo di Diano, e per prepararsi ad affrontare esigenze maggiori e differenziate che si presenteranno nei prossimi anni, sia per l’attività petrolifera che per le altre attività produttive in fase di programmazione.

Il problema centrale da affrontare prioritariamente è quello della gestione: l’ospedale con 146 posti-letto ha ben quattro direttori (di cui tre sanitari ed uno amministrativo), detenendo un primato che non trova riscontro in altre strutture ospedaliere italiane. Il “merito” è del direttore generale dell’Asl 2 di Potenza Nunziata, da cui dipende l’ospedale, che attraverso l’alibi del taglio di fondi persegue un obiettivo preciso: burocratizzare la struttura (esistono in proposito 12 primari, tra cui titolari di reparti-unità operative del tutto inattivi per mancanza di posti-letto e di attrezzature-apparecchiature, anche in questo caso con un primato per il rapporto primari-posti letto difficilmente battibile in Italia), svuotarla di prestazioni per trasferire, come accade quotidianamente, i pazienti all’ospedale San Carlo.

Nonostante la professionalità e l’impegno del personale in servizio a Villa d’Agri – dai medici, agli infermieri ed ausiliari – succede infatti che l’ospedale è di fatto un contenitore di smistamento dei pazienti verso quello di Potenza, con un via vai continuo di ambulanze e dell’eliambulanza, con costi aggiuntivi che favoriscono solo l’A.O. San Carlo, augurandoci che le autoambulanze di Corleto e Moliterno siano realmente attivate, dopo le notizie dei giorni scorsi.

Non meno gravi – conclude Massaro – sono le responsabilità dell’assessore Colangelo che in occasione della sua recente presenza ad un convegno a Villa d’Agri ha continuato nella politica degli annunci e della coperturadelle responsabilità del manager dell’Asl 2 da lui voluto .Sarebbe ora di smettere con la solita e vergognosa “ demagogia “ e fare una seria politica dimostrando capacità e serietà verso i cittadini .

Villa d’Agri, 15.06.2007

Filippo Massaro

Profughi d’acqua

Il 17 giugno è la «Giornata mondiale della desertificazione», un problema che minaccia oltre un miliardo di persone in cento paesi. In Italia nell’«occhio del ciclone» Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna e Pianura padana dove la sete del Po minaccia tutto il sistema agricolo. E i cambiamenti climatici creano ulteriore allarme • Siccità e desertificazione nel mondo: i numeri dell’emergenza

Napolitano: «servono strategie condivise»

siccità, desertificazioneROMA – Quasi un milione di profughi l’anno, un miliardo di persone minacciate in oltre cento Paesi, il 30% dell’Italia in pericolo con 5 le regioni già colpite: Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Sono questi i numeri dell’emergenza desertificazione nel nostro Paese e nel mondo, fenomeno al quale domani è dedicata la giornata mondiale. Ogni anno il 17 giugno le Nazioni Unite tornano a puntare i riflettori sulla necessità di frenare la desertificazione e rafforzare la visibilità della questione nell’agenda internazionale. In Italia il ministero dell’Ambiente ha lanciato la campagna di «100 iniziative contro la siccità e la desertificazione» rivolta a enti, istituzioni, associazioni, per tutto il mese di giugno.

Tema dell’edizione 2007 è «Desertificazione e cambiamenti climatici – una sfida globale», due emergenze ambientali strettamente legate e da affrontare con la stessa chiave, quella dello sviluppo sostenibile. Basti pensare al numero di persone che ogni anno migrano forzatamente dalla propria terra a causa dell’aumento della desertificazione. Nel mondo sono quasi un milione, ma secondo le Nazioni Unite con gli effetti dei mutamenti del clima la cifra è destinata a salire. Tanto che, secondo stime citate di recente da Hama Arba Diallo, segretario dell’Unccd, la Convenzione Onu sulla desertificazione, da qui al 2020 un numero pari a 60 milioni di persone potrebbe spostarsi dalle zone desertificate dell’Africa Sub-sahariana verso il Nord Africa e l’Europa. Sotto minaccia deserto un quarto della superficie terrestre, mentre già i cambiamenti climatici e le attività umane sono tra le cause dell’inaridimento di circa il 47% delle terre emerse, caratterizzate da carenza di piogge e da alte temperature. La regione più interessata è l’Africa, con il 73% delle terre coltivate che subiscono degrado e desertificazione.

In Italia, oltre alle Regioni già colpite, le previsioni riguardano anche la Pianura Padana, dove nei prossimi 30 anni si stima un impatto economico della desertificazione di 20/22 miliardi di euro, con una riduzione del Pil del 20%, mentre la perdita nei prossime 50 anni per il turismo sarebbe di circa 30 miliardi di euro a causa della possibile scomparsa di migliaia di km di coste. L’approccio all’emergenza però dovrebbe avere un carattere globale. Secondo gli esperti dell’Unccd, la Convenzione Onu per la lotta alla siccità e alla desertificazione, il primo passo deve essere quello di un «protocollo contro la sete», per riuscire a fornire ad ogni essere umano almeno 45 litri di acqua, vitale alla sopravvivenza. L’obiettivo, quello di risparmiare e valorizzare l’oro blu del Pianeta, evitando i terribili conflitti che si potrebbero scatenare in futuro per l’approvvigionamento della risorsa.


17/6/2007

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno