Monthly Archives: giugno 2007

Istat, in Italia i divorzi sono aumentati del 74% in dieci anni

 Anche le separazioni sono aumentate
Anche le separazioni sono aumentate

Sono fortemente aumentati i divorzi in Italia nell’ultimo decennio. Secondo i dati Istat diffusi oggi, infatti, nel 2005 i divorzi sono stati 47.036, con un aumento del 74% rispetto al 1995. Le separazioni, sempre nel 2005, sono state 82.291, con un incremento del 57,3%, sempre rispetto a dieci anni prima. Nel 2005 i divorzi hanno continuato a crescere anche sull’anno precedente ed hanno registrato un incremento del 4,3% rispetto al 2004. Sempre nel 2005 sono invece risultate in flessione le separazioni ,che hanno registrato un -1,1% rispetto al 2004.

151 divorzi e 272 separazioni ogni 1000 matrimoni

In sostanza, se nel 1995, ogni 1.000 matrimoni si verificavano 158 separazioni e 80 divorzi, dieci anni dopo le separazioni sono arrivate a 272 e i divorzi a 151. La tendenza a ricorrere al divorzio non è uniforme, ci fa poi sapere l’Istat, e si divorzia più al nord che al sud. Nel Nord, sempre nel 2005, si rilevano infatti 6,2 separazioni e 4 divorzi ogni 1.000 coppie coniugate, contro 4,2 separazioni e 1,8 divorzi nel Sud.

Più divorzi al Nord che al Sud
La Liguria è la regione dove ci si separa di più, 8 separazioni e 5,8 divorzi ogni 1.000 coppie coiniugate, seguita dalla Valle d’Aosta, con 7,6 separazioni e 5,6 divorzi ogni 1.000) e dal Lazio, con 7,9 separazioni e 4 divorzi ogni 1.000. In fondo alla scala ci sono la Basilicata. con 3 separazioni e 1,2 divorzi ogni 1.000 coppie coniugate, la Calabria, con 3 separazioni e 1,4 divorzi, e la Puglia, 3,8 separazioni e 1,6 divorzi.

Preferiti separazioni e divorzi consensuali
Nel 2005 si sono chiuse consensualmente l’85,5% delle separazioni e il 77,6% dei divorzi. Circa l’82% delle separazioni giudiziali è concesso per intollerabilità della convivenza, il 14,6% con addebito al marito e il 3,5% con addebito alla moglie. Ricorrono al rito consensuale più le coppie che vivono al nord che quelle che risiedono al sud: le prime nell’89% delle separazioni e nell’80,8% dei divorzi; le seconde rispettivamente nel 76,7% e 64,1% delle cause. Occorre comunque tener conto – avverte l’Istat – che la procedura consensuale è condizionata anche dalla diversità di durata della causa e dei costi. E la ‘consensuale’ dura in media 150 giorni contro gli 886 del rito contenzioso per la separazione e i 634 per il divorzio.

Gli uomini chiedono di più la separazione, gli uomini di più il divorzio
A chiedere la separazione sono più le donne, mentre sono più uomini separati a chiedere il divorzio.Nel 2005, il 71,7% delle richieste di separazione è stato presentato dalla moglie, mentre il 56,3% delle istanze di divorzio è stato presentato dal marito.

Ci si lascia intorno ai 40 anni, dopo matrimoni tardivi
Quanto all’età, nel 2005 all’atto della separazione i mariti avevano mediamente 43 anni e le mogli 40. Ci si sposa più tardi e cala quindi la quota di coniugi che si separano prima dei 30 anni, gli uomini passando dal 7,3% del 2000 al 4,7% del 2005, e le donne dal 16,8% all’11,5%9.

Il 45,4% delle coppie lascia la casa dove ha vissuto
Nel 2005 il 45,4% delle coppie che ha divorziato ha lasciato la casa dove ha vissuto il matrimonio per delle abitazioni autonome e distinte. Per le separazioni, sempre nel 2005 la casa dove la famiglia viveva prima del provvedimento del giudice e’ stata assegnata alla moglie nel 57,4% dei casi, al marito nel 21,7% e a nessuno dei due circa
nel 19%, in quanto entrambi i coniugi sono andati a vivere altrove, ossia in abitazioni autonome e distinte, come avviene invece soprattutto per i divorzi.

Le differenze tra i coniugi si appianano se ci sono figli affidati
In queste circostanze, infatti, la casa familiare viene attribuita al genitore affidatario nel 60,4% dei casi se si tratta del padre, nel 73,1% se e’ invece la madre.
Le cause di separazione e divorzio che nel 2005 si sono concluse prevedendo una forma di sostentamento economico a favore del coniuge costituiscono rispettivamente il 25% e il 12,9% del totale. L’importo mensile del contributo economico a favore del coniuge risulta mediamente pari a 495,37 euro nelle separazioni e a 472,87 euro nei divorzi.

Fonte: RaiNews 24

L’Università di Basilicata attiva Economia e Farmacia

Negli obiettivi dell’ateneo lucano «c’è la prossima istituzione del corso di Laurea in Scienze della Formazione – ha spiegato il rettore – che potrebbe avvenire già nel prossimo anno accademico, mentre crediamo che la facoltà di Architettura possa nascere in quello successivo, 2008-2009»
POTENZA - L’Università della Basilicata attiverà, nel prossimo anno accademico, le facoltà di Economia e Farmacia: le iscrizioni partiranno dal prossimo 1 agosto. Per la facoltà di Economia è prevista l’organizzazione del percorso triennale, mentre per Farmacia (in cui sarà adottato il numero programmato, con un massimo di cento studenti) il piano di studi sarà quinquennale.

I due corsi di laurea sono stati presentati stamani a Potenza, nel corso di un incontro con i giornalisti. Negli obiettivi dell’ateneo lucano «c’è la prossima istituzione del corso di Laurea in Scienze della Formazione – ha spiegato il rettore dell’Università della Basilicata, Antonio Mario Tamburro – che potrebbe avvenire già nel prossimo anno accademico, mentre crediamo che la facoltà di Architettura possa nascere in quello successivo, 2008-2009».

Potenza sarà la sede di Economia (con corsi nelle aule del rione Francioso) e di Farmacia, localizzata in prevalenza nel campus di Macchia Romana. In entrambi i casi saranno organizzati due concorsi per la selezione di sei nuovi ricercatori (tre per ogni facoltà). Il percorso didattico di Economia è semestrale, con esami da dieci crediti ognuno e con materie «classiche – ha spiegato il presidente del comitato ordinatore della facoltà – Adriano Gianola – e una serie di corsi particolari nell’ultimo anno, tra cui Gestione delle imprese, della produzione e dei progetti di investimento».

Farmacia invece avrà corsi annuali (per un totale di 25 esami), e sarà, «insieme a Biotecnologie – ha sottolineato Tamburro – la base di un ciclo scientifico che ci potrebbe permettere di istituire, in futuro, la facoltà di Medicina. E’ un grande sforzo del nostro Ateneo, che in 25 anni di storia raddoppia l’offerta didattica».

In totale sono 30mila i ragazzi lucani iscritti nelle università italiane, di cui settemila in Basilicata. Circa 23mila sono studenti fuori sede, e il 70 per cento, al termine degli studi, decide di non tornare nella regione di origine.

25/6/2007

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

Basilicata: la bioenergia viene dal bosco

Come bilanciare le emissioni di C02 nell’atmosfera terrestre? La risposta è nel suolo; un esempio innovativo è in Basilicata, nel piccolo comune di Calvello.
Lì, infatti, è stato realizzato un piccolo impianto di teleriscaldamento di 230 KW, funzionante con le biomasse prelevate dai boschi circostanti. La struttura, che riscalda un centro polifunzionale, è alimentata con gli scarti del legno.

“Se si riuscisse ad incrementare la quantità di carbonio nei suoli di una percentuale minima, l’1,14% – spiega a tal proposito su What’s Up, per i giovani scritto dai giovani (in edicola), Matteo Monni, membro del Consiglio direttivo di ITABIA (Italian Biomass Association) - si riuscirebbe, in Italia, a bilanciare le emissioni di un intero anno di anidride carbonica in atmosfera.

Inoltre – prosegue Monni – le biomasse utilizzabili a fini energetici possono venire dal comparto agricolo, come le paglie che vengono dal grano, le potature delle colture arboree, e dal settore agro-industriale.
Ad esempio dal conservificio dove ci sono quantità di bucce di nocciole, mandorle, noci che possono essere recuperate per fare le confetture, le marmellate, i succhi di frutta che possono dare un contributo in più a produrre energia rinnovabile”.

Fonte: Nuova Agenzia Radicale

Il parco della Val d’Agri rivive alla fattoria Crisci


Il prossimo 28 Giugno, presso la Masseria Crisci (PZ) si terrà un convegno dal titolo “Il Parco della Val d’Agri: 15 anni dopo”.

L’idea del convegno nasce grazie al Wwf Basilicata, sempre molto attivo nei progetti e nelle iniziative a salvaguardia del territorio lucano.

Il convegno, che inizierà alle ore 17 presso la suddetta masseria nei pressi del Lago del Pertusillo, vedrà come partecipanti Vito Mazzilli, presidente del Wwf Basilicata, il quale presenterà un workshop introduttivo; Francesco Corbetta, come esponente dell’Università dell’Aquila; Ettore Bove dell’Università della Basilicata; Lucia Ambrogi del Wwf Italia; Gianni Rondinone, assessoredel dipartimento Ambiente della Regione Basilicata.

Chiuderà il convegno l’architetto Fulco Pratesi, presidente del Wwf Italia.

Il convegno toccherà argomenti attualmente molto scottanti quali l’economia nella Val d’Agri, la situazione attuale dei parchi naturali in Italia, la biodiversità del territorio e tanti altri…

Accorrete numerosi! La voce della nostra valle passa anche da questi convegni!

G.M.
Fonte Immagine: Agriturismo Basilicata

Moliterno: la CdL rinserra le fila

MOLITERNO - «Riunire tutte le forze del centrodestra di Moliterno per lavorare insieme alle prossime sfide elettorali». Questo il messaggio lanciato dagli esponenti locali della della Cdl in un incontro organizzato da Forza Italia. Oggetto dell’incontro: i lavori preparatori al nuovo congresso cittadino, previsto per il 14 luglio e che eleggerà il novo direttivo, di cui faranno parte anche gli attuali consiglieri comunali di minoranza. Novità dell’incontro la partecipazione delle altre forze del centrodestra, An e Udc.

Una pace ritrovata almeno apparentemente, dopo un lungo periodo di divisione. Ad aprire l’incontro la coordinatrice cittadina, Giuseppina Palermo, che ha dichiarato «è giunto ormai il momento di tirare le somme, dopo un lungo e intenso periodo di attività politica. Il 10 marzo del 2002, quando il nuovo coordinamento comunale di Moliterno si è insediato, ha dovuto ricostruire, anzi costruire, l’attività politico-organizzativa di una gestione passata.

Momenti felici alternati a momenti di sconforto, soprattutto quando il partito regionale e nazionale lo senti lontano mille miglia». Dunque uniti per vincere le prossime sfide elettorali, puntando maggiormente sui giovani, sulle infrastrutture, tema importante per uscire fuori dall’isolamento geografico, che «dopo venti anni ancora non vede giungere a termine la questione della Cogliandrino di fondamentale importanza perché lega il territorio della Val D’Agri a quello del Lagonegrese – come ha dichiarato il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, Fausto De Mare – noi stessi avremmo voluto presentare un progetto della Cogliandrino per far capire ancora una volta l’importanza di questo collegamento».

Dall’incontro la Cdl ha fatto emergere la necessità di maggiore partecipazione alla vita democratica dei partiti e in particolare la necessità di dover essere più presenti in mezzo alla gente. In più bisogna lavorare uniti, per riconfermare quei risultati elettorali molto incoraggianti delle ultime votazioni politiche. Risultati che poi non trovano riscontro nelle competizioni elettorali comunali.

Domenico Ciancio
Fonte: Il Quotidiano della Basilicata

TURISMO: LEGAMBIENTE, OPPORTUNITA’ LAVORO SU FERROVIE DISMESSE

(AGI) – Roma, 22 giu. - Creare nuove opportunita’ di lavoro nel settore del turismo verde, sulle vie di collegamento ferroviario dismesse. E’ la scommessa del progetto europeo Equal II ‘Le vie del treno’ di cui Legambiente e’ partner, rivolto a 100 giovani disoccupati in Calabria, Basilicata e Sardegna.

Il bando di selezione in scadenza il 30 giugno e’ indirizzato a disoccupati o inoccupati che desiderano partecipare a un percorso di orientamento, formazione e accompagnamento per ‘Promotori di impresa e dello sviluppo turistico locale’. Propone una formazione finalizzata a fornire competenze per sviluppare nuove iniziative imprenditoriali e per l’ideazione di attivita’ che sappiano valorizzare il prezioso patrimonio dei territori attraversati.

Un modo, insomma, per creare nuove opportunita’ di lavoro per i giovani abitanti di regioni dove le antiche tratte di collegamento ferroviario dismesse sono numerose, trasformandole in ‘vie verdi’, risorsa per il turismo ambientale, culturale ed enogastronomico. Il progetto Equal II ‘Le vie del treno’ e’ cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo, promosso dalla Partnership di Sviluppo Settoriale, costituita da Beta Consult s.r.l., Banca Popolare Etica scarl., Legambiente Calabria, Legambiente Basilicata, Legambiente Sardegna, Legambiente Onlus, Euromediterranea, Novaforme e Promoservice.

Fonte: AGI Italia