Più tempo passa, più il Parco della Val d’Agri si allontana. Ognuno fa quello che vuole in Val d’Agri. Da circa dieci anni questa valle è stata abbandonata al suo destino da una cerchia di politici, e di cittadini che hanno fatto una serie di scelte a dir poco incomprensibili.
Hanno scelto di puntare sul Petrolio, hanno scelto il Parco!?!, hanno scelto l’ Eolico, hanno scelto l’industrializzazione della zona PIP di Viggiano, hanno scelto di sfruttare le aree e tagliare i boschi delle zone protette dalla Unione Europea con due direttive importantissime (aree SIC, ZPS e IBA), hanno scelto gli Agriturismo.
Tutte queste decisioni hanno sortito un effetto indelebile sulla valle, sia a livello ambientale che sociale.
Il petrolio ha creato un circolo vizioso di favoritismi e occupazione trimestrale usata a scopi politici di cui soltanto i “Baroni” hanno beneficiato.
Il parco è rimasto come una presa in giro, una sorta di fantasma che si aggira per la valle con le sue promesse di sviluppo sostenibile, recupero delle tradizioni ecc.
L’eolico l’unica vera fonte rinnovabile che si è vista in Basilicata sta diventando invadente, grazie ad una deregulation del settore rischia di compromettere siti di una certa importanza.
Le aree protette, sono trattate con un totale disinteresse, da tutti, e molte sono ridotte in malo modo, anche a causa dell’inciviltà della cittadinanza e della quasi inesistente sorveglianza delle istituzioni, si possono contare nell’intera valle diverse decine di discariche abusive, alcune di forte impatto ambientale in quanto i rifiuti vengono ammassati sul letto dei torrenti o del fiume Agri, così la corrente dopo un po’ li porta via. Parliamo di rifiuti di ogni genere caldaie, lavatrici, tv color, automobili, batterie auto, gomme usate e soprattutto materiale proveniente dall’edilizia.
La disoccupazione e la condizione giovanile, due problemi che stanno diventando quasi una piaga civile, in una regione così ricca di risorse è incredibile che si sia verificata una situazione del genere. Insomma di certo non si può dire che in Val d’agri negli ultimi anni non ci si è dati da fare. A mio modesto parere si è molto, male e senza regole, senza un progetto unitario, è stato affidato tutto nelle mani di gente che non ha saputo gestire i problemi e le opportunità, soprattutto in una prospettiva futura.
La colpa voglio dirlo chiaramente non la si può addossare solo ed esclusivamente alla classe politica, anzi, sarebbe troppo semplice, i Politici sono stati scelti e votati dal popolo sono espressione della cittadinanza della valle, sono gente come noi. Ho avuto modo più volte di collaborare con alcuni esponenti della politica in questi anni e devo dire che ho trovato sempre molta disponibilità e attenzione, certo non tutti i politici sono uguali, alcuni sono prepotenti, ma non dimentichiamo che quelli possono essere cambiati.
Il vero problema è l’assenza di controllo da parte dei cittadini, assolutamente ciechi e muti dinanzi ad interventi e iniziative a dir poco discutibili. Il cittadino deve cambiare, deve prendere coscienza di certi problemi, di una situazione di gestione da parte della classe politica che non va più bene, che non è adeguata alle situazioni.
Manca una spinta culturale in questa valle, c’è bisogno di gente che vuole fare che vuole cambiare lo stato delle cose, ci vorrebbe quello spirito di associazionismo senza eguali che ci ha portati alla battaglia di Scanzano, in cui abbiamo registrato una vittoria netta, assoluta, senza paragoni contro il sistema, che ti obbliga ad accettare delle decisioni senza informazione e consenso. Dobbiamo rispolverare un po’ di quello spirito Lucano, lo spirito della gente legata alla terra e alle tradizioni, gente che non si arrende che ha voglia di fare, di lavorare, e decidere per la propria terra “pi chè a terra è a nosta e nuss’ adda tucca’”.