VILLA D’AGRI - “Un piano per ridurre la quantità e la pericolosità dei rifiuti , puntando sulle attività di recupero e smaltimento degli stessi, attraverso l’individuazione di impianti vicini ai luoghi di produzione”.
Il Piano provinciale di organizzazione della gestione dei rifiuti – sezione rifiuti speciali (aggiornamento e completamento) ha fatto “tappa” nei giorni scorsi nella sala consiliare della Comunità Montana Alto Agri di Villa d’Agri.
Un incontro territoriale per un confronto sui contenuti del Piano adottato dal consiglio provinciale nella seduta dell’8 giugno 2007.
Ad illustrare il documento, alla presenza di operatori e amministratori locali, il dirigente provinciale del settore Ambiente, l’ingegnere Domenico Antonio Santoro e il professore dell’Università di Basilicata, nonché coordinatore del Piano, il professore Vincenzo Masi “Il Piano provinciale-sezione rifiuti speciali – ha spiegato il dirigente provinciale – è stato adottato l’8 giugno 2007 e prevede trenta giorni, per formulare osservazione e suggerimenti, farli pervenire alla Provincia. Dopo la fase di osservazione, la legge prevede che il Piano torni al consiglio provinciale per l’approvazione definitiva e inviarlo alla Regione che provvederà in seguito dopo le opportune verifiche a pubblicarlo sul Bur (Bollettino Ufficiale Regionale), dove sarà a tutti gli effetti vigente”.
Un documento che “partendo dai dati aggiornati e verificati relativi alla produzione di rifiuti – viene spiegato nell’introduzione del Piano – si tracciano le linee di indirizzo per la strutturazione di un sistema funzionale alle esigenze di protezione ambientale e di servizio alle attività produttive presenti sul territorio.
Gli obiettivi generali del Piano sono pertanto – rappresentati dalla promozione delle attività di recupero e riciclo, dal completamento della rete di impianti di trattamento, e dalla realizzazione di adeguatecapacità di stoccaggio finale dei rifiuti non diversamente gestibili”.
Ad illustrare i dettagli tecnici del lavoro, il suo coordinatore scientifico il professor Masi, il quale ha evidenziato che “il Piano si occupa di tutti i rifiuti speciali (industriali) con eccezione dei rifiuti solidi-urbani che sono per una giornata del cittadino e poi arrivati nel cassonetto dell’immondizia sono del Comune per il resto della vita. Naturalmente l’impiantistica di gestione dei solidi-urbani è di tipo pubblico.
Mentre i rifiuti speciali – ha specificato il professore universitario – sono in capo al produttore fino allo smaltimento”. Inoltre il professor Masi ha sottolineato che “nel settore dei rifiuti speciali la logica del recupero è in fase avanzata, dando corso ad una logica di mercato”. Un Piano che crea le condizioni di contesto territoriale, di prevenzione e di recupero. “Il quadro che abbiamo di fronte – ha aggiunto Masi – è quello che va dalla raccolta, trasporto, recupero e smaltimento. I rifiuti solidi urbani devono girare nella stessa Provincia con divieto import- export mentre per i rifiuti industriali non vige quest’obbligo a causa dell’enorme mole di variabilità dei rifiuti”.