Daily Archives: 8 luglio 2007

Ancora brutte notizie per il Parco

Durante la conferenza di Assomineraria tenutasi il 4 Luglio a Roma, l’amministratore delegato dell’ ENI, Paolo Scaroni, dichiara:

“L’Italia è il paese del petrolio e del gas, ci sono molti milioni di barili e miliardi di metri cubi di gas che non riusciamo a utilizzare per i problemi di Nimby (la sindrome “Not in My BackYard”, ndr) e i problemi legati alla negoziazione con gli enti locali per ottenere i permessi esplorativi e di sfruttamento” quindi, aggiunge Scaroni, “è più facile operare in Alaska, Angola o nel Golfo del Messico, piuttosto che nell’Adriatico, in Basilicata o in Sicilia”.

Precisamente si parla del fatto che l’Italia può contare su 160 miliardi di metri cubi di gas e 733 milioni di barili di olio ancora da produrre.
Queste le riserve accertate che potenzialmente potrebbero arrivare addirittura fino a 200 miliardi di metri cubi per il gas e un miliardo di barili di olio. Per poter sfruttare al meglio queste riserve secondo Scaroni bisognerà investire circa 30 miliardi di euro per l’esplorazione e la produzione, nel triennio 2007-2010.

Secondo quanto elaborato dal sito “Quale Energia“, curato da Legambiente, questi investimenti non produrrebbero però risultati soddisfacenti, perché:

  • Una produzione di 160 miliardi di metri cubi di gas equivale ad consumo dell’UE25 di circa 4 mesi (consumi 2005: 509,75 miliardi di m3) e ad un consumo nazionale di poco inferiore ai 2 anni (consumi 2006: 82,53 miliardi di m3). La fonte è ENI (World Oil & Gas Review 2007).
  • Per quanto riguarda il petrolio nostrano, i 733 milioni di barili di petrolio equivarrebbero ad un consumo mondiale di 8 giorni (consumi 2006: 83 milioni di barili/giorno), ad consumo dell’UE25 di circa 50 giorni (14,5 milioni di barile/giorno) e ad un consumo in Italia di 431 giorni (1,7 milioni di barili/giorno).
Scaroni termina dicendo che “Eni finora è andata lontano per cercare queste riserve. Il che può sembrare paradossale se si considera che l’Italia è un Paese petrolifero”.

Le parole pronunciate dall’Amministratore delegato dell’ Eni Paolo Scaroni, non possono lasciare tranquillo chi come me si preoccupa dell’istituzione del Parco della Val d’agri. Da quello che ho capito è ovvio che nel prossimo futuro complice anche un aumento del prezzo del greggio, e una probabile crisi petrolifera, le riserve italiane saranno sfruttate al massimo.
Ovviamente tra queste spicca il nome della Val d’Agri il Più grande giacimento a terra d’Europa. Purtroppo questa è l’ennesima prova, confermata anche dall’imminente costruzione del centro Oli di Corleto P., che in Val d’agri lo sfruttamento petrolifero si farà sempre più pressante sul territorio, con conseguenze che ancora oggi non riusciamo a decifrare.

Per adesso una cosa è certa bisogna continuare a tenere alta la guardia, e assicurarsi che l’Eni e compagni rispettino tutti i vincoli al quale sono sottoposte le attività di sfruttamento petrolifero, e augurarci che l’ Istituzione del Parco avvenga nel più breve tempo possibile.


Fonte: http://www.geaton.blogspot.com/

LAPENNA (FI): DAVVERO SCONFORTANTE IL QUADRO SULLA SITUAZIONE DEMOGRAFICA IN BASILICATA

“Nonostante gli slogan della Giunta De Filippo della Basilicata sexy e del Patto con i giovani, i lucani rischiano di diventare una specie in via d’estinzione”. E’ quanto dichiarato dal consigliere di Forza Italia, Sergio Lapenna, in merito all’inarrestabile fenomeno migratorio nella nostra regione.

“Dagli ultimi dati Istat sul Bilancio demografico nazionale – riferisce Lapenna – emerge un quadro davvero sconfortante. Il fenomeno migratorio continua senza che nessuno faccia niente. Infatti, dai risultati emerge che, nel corso del 2006, circa duemila persone hanno abbandonato la nostra regione. E il dato ancor più allarmante è che proprio nella Provincia di Potenza si concentra il maggior numero di emigranti”.

“Il paradosso – commenta Lapenna – è che la nostra Regione viene considerata ricca poiché ha grandi risorse naturali come il petrolio, l’acqua, ma i ricavati di tali risorse non vanno a beneficio della popolazione che, sentendosi sempre più povera, è costretta ad emigrare per trovare garanzie migliori. Infatti – continua – il fenomeno migratorio va attentamente analizzato poiché tra tutte le persone che emigrano, solo una minima parte lo fa per libera scelta, volendo conoscere nuovi mondi e nuove opportunità, ma la stragrande maggioranza, invece, è costretta ad emigrare perché non ha altra scelta”.

“Tutto questo – sottolinea Lapenna – è il risultato di una realtà socio-economica che non offre opportunità di lavoro che, quando ci sono, costituiscono privilegio solo di pochi ben selezionati. Nella nostra regione – sostiene l’esponente di Fi – si sono spesi milioni di euro per la formazione, ma i posti di lavoro che si sono creati sono in numero assolutamente irrilevante e, nonostante il fatto che l’adozione di tale politica si sia dimostrata del tutto fallimentare, la Regione continua a sprecare risorse in inutili corsi di formazione professionale.

Alcuni dei fattori – afferma ancora Lapenna – che determinano l’abbandono della nostra terra sono ben conosciuti ed è per questo che dobbiamo intervenire concretamente su di essi senza chiacchiere inutili. Oggi, con la grave crisi che stiamo attraversando, bisognerebbe invertire la rotta, anche facendo alcuni passi indietro”. A parere di Lapenna “si possono adottare alcune soluzioni per cercare almeno di arginare il fenomeno migratorio. Innanzitutto – dichiara – invece di continuare a sprecare risorse inutili in formazione, utilizzare le stesse per creare reali e concrete opportunità di lavoro, investendo di più nelle imprese e nelle realtà maggiormente produttive del nostro territorio; secondo, adottare una politica della casa, così come già è stato fatto nelle aree dell’hinterland potentino, con dei prezzi competitivi che possono favorire il ripopolamento della città, invece di favorire solo le imprese di costruzione.

Inoltre – aggiunge Lapenna- gli esorbitanti prezzi delle case a Potenza non trovano alcuna giustificazione rispetto ai servizi ed alla qualità di vita che offre la città. Ed, infine, le famose royalties devono andare a vantaggio dell’intera comunità, altrimenti è inutile estrarre il petrolio se ciò significa solo inquinamento, deturpazione del paesaggio e maggiori rischi ambientali”. Lapenna conclude dicendo che “è improduttivo continuare sulla strada dell’adozione di misure che, come il Patto con i giovani, pongono particolare enfasi su di essi al fine di esaltare i talenti e lo spirito di iniziativa se poi non vengono offerti percorsi lavorativi e familiari più stabili”.

Fonte: Basilicatanet.it