Daily Archives: 10 luglio 2007

Acqua, la Puglia chiede aiuto alla Basilicata

Sarebbero necessari altri 1.500 litri al secondo. Intanto infuria lo scontro politico. Il capogruppo di Fi in Consiglio regionale, Rocco Palese, parla di «incapacità della Giunta Vendola». L’assessore pugliese alle Opere pubbliche, Onofrio Introna, arriva a chiedere l’aiuto del Padreterno: se piovesse sull’Irpinia…
BARI – L’immagine è di quelle che rimandano a tempi lontani: persone con taniche e damigiane in mano a rifornirsi d’acqua dalle autobotti. E non perchè c’è stata qualche rottura alla rete dell’acquedotto, ma semplicemente perchè l’acqua non c’è. L’emergenza idrica è una realtà a Taranto e provincia, ma lambisce Brindisi, e territori del brindisino e del leccese, e grava minacciosa anche sul resto della Puglia.

L’assessore pugliese alle Opere pubbliche, Onofrio Introna, non si sente di escluderlo e arriva a chiedere l’aiuto del Padreterno: se piovesse sull’Irpinia… Già, perchè è proprio da lì che nascono i problemi per la Puglia salentina. Nascono dalla mancanza o dalla scarsità di nevicate, mesi fa, sulle fonti irpine del Sele e del Calore, da dove traggono alimento i corsi d’acqua che arrivano nella Puglia meridionale.

Ed è proprio la lontananza nel tempo delle cause della siccità ad alimentare una polemica politica recente ma che ha già assunto toni roventi. Sono in molti infatti, sia dalla maggioranza sia dall’opposizione, a chiedersi come mai non si sia provveduto per tempo a ovviare o quantomeno a limitare i danni di una emergenza facilmente preventivabile.

Danni che possono essere riassunti così: mancano 1.500 litri d’acqua al secondo. Allora, polemiche a parte, come farvi fronte? “Abbiamo parzialmente mitigato questa perdita – dice Introna, che oggi ha partecipato a una riunione sull’emergenza idrica a Taranto – con altri prelievi dal Locone, dal Sinni, con l’attivazione di alcuni pozzi sempre in Puglia, ma la quantità da colmare di acqua è tanta”.

“In questo momento – aggiunge – stiamo facendo con l’Acquedotto pugliese la verifica sull’acqua di ulteriori pozzi per vedere se e quanti se ne possono attivare. Nello stesso tempo ho chiesto con urgenza la riunione del Comitato dell’acqua Puglia e Basilicata”.

L’organismo è composto dai segretari delle due autorità di bacino – Puglia e Basilicata – dai presidenti delle due Regioni (domani Introna sostituirà Vendola) e dai rappresentanti del ministero delle Infrastrutture. Il comitato si dovrebbe tenere domani in tarda mattinata a Potenza. In quella sede la Puglia chiederà alla Basilicata di avere almeno altri 250-300 litri al secondo. “Contiamo di avere risposte positive”, dice Introna.

“Quindi – riassume – dobbiamo vedere quanti pozzi riusciamo ad attivare, quanta acqua possiamo avere in più dalla Basilicata e poi una mano, la più importante, ce la può dare il Padreterno facendo piovere sull’Irpinia, dove sono le fonti del Sele e del Calore”. Gli altri invasi che alimentano il sistema idrico pugliese, nonostante la siccità, non sono messi poi così male, ma la portata dei canali è quella e la quantità d’acqua che è possibile attingere da essi non può aumentare di molto.

E mentre si lavora per risolvere il problema, si lavora anche sul versante delle inevitabili polemiche. Il capogruppo di Fi in Consiglio regionale, Rocco Palese, dice che “le grandi opere sono ferme per incapacità della giunta Vendola di programmare gli investimenti e snellire le procedure di approvazione dei progetti”. Ma anche dalla maggioranza non si usano toni più lievi: per il vicepresidente del consiglio regionale pugliese, Luciano Mineo (Ds), tarantino, “è intollerabile che nessuno si sia posto il problema prima che l’emergenza scoppiasse”. Per il deputato di Forza Italia Luigi Vitali, quanto sta accadendo “è scandaloso”.

9/7/2007

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

Al Sud il reddito è la metà

Nel 2006 il Mezzogiorno ha registrato un tasso di crescita del Pil dell’1,5%, pari a oltre quattro volte quello realizzato dal 2002 al 2005. Ma il reddito per abitante rimane ancora basso: quasi 17.000 euro al Sud, contro i 30.000 del Centro-Nord. Sono i dati che emergono dalle anticipazioni sul «Rapporto sull’economia del Mezzogiorno 2006» che verrà presentato dallo Svimez

ROMA – Un Mezzogiorno in ripresa, trainato da Molise, Basilicata e Sardegna, all’interno di un paese che cresce ma dove il Nord continua a fare la parte del leone.
E’ questa la fotografia che emerge dalle anticipazioni del Rapporto sull’economia del Mezzogiorno 2006, che verrà presentato a Roma domani, dove si punta anche il dito sul rischio che le riforme, se non portate avanti, mettano a serio repentaglio la crescita.

Nel 2006 il Sud è cresciuto dell’1,5%, con un incremento pari a oltre quattro volte quello realizzato dal 2002 al 2005, con una dinamica che però per il quarto anno consecutivo risulta inferiore del Centro-Nord.

Il PIL per abitante è rimasto a 16.919 euro, pari al 57,4% del Centro-Nord (29.459 euro), con una leggera riduzione del divario rispetto allo scorso anno. In termini di crescita, in testa alle regioni del Mezzogiorno il Molise (2,2%), seguito a pari merito da Basilicata e Sardegna (1,8%).

Quasi tutti i settori produttivi registrano segni positivi, anche se inferiori al Centro-Nord: industria a +1,5% (2,5% Centro-Nord), edilizia a +1,4%, servizi +1,3% (Centro-Nord 1,7%). Come per l’altra ripartizione, solo l’agricoltura continua la discesa iniziata negli scorsi anni (-4,1%) e in misura più forte che al Centro-Nord (dove si ferma a -2,4%).
La crescita è dovuta principalmente alla ripresa della spesa per consumi delle famiglie (+1,2%) e dal rilancio degli investimenti, saliti del 2,5%, con un incremento più che doppio rispetto al Centro-Nord (+0,6%).

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno