Daily Archives: 16 luglio 2007

No alle vigne al petrolio

Il Csail (Comitato per lo Sviluppo delle Aree Interne Lucane) condivide e sostiene la battaglia avviata da una cinquantina tra famiglie e ditte dell’area industriale di Viggiano per ottenere dall’Agip-Eni risarcimenti per danni provocati ad aziende agricole ed attività produttive.

Il Comitato – ricorda il presidente Filippo Massaro – già in passato si è occupato della vicenda, facendosi interprete delle proteste e delle rivendicazioni di numerosi agricoltori e piccoli operatori economici dell’area di Viggiano.

Come si ricorderà, battezzammo la “campagna di mobilitazione ed informazione“ con lo slogan “No alle vigne al petrolio”, per fotografare in maniera più incisiva – aggiunge – una situazione paradossale che vede produzioni agricole, per lo più vitigni, alberi da frutta, ortaggi pregiati, a pochi passi dal Centro Olii Agip e che risentono di fumi perenni, oleosi e odori nauseanti . E in alcuni casi coesistono con le attività petrolifere persino produzioni biologiche. Nel recente passato – continua il presidente del Csail – numerosi agricoltori sono stati costretti ad abbandonare le aziende senza ricevere dall’Agip-Eni nessuna forma di risarcimento malgrado le molteplici promesse. L’Eni-Agip , oltre al petrolio e metano del sottosuolo della Val d’Agri, ai cittadini del territorio rapina anche “l’aria per respirare”.

Per questo l’iniziativa rilanciata in questi giorni – a parere del Comitato – deve puntare ad inchiodare la compagnia petrolifera alle proprie pesanti responsabilità ma anche le istituzioni e gli organi preposti al controllo e al monitoraggio ambientale, tutt’ora latitanti, devono uscire allo “scoperto” perché le forme di inquinamento persistono.

Ci chiediamo in proposito quale ruolo svolgano le “famose” centraline di monitoraggio aria – acqua – terra perché i dati forniti nel bollettino quotidiano riferito all’aggiornamento della estrazione di barili di petrolio sulla qualità dell’aria e dell’acqua, diffuso dalla Regione, contiene data sempre rassicuranti che non ci convincono.

Altra rapina e altro bluff. Se facciamo riferiti agli ultimi dati, aggiornati al 13 luglio scorso, scopriamo che nell’area di Viggiano per l’aria i valori misurati (SO2, NO2, CO) sono al di sotto del limite definito dal DPR 203/88 e precedenti come per l’acqua (BOD, COD, Fenoli, Grassi) . Ma è sufficiente un giro in auto attraverso il nucleo industriale per vedere ad occhio nudo i “segni” dell’inquinamento e capire che i controlli sono vergognosamente “fasulli” . Il Csail chiede perciò un sopralluogo di esperti del Cnr o di istituti di ricerca che si occupano di problemi di impatto ambientale per una onesta e precisa verifica scientifica dei dati .

Villa d’Agri 14.07.2007
F. Massaro

Scenari di sviluppo, Basilicata avanti piano

Previsioni Unioncamere-Prometeia Il Centro Studi Unioncamere, in collaborazione con Prometeia S.p.A., ha pubblicato l’aggiornamento degli Scenari di sviluppo delle economie locali italiane.

“Lo studio – spiega il presidente di Unioncamere Basilicata, Pasquale Lamorte – evidenzia che la ripresa dell’economia italiana, avviata nel 2006, dovrebbe consolidarsi nel periodo 2007-2010. La nota dolente riguarda il Mezzogiorno, che appare caratterizzato da una dinamica di sviluppo meno vivace rispetto al Nord, soprattutto a causa dei trend meno performanti delle esportazioni. Il dato del Pil della Basilicata evidenzia una crescita, sia pure contenuta, che ci lascia ben sperare in merito alla ripresa in atto. Anche l’andamento dell’occupazione tra il 2007 e il 2010 mostra una performance in media migliore di quella meridionale. Non bisogna trascurare, tuttavia, i diversi segnali di una ripresa ancora frenata dell’economia del Mezzogiorno, che ci fa presagire la persistenza di un’Italia a doppia velocità”.

Basilicata

Pil
Per ciò che concerne la Basilicata, il Pil nel 2007 si manterrà in linea con quello meridionale (+1,7%), mentre nel 2008 verrà contrassegnato da una dinamica meno vivace (1,2% contro l’1,7% nazionale e meridionale). Nel biennio 2009-2010, l’evoluzione del PIL della Basilicata segna ancora una crescita più contenuta (1,3 nel 2009, 1,4 nel 2010, rispetto a 1,6 e 1,8 per il Mezzogiorno e 1,7 e 1,8 per l’Italia).

L’occupazione.
Ne 2007, a livello regionale l’occupazione mostra una dinamica più vivace in Molise (2,3%), Campania (1,7%), Basilicata (1,6%) e Abruzzo (1,5%), con performance superiori alla media del Mezzogiorno e dell’Italia.
Nel 2008 il Mezzogiorno si pone in linea con la media nazionale (0,8%), con le performance migliori che coinvolgono anche la Basilicata (1,2%).
Nel 2009-2010 il Mezzogiorno e il Nord Est evidenziano una crescita dell’occupazione lievemente migliore della media nazionale, con la Basilicata sostanzialmente in linea con il resto del Sud (+0,9% sia nel 2009 che nel 2010).

Tasso di disoccupazione.
I dati ISTAT indicano una discesa dell’indicatore, nel Mezzogiorno, di oltre 2 punti percentuali, passando dal 14,3% del 2005 al 12,2% dell’anno successivo. È opportuno segnalare, tuttavia, che nel 2006 l’area meridionale del paese, a differenza delle altre, è anche interessata da un incremento degli inattivi.
2007: per l’anno in corso si prevede un’ulteriore flessione del tasso di disoccupazione che a livello nazionale si porta attorno al 6,4% e all’11,7% nel Mezzogiorno. La Basilicata fa segnare il 10%. Nel triennio 2008-2010 tutte le regioni sono interessate da una progressiva discesa del tasso di disoccupazione. Le riduzioni di maggiore entità coinvolgono, tra gli altri, la Basilicata (9,6, 9,3, 9,2%, rispetto all’11,3, 11,1 e 10,9% del Mezzogiorno). Da notare tuttavia la persistenza di ampi divari a livello territoriale: nel 2010 le regioni che mostrano il tasso di disoccupazione più basso sono il Trentino Alto Adige (2,1%), la Valle d’Aosta e l’Emilia Romagna (entrambe 2,4%), mentre all’estremo opposto si trovano la Sicilia (12,0%), la Calabria (11,8%) e la Campania (11,7%).

Export
Sull’esportazione di beni verso l’estero, il segno della Basilicata è sempre negativo: -9,1% nel 2007, -7,4% nel 2008, -6,2% nel 2009 e –4,9% nel 2010. Un dato preoccupante se parametrato alle performances del Mezzogiorno (sempre crescente, in proiezione, tra il 2,2 e il 3,2%) e dell’Italia (tra il 3,7 e il 4%).

Clicca qui per visualizzare l’intero Rapporto completo di dati e tabelle nazionali e regionali

Fonte: Basilicat@press



Nuove risorse per imprese ambientali in Basilicata

La Regione ha firmato cinque nuove convenzioni nel settore ambientale, per «incentivi alla nuova imprenditoria nel campo della ricerca, dello sviluppo tecnologico e dell’innovazione»

La regione Basilicata ha firmato cinque nuove convenzioni nel settore ambientale, per «incentivi alla nuova imprenditoria nel campo della ricerca, dello sviluppo tecnologico e dell’innovazione in Basilicata», nella persona del dirigente generale del dipartimento regionale alla Cultura, Formazione e Lavoro, Teresa Lavieri.

Le cinque convenzioni rientrano nella misura «Ap 01» del Por Basilicata 2000 – 2006, e proseguono l’attività di una serie di iniziative in collaborazione con il Cnr (Meogeo), per la ricerca nel settore del risparmio energetico e della demotica per lo studio delle tecnologie (Enetech), per la creazione di sistemi informatici per la pubblica amministrazione e le piccole medie imprese (Open Consultino), per la realizzazione di siti web a costo contenuto (Tgh), e per la ricerca sulla biodiversità (Abd Monitoring).

«Gli obiettivi dell’Azione – hanno spiegato l’assessore alla Formazione e Lavoro, Antonio Autilio, e la dirigente generale, Lavieri – puntano a sviluppare il potenziale umano nei settori della ricerca, dello sviluppo tecnologico e dell’innovazione, agevolando la nascita di nuove imprese attraverso meccanismi di ‘spin-off’».

«L’azione è dunque finalizzata a stimolare la creazione di nuove aziende da parte di soggetti operanti, con differenti ruoli, nel mondo della ricerca, del trasferimento tecnologico e dell’innovazione, che intendono valorizzare economicamente i risultati delle attività alle quali hanno partecipato, nonché da soggetti esterni al mondo della ricerca in senso stretto, che intendono partecipare in qualità di soci apportatori di competenze complementari alle nuove iniziative imprenditoriali».

Fonte: Villagio Globale