Il consigliere dell’Udc interviene sul dibattito in consiglio sulla mozione di sfiducia
“Io ritengo che oggi si sia buttato non un sasso ma un macigno nello stagno della politica lucana e questo macigno, buttato dal centro destra ma certamente sull’onda di un malumore che attraversa l’intero centro sinistra, ritengo che debba avere un momento di ascolto e un punto di snodo a livello della politica lucana”.
È quanto ha dichiarato il consigliere dell’Udc, in Consiglio regionale, Vincenzo Ruggiero durante il dibattito sulla mozione di sfiducia presentata dal centrodestra. “Siamo dinanzi ad Giunta regionale che io ritengo affetta dalla ‘sindrome di Versailles’. Mentre si parla, si discute, si discetta, si filosofeggia c’è un popolo lucano che soffre. E questo esecutivo dà al popolo le brioche: gli slogan. Quindi, una riflessione va fatta insieme. Io ritengo che tutto questo derivi dalla mancata conoscenza dei problemi della gente, dalla decisione di rimandare sine die le problematiche e le emergenze della Basilicata. La mia non è un’enunciazione di principio, non è certamente di circostanza, ma un esortazione a fare un’analisi del “dramma Basilicata“, per capire quello che succede.
Un’operazione che se compiuta metterebbe in luce una Giunta che non sa cosa fanno gli Enti sub-regionali. Un esempio per tutti, oggetto di una mia interrogazione, quanto succede nell’ASL 4 e nell’ASL 5 dove si pratica il precariato esponenziale, si mandano a casa gli attuali occupati precari per fare altro precariato, mentre si dà un indirizzo nazionale alla lotta al precariato. Si ragiona in maniera schizofrenica. È chiaro che poi vengono fuori questi problemi, è chiaro che vengono fuori le lettere del dramma, è chiaro che abbiamo in Basilicata una generazione che tra i 20 e i 40 anni decide di andare via dalla regione”.
“Allora ha affermato Ruggiero – noi non possiamo ignorare che ci deve essere non l’antipolitica, ma certamente una politica democratica, partecipata. La Regione dovrebbe dare l’indirizzo, dovrebbe verificare. Ma ció non succede e gli Enti sono satrapie dove ognuno esercita un potere personale e probabilmente anche diverso rispetto agli indirizzi regionali.
Si è scelta la via dell’antidemocrazia. Non si dialoga con l’opposizione, si attua nell’amministrazione di questi Enti una diramazione di poteri che è legata piú a valutazioni di antidemocrazia. passato con la maggioranza. Quando succede questo non è antipolitica, è antidemocrazia. Allora noi dobbiamo ragionare, dobbiamo riflettere, perché quando il sistema diventa di questo tipo degenera e l’antipolitica travolge tutti.
Sono contento che finalmente si possa parlare con i verdi di emergenza ambientale perché probabilmente fino adesso avevano un bavaglio ambientale. Non vedevano l’emergenza Val Basento, non vedevano che ci sono percentuali di inquinamento in Val Basento che fanno inorridire e non vedevano che cosa succede all’Enea dove c’è una richiesta di un presidio di controllo su attività che ormai sono diventate misconosciute, dove abbiano macchine che da dieci anni sono usurate, dove ogni tanto si viene a sapere che c’è qualche fuoriuscita e nel frattempo la gente soffre, i drammi umani si susseguono. Quindi chiamo anche i Verdi alla loro coscienza ambientale alle battaglie, perché sono battaglie epiche”.
“Vorremmo conoscere – ha continuato Ruggiero – quali sono le politiche messe in atto in questo settore, dove pure abbiamo dovuto sopportare il termodistruttore Fenice. Noi non abbiamo la capacità di fare raccolta differenziata, non abbiamo la capacità di far sí che con il termodistruttore Fenice ci sia un rapporto quanto meno di correttezza, perché fanno pagare le nostre discariche per la raccolta differenziata del rifiuto secco.
E cosí succede che si caricano di spese i Comuni e nessuno fa niente. E poi si fa la politica per il terminale per la raccolta differenziata, ma non si fa una politica per la raccolta differenziata a monte. Quindi azioni schizofreniche, dove non c’è un’armonia, non c’è organicità, non c’è sistematicità ma solo disordine. Probabilmente qualcuno si chiede come mai con tanti proventi questa Basilicata non diventa una regione fiorente, come mai la nostra sanità non è quella da cliniche svizzere, come mai la popolazione soffre e ha un livello di povertà cosí elevato.
Quindi noi dobbiamo riflettere, dobbiamo cominciare a parlare di principi democratici e quando qualcuno parla di larga intesa, non significa partecipare al Governo, entrare nella reggia di Versailles. Si chiede solamente di ragionare sui problemi, di dire che degli enti devono discutere maggioranza ed opposizione perché non è la maggioranza o qualcuno della maggioranza che decide per tutti. Non puó essere questo”.
“A Vito De Filippo e alla nuova Giunta – ha concluso il consigliere – chiedo una nuova stagione di dialogo fondato sulla bella politica. Questo è quanto chiede l’opposizione e lo fa per uscire fuori dalla palude” .