Daily Archives: 24 luglio 2007

I costi delle prossime olimpiadi

Di Sabrina Barbante
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I Giochi Olimpici sono, da sempre, in particolare dopo lo strazio delle due grandi guerre, un momento per ricordare che c’è qualcosa che unisce gli uomini almeno nei loro intenti migliori.

Pochi potrebbero dubitare dell’importanza dello sport come momento di condivisione dei migliori ideali della specie umana.
Il 18 ottobre 2005, l’allora ministro degli esteri Gianfranco Fini, in occasione della risoluzione della tregua olimpica ribadiva l’universalità del messaggio olimpico: Fratellanza, uguaglianza, solidarietà, fair play, pace.

Il prossimo anno la fiamma olimpica brillerà di nuovo, con i suoi bagliori di pace, buoni propositi, insomma con il fuoco dello sport.
Come recita il sito di Radio Cina Internazionale,
È possibile discutere la peculiarità delle Olimpiadi di Pechino sotto diversi aspetti, tuttavia dal punto di vista dello sviluppo dello sport olimpico, il valore più evidente delle Olimpiadi di Pechino consiste nell’offerta di un grande palcoscenico al dialogo e all’integrazione tra le culture orientale e occidentale, importantissimi per lo sviluppo dello sport olimpico nel 21° secolo”.

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Sempre lo stesso portale spiega alcuni aspetti delle olimpiadi pechinesi:
Le Olimpiad di Pechino saranno organizzate nel paese con la maggiore popolazione del mondo, diffondendo gli ideali olimpici nel paese con un quinto della popolazione mondiale, innalzando così al massimo l’universalità dello sport olimpico”.


Fonte: italian.cri.cn/441/2006/10/26/ 124@67859.htm

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Ma come poter conciliare gli ideali olimpici con alcuni aspetti del paese in cui il fuoco olimpico sarà fatto brillare il prossimo anno?

In Cina, infatti, sono 68 i reati che prevedono la condanna a morte, tra cui traffico di droga, bigamia, pubblicazione di materiale pornografico, frode fiscale e svariati tipi di furto di cavi elettrici, di bestiame, di attrezzi agricoli. Il numero delle esecuzioni annuali è dell’ordine di milioni, a quanto dicono le organizzazioni umanitarie. Nessuno, nemmeno le Nazioni Unite, e desumo nemmeno i comitati organizzatori delle Olimpiadi, conoscono i numeri esatti del genocidio annuale nel paese del sol levante, a causa della segretezza relativa ad ogni genere di dato in uscita.

Si sa però che ogni imputato ha, dopo la condanna, meno di 10 giorni per ricorrere in appello; azione abbastanza complicata da compiere dal momento che non sempre viene riconosciuto il diritto alla difesa legale e che dal momento della sentenza di condanna sino all’esecuzione vera e propria i condannati restano talvolta tutto il tempo in catene.

Fonte: http://www.umanisti.it/karl/penamortemondo.htm

Ricordo di essermi trovata a Torino un mese prima dell’inizio delle ultime olimpiadi invernali e di aver trovato una città ancora sotto forma di cantiere a cielo aperto.
C’è da dire che si nota l’efficienza cinese nei preparativi per il grande evento, dal momento che ad un anno dall’inizio delle olimpiadi quasi tutto è pronto; impianti avveniristici e
400 ettari di terreno adibiti con impianti sportivi quali il Bird’s Nest, stadio la cui forma riproduce un nido, o il Water Cube, immenso stadio di nuoto, tutto per richiamare il rispetto e il contatto con l’ambiente. Tutti questi lavori a ritmi incalzanti e… costanti.

Costanti in tutti i sensi, dal momento che gli operai e i contadini che vengono prelevati dalle loro campagne per costruire il prossimo tempio dello sport internazionale lavorano in media 15 ore al giorno per sette giorni a settimana. I salari sono il corrispettivo di 20 centesimi di Euro l’ora.
A lavorare sono anche bambini (si parla dell’ordine di migliaia di unità), sottoposti allo stesso tipo di orari e salari, e senza guanti e protezioni per essere più svelti e produttivi. Loro sono principalmente impegnati a produrre cappelli, zainetti e oggettistica che porteremo felicemente a casa come ricordo del clamoroso evento, tutto col beneplacito e licenza ufficiale del Comitato Olimpico. (dati denunciati da Play Fair 2008).


Io credo che ancora una volta la maschera del Politically Correct, del Vogliamoci bene, messo in atto dalle autorità, sportive e non, sia servito a chiudere gli occhi su una serie di incresciosi cavilli inaccettabili per chi ama lo sport, o semplicemente da un senso ai diritti umani.
Io non credo che avrò il coraggio di seguire i prossimi giochi olimpici e ancor meno di regalare o acquistare articoli prodotti da chi non ha forse mai giocato a pallone; ma io non faccio testo.
Con l’inizio del delirio mediatico in concomitanza con l’evento, tutto verrà nascosto dai sorrisi dei vincitori e dai bagliori delle medaglie d’oro; dall’orgoglio degli stati che avranno più vincitori e dalla celeberrima frase l’importante è partecipare di chi comunque sarà stato protagonista.
Di sicuro non gli operai, non i bambini, non la Cina che soffre, non gli ultimi di questo paese.

Basilicata – Il grande lago di Monticchio è in vendita

Invito agli Enti locali per evitare che il lago torni ai privati data la modica cifra di vendita: 371mila Euro

L’Accademia Kronos Basilicata invita la Regione Basilicata e la Provincia di Potenza a tener pronta la mano sul portafoglio per l’acquisto per finalità pubblica ed a qualsiasi prezzo del Lago Grande di Monticchio, messo in vendita dalle Società Enel alla modica cifra di 371mila Euro.

Ciò al fine di scongiurare nuove compravendite da parte di privati di un patrimonio che è invece di tutti e che rischia di essere ri-privatizzato per un «piatto di lenticchie», così come testimonia l’acquisizione quasi gratuita dei territori delle acque minerali del Vulture da parte della multinazionale Coca Cola e come dimostrano recenti bandi pubblici di vendita su E-BAY da parte di altri possessori privati di particelle sul Lago Grande di Monticchio (Camping Europa).

I vari esponenti regionali, provinciali e comunali, sottolinea il comunicato dell’Associazione, molto solerti a rivolgersi al presidente Consiglio dei Ministro per derimere la «pietra dello scandalo» si sono guardati bene da evocare, nei loro comunicati, il parco regionale del Vulture rinviato «sine die» ormai da oltre 15 anni. Bene farebbero invece ad istituirlo da subito, secondo la perimetrazione che comprende 5 comuni che ha già avuto nella scorsa legislatura tutti i pareri di rito. Questo sicuramente metterebbe a sicuro i laghi di Monticchio ed il monte Vulture dall’assalto di venditori e banditori che di questi tempi affollano la nostra regione.

Fonte: Villaggio Globale



La Basilicata: il Texas nostrano

Mentre l’America punta sulle fonti energetiche alternative al carbone o al petrolio, l’Italia investe e punta sullo sfruttamento dei giacimenti! Forse non tutti sanno che il nostro paese ha una produzione petrolifera, come pure di gas naturale, che la classificano al quarto posto fra i paesi produttori europei.
Ciò non significa che possiamo alimentarci da soli, sarebbe impensabile. La produzione nazionale rappresenta circa il 7% del nostro consumo totale di petrolio, il rimanente 93% è importato dall’estero.

A questo punto sorge normale chiedersi per quale motivo il governo italiano continua ad autorizzare società come l’Eni a compiere trivellazioni sul nostro suolo (vedi la Basilicata) se poi il futuro dell’energia non è più il petrolio. Sulla questione potremmo imbatterci in un bel esempio di muro di gomma!
Le autorità politiche fanno promesse di ricadute economiche, di aumento dell’occupazione, ma se si cerca chi sono gli impiegati nei pozzi o nel Centro Olio della Basilicata, si scopre che vengono quasi tutti da fuori.
I pochi posti di lavoro creati per gli abitanti riguardano la nascita di categorie di trasportatori ed operai specializzati.

Nelle valli lucane dove risiede il giacimento on-shore più grande d’Europa si sta compiendo un forte disastro ecologico, fanno sapere gli ambientalisti. “Gli incidenti avvenuti con sversamento di petrolio” sostiene la Sos Lucania “hanno minacciato corsi d’acqua e inquinato terreni mai bonificati”.
Dai dati emerge che l’attività petrolifera non ha dato i risultati promessi, i paesi della Val d’Agri si stanno lentamente spopolando, le giovani menti stanno emigrando sempre di più.

Intanto la Regione Basilicata, ha siglato un accordo di “compensazione ambientale” con Total Italia, Esso Italia e Shell Italiana per lo sfruttamento del giacimento di gas e petrolio di Tempa Rossa, a Corleto Perticara, in provincia di Potenza.
Per cui a partire da quest’anno le compagnie petrolifere erogano alla Regione, come compenso per lo sfruttamento del territorio, un contributo per sponsorizzazioni pari a 250mila euro l’anno, per promuovere la cultura, il paesaggio e la storia della regione Basilicata nelle stazioni Total d’Italia e di tutta Europa. Si promuoverà, così, una zona sempre più spopolata, il cui meraviglioso parco rischia la distruzione. E intanto, il governo italiano guarda, pavoneggiandosi di possedere il suo oro nero!

L’Eni fa sapere che l’Italia può contare su 160 miliardi di metri cubi di gas e 733 milioni di barili di olio ancora da produrre. Equivarrebbero ad un consumo in Italia di 431 giorni. Però aggiunge, Paolo Scaroni, amministratore delegato Eni, che “per poter sfruttare al meglio queste riserve bisognerà investire circa 30 miliardi per l’esplorazione e la produzione, nel triennio 2007-2010.

L’Italia in questo modo investe nel passato, fa un lunghissimo passo indietro. Finanziare la produzione del petrolio nostrano è controproducente, perché l’energia del futuro non risiederà più su questo combustibile, occorre investire nella ricerca di realtà alternative nuove. C’è da chiedersi perché la Regione Basilicata non usa le entrate delle royalties (pari al 7% della vendita dell’olio e del gas prodotto) per finanziare questo tipo di ricerca anziché rifare, più volte nel corso di poco tempo, la pavimentazione di centri ormai disabitati.
Quindi mentre l’attività petrolifera prosegue sulla sua strada, in Italia si continuano ad ignorare le conseguenze, in termini di costi economici e sociali, che la stessa lascia sul suo cammino. Che “Bel Paese!”.

di Anna Ferrigno

Fonte: CCS News.it


Miss Italia: Basilicata

Francesca Merra di Lavello la nuova eletta ieri sera a Lagopesole, seconda classificata Imma Pironr, Terza Picchinenna Giuditta.

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Fonte: Basilicata News

Basilicata – Parte il turn-over degli addetti al settore forestale

Il termine di scadenza per la presentazione delle domande è fissato al 31 agosto 2007

Accelerazione sul fronte del turn-over della forestale. Saranno pubblicati il 26 luglio i bandi per il reclutamento del personale da avviare ai corsi di formazione.

Il provvedimento che sblocca il turn-over degli addetti al settore forestale è stato approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Formazione, Antonio Autilio, di concerto con l’assessore all’Ambiente, Vincenzo Santochirico.

Per l’anno in corso questa fase interesserà 400 addetti (di cui 202 di età inferiore a 40 anni e 198 di età superiore a 40 anni) suddivisi tra gli enti delegati alla forestazione (Province e Comunità Montane) e nell’ambito di queste suddivisi per Comune sulla base dei criteri a suo tempo stabiliti con Deliberazione del Consiglio regionale n. 98 del 2006 (segue elenco ripartizione). Sono previsti corsi di formazione della durata di 150 ore che si svolgeranno in uno dei comuni ricadenti nel territorio degli Enti delegati (Comunità Montana, Province) con rilascio dell’attestato di frequenza finale. Per essere ammessi i candidati devono possedere i seguenti requisiti: essere disoccupati od inoccupati alla data di presentazione della domanda di partecipazione; avere la residenza, da almeno un anno dalla data di pubblicazione del presente bando, nel Comune per cui si intende partecipare al presente bando; essere in possesso di idoneità fisica; aver assolto agli obblighi scolastici, non avere in atto la frequenza ad altre attività formative cofinanziate dal Fse; lavoratori che abbiano una età massima di 40 anni non ancora compiuti – aver effettuato almeno 15 giornate contributive in agricoltura nel biennio 2004-2005, o, in alternativa, essere in possesso di diploma di perito agrario, agrotecnico; lavoratori con età ricompressa tra i 40 anni compiuti ed i 55 anni compiuti – aver effettuato almeno 51 giornate contributive in agricoltura nel biennio 2004-2005, o, in alternativa, essere in possesso di diploma di perito agrario, agrotecnico. Il termine di scadenza per la presentazione delle domande è fissato al 31 agosto 2007. La selezione sarà effettuata in due fasi: la prima attraverso la valutazione dei titoli da parte delle commissioni; la seconda attraverso l’effettuazione del test professionale e motivazionale alla quale sarà ammesso un numero di candidati pari a quello previsto nei singoli interventi formativi maggiorato del 50% .

Il test verterà su tematiche attinenti le tipologie di lavoro forestale e le motivazioni del singolo candidato. Saranno avviati alle attività formative i candidati utilmente collocati in graduatoria, in ragione del numero di partecipanti previsti nei singoli interventi formativi, nel rispetto della ripartizione per età e per Comune. Al termine dell’attività formativa gli stessi 400 lavoratori saranno avviati al lavoro dagli enti delegati alla forestazione. “Si tratta – afferma l’assessore regionale alla Formazione, Antonio Autilio – di una straordinaria opportunità di specializzazione professionale che consentirà un collegamento diretto con il mondo del lavoro in uno dei settori strategici per lo sviluppo economico del territorio come la difesa dell’ambiente e dell’originale ecosistema della Basilicata. La formazione, in sostanza, intesa come porta di accesso diretta al mondo del lavoro. E in questa direzione intendiamo continuare a muoverci. In questo impegno saranno coinvolti gli enti di formazione chiamati a svolgere un ruolo di primaria importanza al fine di qualificare sempre di piú l’attività nel settore formativo e, nel caso specifico, del settore della forestale”. Esprime soddisfazione l’assessore regionale all’Ambiente, Vincenzo Santochirico, per il tanto auspicato avvio del turn-over degli addetti al settore forestale:

“Questo turn-over riveste una straordinaria importanza per tre ragioni. Sotto il profilo occupazionale offre un’importante opportunità anche per quel che riguarda il ringiovanimento della platea dei lavoratori forestali. In secondo luogo servirà a rendere piú efficaci gli interventi sul piano della tutela dell’ambiente. In terzo luogo ci consente di mettere in campo personale qualificato in modo da assicurare un vasto ventaglio di azioni sia sul fronte della prevenzione che su quello dello sviluppo agroforestale della regione”.

Soddisfatte anche le organizzazioni sindacali che stamani, in Regione, si sono confrontati con gli assessori Santochirico e Autilio proprio sull’avvio del turn-over. In particolare, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil presenti all’incontro hanno manifestato unanime apprezzamento per l’accelerazione impressa.

Fonte: ASG Media