Daily Archives: 15 agosto 2007

BASILICATA, MISS SATRIANO

Eletta MISS CINEMA a Satriano la 23 enne Anna Incoronata D’Angelomiss_inc_corona_satri

satriano_miss_123Seconda classificata V. Scandiffio, 19 anni, terza E. D’Aria di 19 anni, quarta N. D’Aiuto di 18 anni, quinta A. Raducci di 24 anni, sesta A. Barbieri di 24 anni. 25 le partecipanti di cui 6 mascotte e 19 aspiranti dai 17 ai 24 anni.

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Fonte: Basilicata News

BASILICATA, SAGRA DEL FAGIOLO

fagioli-mistiDa oltre un quarto di secolo un appuntamento all’insegna del gusto e della tradizione Tre giorni di festa – 17, 18 e 19 agosto – in onore di sua maestà il fagiolo, marchio IGP da 11 anni Al via la 26° Sagra del Fagiolo di Sarconi Dai primi al gelato, dalla pizza alle marmellate: uno stuzzicante percorso gastronomico in onore di una “star” della cucina italiana, il fagiolo IGP di Sarconi.

Tanti gli appuntamenti: inaugurazione il 17 con il sottosegretario Filippo Bubbico e il vescovo della Diocesi di Tursi-Lagonegro Francescantonio Nolè. Poi la presentazione in anteprima delle ricerche sul fagiolo condotte dal Consiglio nazionale per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura. E ancora mostre, artigianato locale, antichi mestieri, spettacoli di strada, musica, folklore. Per i più piccoli l’appuntamento è con il divertimento del laboratorio di Fagiolandia.

Il 18 a notte inoltrata la musica popolare degli Ethnos. Un mix intelligente di gastronomia e cultura, alla scoperta di uno di centri più suggestivi della Basilicata Ventisei candeline, una delle sagre più longeve d’Italia. Una kermesse di tre giorni – 17 e 18 agosto, con una gustosa “appendice” il 19 Agosto – tutta dedicata a “Sua Maestà” il Fagiolo di Sarconi, prodotto d’eccellenza della gastronomia lucana e italiana, una vera star nel settore, marchio Igp (Indicazione geografica protetta) da 11 anni, dal 1996. Nelle tre giornate dedicate a “Sua Maestà” il punto di partenza è sicuramente la gastronomia. Subito dopo arrivano i convegni, le tavole rotonde, le mostre, gli spettacoli di strada, la musica e il folclore. Tutto per la strada, tutto rigorosamente senza biglietto d’ingresso.

Tutto “ispirato” al fagiolo e al fascino semplice e genuino di un prodotto e di una comunità particolarmente effervescenti. Tutti per strada e tutti protagonisti in tre giornate di allegria. Tutti “inebriati” dalla presenza di Sua Maestà il Fagiolo, che in giro per il centro storico si concede ai suoi sudditi più fedeli. Rompendo gli schemi, come nell’accezione più profondamente mitica della festa, e familiarizzando con tutti, fino a tarda notte. Evento clou è il percorso tra le vie del suggestivo centro storico, per scoprire (aiutati dalle didascalie) tutte le 17 varietà ecotipiche del fagiolo locale, la loro storia e il loro legame antico col territorio, e lasciarsi guidare da una stella cometa del gusto ad assaporare tutte le pietanze, rigorosamente a base di fagiolo (dai primi alla pizza, dalle marmellate al gelato, dalla porchetta al pecorino), preparate ad arte dai ristoranti della zona. In ogni piazza, un antico mestiere: dalla lavorazione della ceramica a quella dei vimini al legno.

E ad ogni tappa, intrattenimento musicale, sempre diverso: dalla “pizzica” salentina alle zampogne alla musica folk lucana. fagioli-e-coriaIl 17 agosto al taglio del nastro saranno presenti il sottosegretario allo sviluppo economico Filippo Bubbico e il vescovo della Diocesi di Tursi-Lagonegro Francescantonio Nolè. Mentre nella seconda giornata a Sarconi arriverà il presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo. Ha garantito la sua presenza in una delle due giornate anche il presidente della Provincia di Potenza Sabino Altobello.

A riservare sorprese potrebbe essere la tavola rotonda organizzata dal C.R.A. (Consiglio nazionale per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura), dall’Università della Basilicata e dal Consorzio di tutela del fagiolo di Sarconi, a cui prenderà parte anche il presidente del C.R.A. Romualdo Coviello. Tema: “I fagioli di Sarconi Igp nel progetto Prom del C.R.A.”. Saranno illustrati i principali aspetti tecnico economici della coltivazione e in anteprima i risultati delle ricerche sui fagioli di Sarconi condotte nell’ambito del Prom (Progetto di ricerca per migliorare la competitività orticola in aree meridionali). Per i più piccoli l’appuntamento è con “Fagiolandia”: laboratorio didattico e artistico per divertirsi e imparare…con i fagioli. E il 18 a notte inoltrata il concerto del gruppo di musica popolare lucana “Ethnos”.

Il fascino discreto di un piccolo centro della Val D’Agri, il calore della gente, gli artisti di strada, la buona cucina, come quella di una volta, il piacere di una sagra paesana: la carta d’identità semplice di un evento che da qualche anno giunge ad ospitare, nelle tre serate, cinquantamila persone. “A Sarconi caschi sempre a fagiolo” “Il nostro punto di forza è il gusto: quello del fagiolo, la star della nostra sagra, e quello della nostra comunità, l’odore delle nostre stradine, il sapore e il calore della nostra gente”, spiega Giovanni Tempone, presidente della ProLoco, che è un po’ il capitano di una formazione affiatata di giovani e meno giovani che ogni anno si lanciano armi e bagagli nell’organizzazione della Sagra.

Ma la sagra è anche un volano: “Il trampolino di lancio per farci conoscere ed apprezzare – dice il sindaco di Sarconi Cesare Marte fagioli-2- quella di Sarconi e della Val D’Agri è una realtà piena di storia, natura e cultura. Dove, per restare in tema, caschi a fagiolo tutto l’anno, non solo durante la sagra”. Pillole di storia Il fagiolo di Sarconi ha una storia antica. Non si sa di preciso quando arrivò in ValD’Agri, questo legume che venne in Europa sulle navi dei conquistatori del Nuovo Mondo, ma a partire dal Settecento la coltivazione in agro di Sarconi è ampiamente documentata. Componente fondamentale della dieta delle popolazioni lucane perché ricco di proteine, carboidrati, vitamine e minerali ma povero di grassi, il fagiolo è da sempre il “pane dei poveri”. Oggi conosciuto nelle mense di mezzo mondo, il fagiolo di Sarconi ha una caratteristica particolare: la cottura “a prim’acqua”, perché cuoce presto.

Fonte: Basilicata News

A Potenza in scena i Templari

Secondo un documento non riconosciuto dalla storiografia ufficiale, e in possesso di una famiglia calabrese, Ugo de Pagani è stato il primo cavaliere templare italiano, nato in Basilicata, a Forenza
POTENZA - Va in scena il giorno di Ferragosto alle ore 21,30, in piazza Duomo, a Potenza, lo spettacolo “I Templari. Ultimo atto” della Compagnia “Schegge di Mediterraneo” di Genova, con Paolo Graziosi, premio Eti (Ente teatrale italiano) 2006, nella parte di Jacques de Molay, l’ultimo maestro dell’Ordine.

Tra gli altri attori vi sono anche Orlando Cinque che interpreta i ruoli di Filippo IV, detto “Il Bello”, Ugo dei Pagani, fondatore dell’Ordine, e Guglielmo di Nogaret, consigliere del re e Marco Avogadro nelle vesti di papa Clemente V, san Bernardo di Chiaravalle, il padre spirituale di Ugo, e il vescovo Filippo di Marigny.
La regia è di Consuelo Barilari e il testo è stato scritto da Gian Piero Alloisio, autore di Giorgio Gaber e marito di Simonetta Cerrini, studiosa medievale cui è stata affidata la consulenza storica.

Lo spettacolo, già in scena a Lagopesole di Avigliano (Potenza) nei giorni scorsi e stasera a Melfi (Potenza), ripercorre l’ultima ora e mezza di vita in prigione di Jacques de Molay, nella notte tra il 17 e 18 marzo 1314, quando decide di farsi bruciare in un rogo, dopo aver scoperto che il Papa non avrebbe fatto niente per salvare l’Ordine più ricco e potente dell’Europa medievale, quello dei Templari, dal potere avverso del re Filippo IV.

In questi 90 minuti, sospeso tra la vita e la morte, il maestro dell’Ordine racconta a una barbiera, andata in cella per tagliargli i capelli secondo l’usanza templare, le origini e le speranze di Ugo dei Pagani e di San Bernardo.

Secondo un documento non riconosciuto dalla storiografia ufficiale, e in possesso della famiglia calabrese Amarelli, Ugo de Pagani è stato il primo cavaliere templare italiano, nato in Basilicata, a Forenza, dove la compagnia genovese ha messo in scena lo spettacolo l’anno scorso.

“Si tratta – ha detto la regista Barilari in una conferenza stampa – di un evento, il cui intento non è quello di fare una ricostruzione storica dell’Ordine dei Templari, ma di realizzare un lavoro innovativo agganciato alla storia medievale, con l’utilizzo di tecnologie e allestimenti moderni, danze contemporanee e proiezioni reinventate sui monumenti esistenti sulla scena. L’obiettivo – ha continuato – è di far rinascere un personaggio moderno come Ugo de Pagani, alla ricerca dei valori perduti in un contesto storico caratterizzato dal difficile rapporto tra l’uomo e il sacro”.

L’evento rappresenta l’anteprima, e allo stesso tempo l’ultima tappa in Basilicata, del più ampio progetto integrato di turismo, teatro e arte, denominato “Templari. Cultura e territorio”, finanziato dalla Regione Basilicata nell’ambito degli Accordi di Programma quadro per l’estate 2007.

14/8/2007

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

Basilicata, Venosa contro Corona: "Non lo vogliamo"

Basilicata, Venosa contro Corona: "Non lo vogliamo"

Il Consiglio comunale di Venosa (Potenza) ha approvato all’unanimità un ordine del giorno con il quale si definisce “inopportuna” la partecipazione di Fabrizio Corona alla “Notte bianca”, organizzata dalla Pro Loco nella città lucana per il 28 agosto, quando il fotografo dovrebbe ritornare per la prima volta in Basilicata per assistere alla finalissima regionale di Miss Italia.

Nelle settimane scorse, un gruppo di studenti venosini aveva avviato una raccolta firme contro l’arrivo del fotografo dei vip che, nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta Vallettopoli fu arrestato lo scorso 12 marzo. Nel carcere di Potenza – città che dista 66 chilometri da Venosa e dalla quale sono partite le indagini coordinate dal pm Henry John Woodcock – Corona ha trascorso 33 giorni.

Le firme raccolte sono state quasi tremila (2.727, hanno evidenziato i promotori del manifesto ‘La cultura contro la volgarita) e, alla fine, il Consiglio comunale ha espresso un “parere contrario” all’arrivo di Corona. Ma il presidente della Pro Loco, Michele Duino, ha ribadito che “non è possibile tornare indietro. Nella notte tra il 28 e il 29 agosto – ha detto – intorno alle ore 1.30, Corona salirà sul palco di piazza Castello e risponderà alle domande dei giornalisti.

Fonte: Repubblica.it