Da oltre un quarto di secolo un appuntamento all’insegna del gusto e della tradizione Tre giorni di festa – 17, 18 e 19 agosto – in onore di sua maestà il fagiolo, marchio IGP da 11 anni Al via la 26° Sagra del Fagiolo di Sarconi Dai primi al gelato, dalla pizza alle marmellate: uno stuzzicante percorso gastronomico in onore di una “star” della cucina italiana, il fagiolo IGP di Sarconi.
Tanti gli appuntamenti: inaugurazione il 17 con il sottosegretario Filippo Bubbico e il vescovo della Diocesi di Tursi-Lagonegro Francescantonio Nolè. Poi la presentazione in anteprima delle ricerche sul fagiolo condotte dal Consiglio nazionale per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura. E ancora mostre, artigianato locale, antichi mestieri, spettacoli di strada, musica, folklore. Per i più piccoli l’appuntamento è con il divertimento del laboratorio di Fagiolandia.
Il 18 a notte inoltrata la musica popolare degli Ethnos. Un mix intelligente di gastronomia e cultura, alla scoperta di uno di centri più suggestivi della Basilicata Ventisei candeline, una delle sagre più longeve d’Italia. Una kermesse di tre giorni – 17 e 18 agosto, con una gustosa “appendice” il 19 Agosto – tutta dedicata a “Sua Maestà” il Fagiolo di Sarconi, prodotto d’eccellenza della gastronomia lucana e italiana, una vera star nel settore, marchio Igp (Indicazione geografica protetta) da 11 anni, dal 1996. Nelle tre giornate dedicate a “Sua Maestà” il punto di partenza è sicuramente la gastronomia. Subito dopo arrivano i convegni, le tavole rotonde, le mostre, gli spettacoli di strada, la musica e il folclore. Tutto per la strada, tutto rigorosamente senza biglietto d’ingresso.
Tutto “ispirato” al fagiolo e al fascino semplice e genuino di un prodotto e di una comunità particolarmente effervescenti. Tutti per strada e tutti protagonisti in tre giornate di allegria. Tutti “inebriati” dalla presenza di Sua Maestà il Fagiolo, che in giro per il centro storico si concede ai suoi sudditi più fedeli. Rompendo gli schemi, come nell’accezione più profondamente mitica della festa, e familiarizzando con tutti, fino a tarda notte. Evento clou è il percorso tra le vie del suggestivo centro storico, per scoprire (aiutati dalle didascalie) tutte le 17 varietà ecotipiche del fagiolo locale, la loro storia e il loro legame antico col territorio, e lasciarsi guidare da una stella cometa del gusto ad assaporare tutte le pietanze, rigorosamente a base di fagiolo (dai primi alla pizza, dalle marmellate al gelato, dalla porchetta al pecorino), preparate ad arte dai ristoranti della zona. In ogni piazza, un antico mestiere: dalla lavorazione della ceramica a quella dei vimini al legno.
E ad ogni tappa, intrattenimento musicale, sempre diverso: dalla “pizzica” salentina alle zampogne alla musica folk lucana.
Il 17 agosto al taglio del nastro saranno presenti il sottosegretario allo sviluppo economico Filippo Bubbico e il vescovo della Diocesi di Tursi-Lagonegro Francescantonio Nolè. Mentre nella seconda giornata a Sarconi arriverà il presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo. Ha garantito la sua presenza in una delle due giornate anche il presidente della Provincia di Potenza Sabino Altobello.
A riservare sorprese potrebbe essere la tavola rotonda organizzata dal C.R.A. (Consiglio nazionale per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura), dall’Università della Basilicata e dal Consorzio di tutela del fagiolo di Sarconi, a cui prenderà parte anche il presidente del C.R.A. Romualdo Coviello. Tema: “I fagioli di Sarconi Igp nel progetto Prom del C.R.A.”. Saranno illustrati i principali aspetti tecnico economici della coltivazione e in anteprima i risultati delle ricerche sui fagioli di Sarconi condotte nell’ambito del Prom (Progetto di ricerca per migliorare la competitività orticola in aree meridionali). Per i più piccoli l’appuntamento è con “Fagiolandia”: laboratorio didattico e artistico per divertirsi e imparare…con i fagioli. E il 18 a notte inoltrata il concerto del gruppo di musica popolare lucana “Ethnos”.
Il fascino discreto di un piccolo centro della Val D’Agri, il calore della gente, gli artisti di strada, la buona cucina, come quella di una volta, il piacere di una sagra paesana: la carta d’identità semplice di un evento che da qualche anno giunge ad ospitare, nelle tre serate, cinquantamila persone. “A Sarconi caschi sempre a fagiolo” “Il nostro punto di forza è il gusto: quello del fagiolo, la star della nostra sagra, e quello della nostra comunità, l’odore delle nostre stradine, il sapore e il calore della nostra gente”, spiega Giovanni Tempone, presidente della ProLoco, che è un po’ il capitano di una formazione affiatata di giovani e meno giovani che ogni anno si lanciano armi e bagagli nell’organizzazione della Sagra.
Ma la sagra è anche un volano: “Il trampolino di lancio per farci conoscere ed apprezzare – dice il sindaco di Sarconi Cesare Marte
- quella di Sarconi e della Val D’Agri è una realtà piena di storia, natura e cultura. Dove, per restare in tema, caschi a fagiolo tutto l’anno, non solo durante la sagra”. Pillole di storia Il fagiolo di Sarconi ha una storia antica. Non si sa di preciso quando arrivò in ValD’Agri, questo legume che venne in Europa sulle navi dei conquistatori del Nuovo Mondo, ma a partire dal Settecento la coltivazione in agro di Sarconi è ampiamente documentata. Componente fondamentale della dieta delle popolazioni lucane perché ricco di proteine, carboidrati, vitamine e minerali ma povero di grassi, il fagiolo è da sempre il “pane dei poveri”. Oggi conosciuto nelle mense di mezzo mondo, il fagiolo di Sarconi ha una caratteristica particolare: la cottura “a prim’acqua”, perché cuoce presto.
Fonte: Basilicata News