Archive del 30 agosto 2007
L’economist afferma: la malavita organizzata si sta insediando in Basilicata
Il paesaggio è lo stesso di quello descritto da Carlo Levi “Cristo si è fermato ad Eboli“ nel libro censurato da Mussolini nel 1935 : colline grigie aride che cadono a picco su una valle percorsa dal fiume Agri.
Molte cose però sono cambiate da quella data: l’estrema povertà diffusa di allora non c’è più, Aliano ha adesso acqua, elettricità, scuole e strade. La malaria è stata sconfitta 50 anni or sono.
Ma tutto intorno ci sono regioni in cui la criminalità organizzata ancora è fortemente presente: in Puglia la SCU (Sacra Corona Unita), in Campania la Camorra e in Calabria la ‘Ndrangheta, la peggiore delle organizzazioni criminali attualmente esistenti.
Misure speciali sono state adottate per fermare le infiltrazioni mafiose, ma l’arrivo del denaro ha portato un indotto di denaro pubblico che fa comodo alle organizzazioni mafiose.
Alle organizzazioni criminali però non interessano solo i soldi del petrolio e del turismo litoraneo: altri interessi provengono dai finanziamenti del terremoto del 1980; altro target sono i finanziamenti dell’Unione Europea dati alle aziende lucane.
Ma qualche sospetto era già nell’aria: il 6 agosto un giudice di Potenza ha ordinato la sospensione di otto funzionari che avevano come obiettivo quello di controllare i progetti per le sovvenzioni della comunità europea.
Luigi de Magistris, un magistrato Calabrese che ha scosso la Basilicata con le sue indagini, ha affermato con timore: “C’è un virus, ma non l’anti virus, c’ è collusione tra uomini d’affari e politici di tutti gli schieramenti, e all’interno di chi è lo Stato ci sono anche quelli che sono l’anti stato”.
Via: Economist
Articoli correlati
L’acqua e la Basilicata: un problema che si comincia a sentire
Solo alcune settimane fa l’accordo tra Regione Basilicata e Regione Puglia per la fornitura di una quantità supplementare di acqua a tutte le utenze del Salento afflitte da una siccità diffusa.
Ed arriva ora la notizia che ora l’emergenza si è spostata anche in Val d’Agri: la Cia (confederazione italiana agricoltori) ha chiesto la creazione di un coordinamento d’emergenza per far fronte ad una carenza idrica e disporre così misure in grado di garantire un quantitativo superiore ai 40-45 litri in più al secondo annunciati dall’Aato (autorità d’ambito territoriale ottimale).
Altra priorità fondamentale è quella di accelerare il processo di riordino degli enti di gestione delle risorse idriche.
L’importante al momento è quello di salvare il salvabile senza perdere tempo: l’importante è far arrivare una quantità maggiore di acqua senza danneggiare comunque altre coltivazioni.


Valdagri.net su Facebook







