Monthly Archives: settembre 2007

Il WWF promuove una "LUCANIA NO OIL" per il futuro

Questa è la nuova campagna lanciata dal WWF per difendere la Val d’Agri. A parlarne è il Presidentre del WWF Basilicata V. Mazzilli che spiega come l’impatto dell’ estrazione petrolifere sia già molto alto in questa valle, e date le richieste delle multinazionali, si potrebbe arrivare a livelli insostenibili per il territorio e per la popolazione. Ormai è sotto l’occhio di tutti che il Petrolio non ha cambiato in meglio la vita degli abitanti della valle, tanto che i tassi di emigrazione sono rimasti gli stessi della fine degli anni ottanta, prima del Boom Petrolifero. La questione petrolio che tanto potrebbe fare per queste terre sotto il punto di vista economico è stata e continua a essere gestita male, tante chiacchiere e tanti progetti mai realizzati. Abbiamo bisogno di fatti e di una politica più seria che si occupi di questo argomento.

“La Basilicata, con i due giacimenti in Val d’Agri e Val Camastra ha già abbondantemente dato il suo contributo alla bolletta energetica nazionale, sacrificando porzioni importanti del proprio territorio all’industria petrolifera”, ha dichiarato Vito Mazzilli, presidente regionale del WWF, “estendere le attività delle compagnie petrolifere ad ulteriori territori significa compromettere irrimediabilmente le possibilità di sviluppo, qualunque tipo di sviluppo, della Basilicata.”

“L’industria petrolifera”, ha aggiunto Luigi Agresti, responsabile del programma mediterraneo del WWF per l’Italia meridionale, “è infatti un’attività ad alto impatto ambientale, in tutte le sue fasi, di ricerca, di coltivazione, di trasporto e di raffinazione, con gravi rischi relativi all’inquinamento atmosferico (emissioni di azoto, idrocarburi, biossido di zolfo ), all’inquinamento delle falde idriche, al dissesto idrogeologico, al rischio sismico, senza dimenticare le problematiche relative allo smaltimento dei rifiuti e gli impatti sulla biodiversità.”

Il WWF fa anche riferimento ai rischi per la salute, sembra che in Val d’Agri siano in aumento i casi di tumori e leucemie, così come succede in altre zone interessate dall’estrazione e dalla lavorazione di idrocarburi, a Gela sono infatti decine le morti sospette, centinaia le malformazioni che l’inchiesta giudiziaria dovrà accertare in che misura dipendenti dall’attività del petrolchimico. Casi analoghi si sono verificati ad Augusta e Priolo in Sicilia, a Ravenna, e qui l’elenco potrebbe continuare a lungo.

Altro problema molto importante è il rischio di inquinamento delle acque, di recente l’ Ing. Philippe Pallas, consulente ONU per la valutazione delle risorse idriche, in una sua dettagliata relazione sugli impatti ambientali del programma di esplorazione e di sfruttamento di gas in Val di Noto, in cui emergono numerosi e significativi punti di criticità in pregiudizio del territorio e della comunità insediata, evidenzia gli impatti già in fase di ricerca delle attività sulle acque sotterranee con il rischio di sparizione di sorgenti, rischi di impatti che aumentano decisamente nella fase di trivellazione anche in relazione alla dispersione in superficie di tutti i detriti e rifiuti di perforazione. Nella relazione vengono inoltre riportati diversi esempi di inquinamento delle acque dovute alle attività petrolifere e si sottolinea che la stessa “Environmental Protection Agency” , l’agenzia di protezione ambientale degli Stati Uniti, ha pubblicato migliaia di pagine sui problemi di inquinamento e di rischi ambientali legati alla ricerca ed allo sfruttamento del gas naturale.

A rafforzare la netta posizione del WWF contro le attività petrolifere è anche il bilancio di quasi vent’anni di attività petrolifera in Val d’Agri. E’ utile in tal senso ricordare il titolo di un articolo apparso sulla stampa i giorni scorsi: “Val d’Agri, una valle di dolore e delusione”. Nell’articolo si evidenzia che nell’area, nonostante le grandi aspettative generate dalla presenza dell’ENI, la disoccupazione aumenta, così come il malessere sociale si diffonde

Ciò nonostante le nuove richieste della Shell oggi sono all’attenzione dei comuni e della Regione. Non solo ma sul Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi e della Geotermia n. 10 del 31 ottobre 2006 sono stati pubblicati le nuove istanze di permesso di ricerca di idrocarburi in Basilicata: esse sono 19 a cura di tutte le maggiori compagnie petrolifere del pianeta ( Italmin petroli, Fina, Mobil, Enterprise, British Gas, Esso, Gas Plus, Jkx, Aleanna Resorces, Celtique petroleum, Consul Service,Mac Oil, Indipendent solutions, Edison Gas, Intergas Più, Petrorep,Gas Natural Vendita Italia, Vega Oil) ed interessano ben il 50 % del territorio regionale. Aggiungendo a quanto sopra il progetto per lo stoccaggio del gas in Val Basento della Geogasstock, ne vien fuori un progetto di Basilicata come grande campo petrolifero che forse qualcuno da tempo sta perseguendo e che la politica regionale sta avvallando.

Mentre il resto del mondo discute dei piani di adattamento alle modificazioni climatiche promuovendo uno sviluppo razionale delle fonti rinnovabili, la Basilicata punta sugli idrocarburi fossili, guardando inspiegabilmente al passato; mentre ovunque in Italia cittadini ed amministratori si oppongono decisamente a nuove incursioni delle compagnie petrolifere, come in Val di Noto in Sicilia ed in Toscana, in Basilicata si rischia nell’indifferenza generale di destinare il 50% del territorio all’industria più inquinante del pianeta.

Il WWF pertanto lancia la campagna“Lucania No Oil: Stop alle trivelle in Basilicata”,
e chiede:

  • agli amministratori regionali, a cominciare dall’Assessore regionale all’Ambiente Santochirico, e agli amministratori comunali di non autorizzare alcun ulteriore progetto di ricerca di idrocarburi , rinunciando alla lusinga di facili guadagni , che si sono già rivelati solo miraggi , e che al contrario individuino ben altre misure di sviluppi per i propri territori;
  • ai cittadini di documentarsi bene sulle implicazioni dell’industria petrolifera e di fare sentire la propria voce contraria agli amministratori;
  • ai singoli cittadini, alle associazioni , alle forze politiche di aderire alla Campagna promovendo iniziative di sensibilizzazione evitando che decisioni così importanti per il futuro siano prese in poche stanze senza coinvolgimento delle forze sociali.
E’ vergognoso che dopo quasi vent’anni in Basilicata non sia stato ancora istituito un’ ente di ricerca che si occupi di monitorare la qualità ambientale della valle, e l’impatto della coltivazione di Idrocarburi sulla salute pubblica e su tutte le risorse primarie del territorio. E’ vergognoso!!!

Fonte: Geaton



La Basilicata si mobilita per Luigi De Magistris

Contro l’iniziativa di Clemente Mastella di chiedere al C.S.M. il trasferimento del PM di Catanzaro Luigi De Magistris che indaga sul presunto “Comitato di Affari” in Basilicata, il Comitato “Cittadini Attivi” organizza per Sabato 29 Settembre a Matera una grande manifestazione di protesta contro la decisione del Ministro della Giustizia.

Bernalda, 24 settembre 2007
il Comitato “Cittadini Attivi”

Foto: Melitoonline



MARSICONUOVO: La comunità saluta “Suor Franca”

Dopo dodici anni di permanenza nel nostro territorio la nostra amata Suor Franca, nell’obbedienza di ordini superiori, partirà alla volta della città di Cosenza.

Sabato sera presso il salone di San Francesco i ragazzi dell’oratorio hanno organizzato un piccolo ricevimento volto ad esprimere la loro gratitudine per il lavoro da lei svolto in questi lunghi anni.

La carriera di Suor Franca parte da Tirano, cittadina situata al centro della Valtellina sul confine con la Svizzera, prosegue nell’Agrigentino per dodici anni a cui seguirono tre anni passati nella Locride e infine l’arrivo nel nostro paese. Quella ventura, dunque, non sarà la prima esperienza nella regione Calabria, ciò spiega la serenità d’animo che emerge dalle sue parole nonostante l’amarezza di doversi allontanare, non per sua volontà, da un territorio nel quale si era perfettamente integrata.

“Lì mi occuperò degli immigrati, dei nomadi e dei diversamente abili” dice, e noi siamo sicuri che lo farà con la stessa grande forza d’animo e coraggio con il quale ha affrontato le nostre problematiche.

Il ricordo più bello dei nostri concittadini legato a suor Franca è sicuramente quello dell’oratorio feriale estivo.

Giunta la belle stagione tutti i ragazzini, dai 6 ai 18 anni, accorrevano all’ombra del campanile della cattedrale per trascorrere insieme le calde mattinate e i caldi pomeriggi d’estate. Li infatti accolti dal sorriso e dalla dolcezza delle nostre suore si cantava, si giocava si ricamava ma soprattutto si cresceva insieme maturando quella sensibilità tipica di chi ama la vita di gruppo.

L’oratorio e le suore hanno dato a tutti i ragazzi, che spontaneamente l’hanno frequentato, una formazione cristiana e ci hanno aiutato a crescere donandoci giorni indimenticabili (come le gite in piscina) che tutti noi ricordiamo con molta gioia.

A questi ragazzini, e non solo, suor Franca ha donato tutte le sue energie e il suo lavoro.

Ormai è storia recente che è sotto gli occhi di tutti: il passaggio di ogni suora o parroco che sia, lascia nell’animo di una comunità profondi segni, apparentemente diversi, ma sempre carichi di valenze cristiane e sociali.

A lei rivolgiamo un sentito ringraziamento per tutto il lavoro prestato presso la nostra comunità e l’augurio di Marsico e mio personale che in questa città la nostra suor Franca possa trovare tanto amore e accoglienza.

M.T. Fiore



Continua il presidio all’ospedale di Policoro

Cittadini, Istituzioni, Sindaci, Sindacati … CI SIETE?

Cinque Sindaci su diciassette dell’area sanitaria ASL 5, direttamente o indirettamente, si sono avvicinati in data 20 settembre al problema dei lavoratori precari licenziati e in presidio permanente davanti all’ingresso dell’ospedale civile di Policoro (Matera).

Per il resto regna sovrana l’indifferenza: della popolazione in generale, delle Pubbliche Istituzioni, dei Politici (già in fibrillazione per le prossime consultazioni elettorali), dei Sindacati (rappresentati dalle sole bandiere e stendardi che saranno dati alle fiamme se non si muoverà nulla), delle Autorità scolastiche (tra gli alunni vi sono anche i figli di questi operai in pena) e delle Autorità religiose (ma Gesù non ha detto: “Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia perché saranno saziati”)?

Qualche personaggio ha ventilato l’ipotesi di una denuncia istituzionale a questi operai (molti dei quali facenti parte di nucleo mono-familiare con figli a carico), per aver indotto i loro figli a disertare la scuola per fare loro compagnia nella civile protesta, e la eventuale conseguenza della sottrazione dei figli alla propria tutela.

Questa indegna proposizione si chiama “terrorismo psicologico”, ancora in atto in Paesi sotto regime nel Terzo Mondo.. Ma forse è meglio pensare che una cultura del genere possa conciliarsi con la logica del tiranno feudale che imponeva al popolo dominato e intimorito lo “jus primae noctis” senza scampo per chi osasse ribellarvisi.

E’ questo il modo di stare nell’Europa Unita? Forse a Scuola non si insegna più che la sovranità, in democrazia, appartiene al popolo, e l’esercizio del potere appartenente al popolo deve svolgersi come servizio per i suoi interessi e per il suo benessere.

Altro che terrorismo e minacce! E che dire della sudditanza della stampa alle esigenze e alle strategie di questo malaffare politico e amministrativo? E’ una vergogna che in una pagina di cronaca locale si siano riempite colonne per “spacconate notturne”, e si sia lasciato un angolino per ricordare la sofferenza e l’umiliazione vissute dagli operatori sanitari licenziati per assurde logiche di malasanità. Ma l’aspetto più grave di tutta la faccenda è il silenzio istituzionale intorno al problema. Non può chiamarsi “civiltà” o “cultura” un atteggiamento di isolamento di questi operai indifesi.

Le baronie politiche o amministrative stanno vacillando sotto i colpi di una crescente condanna di gestioni pubbliche quantomeno <> al popolo.

Ma il popolo saprà difendersi con dignità per superare l’effetto di tanta indifferenza. Un “Grillo parlante” sta svegliando le coscienze per respingere ciò che, per analogia, potremmo ritenere una difesa legittima contro nuove forme di tirannia barbarica!

Bernalda, 22 settembre 2007
il Comitato “Cittadini Attivi”



L’acqua? Un bene prezioso!

Sul sito dell’Aato, all’interno della sezione news e comunicazioni, è stato pubblicato un bando davvero interessante riguardante l’educazione ambientale e l’uso corretto dell’acqua.

Il bando, rivolto alle scuole primarie della Basilicata, contiene le indicazioni per partecipare al progetto “La scuola, i bambini e l’acqua” e si rivolge alle Direzioni didattiche e agli Istituti comprensivi.

Ogni scuola potrà presentare massimo un progetto riguardante il tema dell’acqua: gli alunni della quarta e della quinta elementare potranno quindi dare libero sfogo alle loro idee sfruttando i più moderni mezzi di comunicazione: testi di giornalismo, poesia, manifesti, fumetti, poster, videoclip…

I temi dei ragazzi dovranno essere consegnati all’Ufficio scolastico regionale entro il 5 novembre p.v.

Maggiori informazioni potranno essere ottenute dal sito dell’Aato.



Parere favorevole della Conferenza Unificata. L’istituzione prosegue…

Ieri la Conferenza Unificata al quale partecipavano Governo, Regioni, Province, Comuni e Comunità Montane, ha dato parere favorevole all’unanimità sull’istituzione del Parco Nazionale della Val d’Agri – Lagonegrese. Questo è il 24° parco Nazionale d’Italia, e secondo una nota del Ministro dell’Ambiente si tratta di una avvenimento fondamentale;

“un passo importante che ci avvicina alla conclusione dell iter istitutivo di un parco nazionale che tutelerà’ una zona molto importante e delicata del nostro Paese”. Inoltre il ministro aggiunge: ”ora verra’ subito predisposto il testo del decreto che mi auguro potrà’ avere al Più’ presto il via libera definitivo dal Consiglio dei ministri’. Numerose sono già le dichiarazioni di esponenti politici e ambientalisti, alcuni entusiasti, altri assolutamente convinti che questo Parco diventi l’ennesimo carrozzone ambientale che graverà su di un territorio già pieno di problemi.

Secondo il Presidente Vito De Filippo “La conclusione positiva della fase istruttoria per l’istituzione del Parco conferma la validità della linea portata avanti dalla Regione Basilicata, che, con determinazione, ha stabilito autorevoli relazioni istituzionali e ha fatto valere le proprie ragioni sul protagonismo dei territori. La Conferenza Unificata esprimendo il proprio parere in favore della nascita del Parco – ha aggiunto – ha affermato il principio secondo cui è necessario continuare a percorrere la strada della sostenibilità ambientale per perseguire condizioni di sviluppo coerenti con le risorse del territorio”.


Continuano a susseguirsi buone notizie sull’Istituzione del Parco, ma le polemiche iniziano a farsi più roventi. Il fulcro della questione sta nel fatto che proprio per la fragilità della situazione Geo-Politica in Val d’Agri ci sarà bisogno di creare da subito un’ Ente gestore forte e capace di mettere d’accordo chi è ancora titubante e chi è assolutamente convinto delle potenzialità del Parco. Fallire nella gestione di questo Parco significherebbe consegnare chiavi in mano il Territorio alle compagnie Petrolifere che a quel punto non avrebbero più problemi.

Fonte: Geaton



Miss Italia: La Basilicata in finale con Luisa Vischi

Mentre la prima giornata del concorso di bellezza più importante d’Italia è stato caratterizzato da una lite tra la Goggi e Mike Buongiorno, la seconda giornata rimarrà nella storia a causa di una richiesta fondamentale da parte della giuria in ottica di giudizio: per giudicare bene una ragazza è necessario valutare non solo la faccia e il fisico, ma anche il fondoschiena.

I due presentatori, ora apparentemente tornati in buoni rapporti, sono rimasti perplessi, mentre Patrizia Mirigliani si dichiara contrario a far mettere in posa le ragazze dal “lato B“.

In ogni caso tra una sfilata ed un altra, tra una votazione ed un altra, la Basilicata a malincuore perde una delle sue miss, la n° 82 Nunzia Palo. Ora in gara rimane la n° 32 Luisa Vischi (in foto)… e con lei rimangono appese le speranze di tutta la Basilicata di mostrare i suoi gioielli.

VOTATE VOTATE VOTATE!