Daily Archives: 1 ottobre 2007

Gravi inadempienze istituzionali sull’inquinamento dell’acqua potabile in Bernalda

Il Comitato “Cittadini Attivi” segnala e denuncia alla opinione pubblica ed alle competenti Autorità superiori la grave inadempienza del Sindaco di Bernalda in riferimento all’inquinamento dell’acqua potabile riscontrata nei giorni scorsi dall’ARPAB di Matera.

Questa segnalazione ha indotto l’ASL n. 4 – Dipartimento di Prevenzione, ad inviare al Sindaco di Bernalda la nota n. 20070026984 del 26/09/07, con la quale egli era invitato ad emettere ORDINANZA DI SOSPENSIONE DELL’EROGAZIONE dell’acqua potabile.

L’ordinanza del Sindaco, però, datata 26/09/07 ed indicata col n. 65, prot. 1962, stabiliva non la sospensione dell’erogazione, ma il NON UTILIZZO dell’acqua per uso potabile. L’effetto prodotto dall’ordinanza del Sindaco è stato che molti cittadini e Pubblici Esercizi, peraltro non adeguatamente informati, hanno utilizzato l’acqua inquinata per uso potabile.

Il Comitato, a fronte di sì grave inadempienza, chiede le dimissioni del Sindaco ed invita inoltre le Autorità Sanitarie ed Inquirenti a fare piena luce sull’accaduto, ed a garantire la pubblica incolumità.

Il Comitato “Cittadini Attivi”



Cinema: Programmazione da Sabato 29 Settembre a Giovedì 4 Ottobre 2007 presso il Cineteatro EDEN di Villa d’Agri (Marsico Vetere)

Anche questa settimana il CINETEATRO EDEN di Villa d’Agri ci offre due film da non perdere! Tra Sabato e Giovedì infatti potremo vedere:

  • Il bacio che aspettavo (con MgRyan)
  • Pirati dei Caraibi ai confini del mondo

Di seguito trame ed orari:

Sabato 29 Settembre, Lunedì 1, Mercoledì 3, Giovedì 4 Ottobre

ore 19:00

Trailer:

Il ventiseienne Carter è appena stato lasciato da Sophia e, caduto in depressione, decide di allontanarsi momentaneamente da Los Angeles per andare dalla nonna in Michigan e prendersi cura di lei. Il dolore e il senso di perdita verranno alleviati dalla conoscenza di Sarah, la vicina di casa, e della figlia Lucy. Trascinato in un universo al femminile, Carter si troverà costretto ad analizzare i suoi sentimenti per Sophia e a fare un percorso di crescita sentimentale.

I personaggi creati dalla penna (e dalla regia) dell’esordiente Jon Kasdan sono sospesi in una leggera bolla di sapone pronta a rompersi al primo colpo di vento. Dietro le loro facciate si nascondono sogni e desideri inespressi, rivalità, delusioni, fragilità e paure.

Le donne del film rappresentano tre diverse generazioni che Carter osserva con lo sguardo attento di aspirante scrittore, pronto a cogliere le varie sfumature dei loro complessi caratteri (la nonna continua a ripetere che sta morendo nonostante l’ottima salute, Sarah è divisa tra il sentimento per le figlie e la necessità di ritrovare un’identità come donna, Lucy vive l’età dei primi amori ed è in contrasto con la madre). Allo stesso tempo il personaggio maschile diventa il perno sul quale si sollevano, come su un’altalena bilico, le sorti delle protagoniste femminili. Il suo ruolo è di ascoltatore e insieme narratore: offre una spalla sulla quale poggiarsi e trovare conforto (e labbra per baci attesi a lungo), ma contemporaneamente è attraverso il suo obiettivo – distaccato e insieme partecipe – che la trama fa il suo corso.

Adam Brody indossa gli abiti di Carter con estrema delicatezza e con la stessa delicatezza entra nelle vite di Olympia Dukakis (la nonna), Meg Ryan (Sarah) e Kristen Stewart (Lucy). Da parte sua Meg Ryan regala al suo personaggio una parvenza algida e occhi fieri pieni di sogni mai realizzati che riflettono la sua anima implosa. La bolla di sapone avvolgerà le vite dei protagonisti fino alla fine, quando ognuno andrà incontro al proprio destino.

Il ritratto femminile realizzato da Kasdan è nitido e verosimile. Colpisce come sia riuscito a essere trasparente e a trovare una forma narrativa dove il melodramma è temperato da personaggi secondari peculiari e divertenti, come la piccola Paige (Makenzie Vega), la figlia minore di Sarah, così saggia ed emancipata per la sua età infantile. A metà tra La mia vita a Garden State e Il calamaro e la balena – per via dell’atmosfera sospesa e del percorso di crescita – Il bacio che aspettavo è una piccola gemma di cinema indipendente sceneggiato e diretto alla perfezione.

Fonte: MyMovies

Sabato 29 Settembre, Lunedì 1, Mercoledì 3 Ottobre
ore 21:30

Sabato 30 Settembre, Martedì 2 Ottobre
ore 18:30

Trailer:

Tempi duri per i pirati. Un re tiranno ha ordinato che non ne resti nemmeno uno. Muoiano appiccati uomini, donne e bambini che abbiano mostrato pietà per quei filibustieri. Per contrastare l’ondata di terrore e le flotte della Compagnia delle Indie Orientali, capitanate dall’odioso Lord Beckett, non rimane che rintracciare i Nove Pirati della Fratellanza e tentare una strategia difensiva.

Will, Elizabeth e il Capitan Barbossa raggiungono Singapore per procurarsi l’alleanza di Capitan Sao Feng, temibile pirata cinese col vizio del vapore. Ma si sa i pirati sono volubili e ciascuno nutre in cuor proprio un interesse personale: Will vuole uccidere Davy Jones e recuperare il padre alla vita, Elizabeth e Barbossa desiderano raggiungere Jack Sparrow ai confini del mondo, liberarlo dalla maledizione di Jones e riorganizzare con lui la Fratellanza, Lord Beckett, che ha al suo soldo l’Olandese Volante e il cuore del suo capitano, sogna di governare il mare e di spazzarlo dagli odiosi nemici. La capricciosa dea Calypso, regina degli abissi costretta in un corpo umano, deciderà le sorti dello scontro navale. In fondo al mare e alla battaglia i pirati troveranno un tesoro: l’amicizia.

Se gran parte dell’appeal dei Pirati deriva dal suo plusvalore spettacolare, nel terzo capitolo c’è indubbiamente un’idea forte di mondo, un mondo più in là di questo, dove ciascuno dei protagonisti accetta le conseguenze del proprio destino mettendosi al servizio generoso dell’altro. Il viaggio ai confini del mondo diventa un percorso di formazione che questa volta comprende tappe luttuose, la morte del padre di Elizabeth, e di rinuncia, il sogno di Jack per la vita di Will. Recuperato il capitano Sparrow, accaparrato dal cattivo Jones e conservato quasi folle in un limbo bianco accecante e salato, il film di Verbinski salpa per mare eccedendo piacevolmente la misura e invadendo il racconto di battaglie spettacolari. Esplosioni di assi, alberi abbattuti, cannonate assordanti, sciabole sferraglianti, abissamenti e ammaraggi scoperchiano letteralmente il mare e sguinzagliano la fantasia degli autori.

Ai confini “dei pirati” si conciliano due anime inconciliabili: guerra e piacere. Più il conflitto cresce in accanimento più aumenta l’esibizione della bravura, lo sfarzo del duello che diventa una danza in equilibrio sull’abisso salato. Come fu per la Compagnia dell’Anello, anche i Pirati dei Caraibi controvertono gli archetipi delle fiabe dove la quête (la ricerca) è sempre per la conquista di qualcosa. Qui invece l’obiettivo diventa la distruzione di qualcosa: il cuore di Jones. Torna l’idea di un gruppo composito in missione che combatte battaglie e trova aiutanti più o meno magici. Un’identità di razze separate (pirati sì ma francesi, africani, indiani, cinesi) che stenta a farsi collettiva ed è ricca di spassosissimi conflitti interni poi annullati nella frenesia dell’azione.

I protagonisti uniti e resistenti diventeranno strumenti funzionali al progetto comune: combattere i cattivi capitani. Ad aiutare i ragazzacci di Verbinski accorrono i buoni padri, quello trapassato di Elizabeth, quello dannato di Will e quello ston(e)-ato di Jack, dispensatori di saggezza e conoscenza. Per l’ultima volta (forse) la saga dei pirati ci dona il prodigio scenico di Johnny Depp e del suo pirata, declinazione ironica dell’eroe. Corpo grottesco e carnevalesco alienato da se stesso e proiettato e frammentato in dieci, cento, mille Sparrow che vivono e agiscono a un tempo ciascuno per proprio conto, governando la Perla Nera o ramazzando il suo ponte. Personalità multiple e simultanee che si annullano in una sola nell’epilogo dall’accento epico, dove ancora una volta Jack sfodera il suo orgoglio pirata brindando alla prossima rotta. Un firmamento di stelle e un consiglio: non muovetevi fino alla fine del mondo e dei titoli di coda.

Fonte: MyMovies



Meno infarti in Basilicata

«Ma sono allarmanti i dati dell’incidenza delle malattie del sistema circolatorio». I numeri dell’azienda ospedaliera San Carlo di Potenza, per l’iniziativa «Cardiologie aperte»
POTENZA - In Basilicata, «grazie alla prevenzione», gli infarti miocardici sono passati dai 1.345 del 2004 ai 1.109 del 2006, «ma sono allarmanti i dati legati all’aumento dell’incidenza delle malattie del sistema circolatorio». Lo ha reso noto, in un comunicato, l’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera San Carlo di Potenza, che ha aderito all’iniziativa «Cardiologie aperte».

Nella nota è annunciato che «domenica, dalle ore 9 alle 12, i medici specialisti del San Carlo, coadiuvati dalla loro equipe, saranno a disposizione di tutti coloro i quali vorranno effettuare un controllo per valutare il proprio rischio cardiovascolare».

Dai dati forniti dal San Carlo emerge che «lo standard di mortalità per infarto nella nostra regione (5,2 per cento), in sintonia con la media nazionale, dimostra inoltre l’adeguata risposta del sistema sanitario lucano sia alla terapia medica che interventistica (nei centri di Potenza e Matera).

Allarmanti sono invece i dati legati all’aumento dell’incidenza delle malattie del sistema circolatorio che si è registrato in Basilicata (+ 11 per cento nei maschi, + sei per cento nelle donne rispetto alla media italiana) e agli elevati fattori di rischio, ipertensione 33,3 per cento – sedentarietà 31,9 per cento – obesità 12,4 per cento – fumo 30 per cento, tutti superiori alla media nazionale. I lucani sono anche quelli che hanno il più basso consumo di frutta e verdura in Italia: 11,2 per cento rispetto ad una media del 13,3 per cento».

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno