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Uno scorcio di Basilicata
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Il Comitato “Cittadini Attivi” invita tutti a una riflessione attenta ed obiettiva sul caso dell’inquinamento dell’acqua corrente nelle condutture idriche di Bernalda.
Domenica 30 settembre 2007 nella cronaca locale della Gazzetta del Mezzogiorno si leggevano, all’interno dell’articolo avente per titolo “Emergenza acqua verso la normalità, assicura l’Acquedotto Lucano”, alcune dichiarazioni del Sindaco contro <
La requisitoria del Sindaco continua così: “chi ha alzato il polverone delle polemiche è, senza dubbio, in malafede e, in situazioni del genere contribuisce, pericolosamente, ad infuocare gli animi, fornendo notizie non veritiere e tendenziose”.
In verità, nessuno si è alzato presto di mattina e da matto ha bandito al pubblico la notizia dell’inquinamento idrico. La smentita alla falsità della sua affermazione la dà lui stesso quando, nella Ordinanza del 26/09/07, premette che un tecnico dell’ARPAB ha comunicato a lui, all’ASL 4 di Matera e all’Acquedotto Lucano la presenza di Coliformi totali nell’acqua potabile prelevata da alcune fontane pubbliche del paese.
Il Comitato comprende la confusione che può seguire a una notificazione tecnica quanto meno sorprendente, ma si irrita quando si vuole nascondere la verità con argomenti beceri e patetici.
La verità è che, per rilievi tecnici fatti dall’ARPAB, nell’acqua potabile di Bernalda sono stati rinvenuti coliformi totali, non pesciolini commestibili o vongole per la vigilia di Natale!
Con questa “lettera aperta” il Comitato vuole ribadire, una volta ancora, che esso non è sorto e non opera per scalare al potere, ma unicamente per aiutare i cittadini a capire come siamo mal governati a tutti i livelli, e come sia necessaria una consapevolezza diversa per cambiare il malcostume amministrativo, del quale tutti siamo nauseati.
Ma il Sindaco conosce le leggi 142 del 1990, 241 del 1990, 59 del 1997, 127 del 1997, e i decreti legge 29 del 1993 e 80 del 1998 che obbligano gli amministratori pubblici alla efficienza, efficacia e trasparenza della attività amministrativa?
E se un Sindaco, o un Amministratore pubblico, non conosce o non applica queste norme, è corretto che continui a regolare la vita civile di una comunità? Il lume della ragione sta proprio per spegnersi?
Passiamo alla seconda parte del ragionamento.
L’Ordinanza del Sindaco, datata 26/09/07, premette, come è stato già detto, che in data 24/09/07 un tecnico ARPAB ha fatto prelievi di acqua dalle fontane pubbliche di Bernalda. Dopo aver precisato che di tale notifica è stata data segnalazione all’Acquedotto Lucano di Matera e al Centro operativo di Marconia di Pisticci, l’Ordinanza riporta la risposta del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL n. 4 di Matera così formulata: <
Dopo questa nota dell’ASL n. 4 l’Ordinanza del Sindaco riporta la nota della direzione tecnica dell’Acquedotto Lucano, pure datata 26.09.07, che parla di:<
Trascritte queste premesse il Sindaco ordina: <
L’Ordinanza si conclude così: <
a) di mettere in atto i provvedimenti tecnici finalizzati alla rimozione dell’inconveniente igienico-sanitario verificatosi nelle zone sopra richiamate;
b) di mettere a disposizione autobotti in numero sufficiente per rifornire di acqua potabile la popolazione delle zone interessate all’inconveniente igienico-sanitario.
L’Ufficio di Polizia Urbana è incaricato di divulgare la notizia della sospensione dell’utilizzo dell’acqua per uso potabile>>.
Sforziamoci di completare un ragionamento corretto e sereno.
Se l’ASL di Matera ha invitato il Sindaco di Bernalda a <
Lo sa il Sindaco di Bernalda che con l’acqua i cittadini lavano anche il proprio corpo, curano la propria igiene e puliscono stoviglie, biancheria e frutta, oltre che cuocere i propri alimenti? Per caso pensa che il bagno si possa fare anche con il latte d’asina come faceva Poppea?
Lo sa il Sindaco che tra i coliformi totali possono esserci i bacilli del tifo e del colera?
Si può onestamente dire che sia stata chiara e sufficiente l’informazione data ai cittadini sul rischio che essi correvano, visto che molti hanno ingerito quell’acqua?
Si può ritenere che la vecchietta del Centro Storico avesse potuto capire tutto e bene?
Ma il Sindaco sa che per queste gravi inadempienze è previsto l’arresto immediato del responsabile della pubblica sanità per “attentato alla salute e incolumità pubblica”?
Amici, se non vi annoiate, completiamo il ragionamento.
Il tecnico dell’ARPAB ha fatto il prelievo dell’acqua il 24/09/07.
Ne ha comunicato l’inquinamento il 26/09/07.
In questi due giorni i coliformi totali sono andati in ferie? La gente ha bevuto quest’acqua o no? Ma da quanto tempo l’acqua era inquinata? E quale è stata la causa del suo inquinamento?
Il giorno 26/09/07, come d’incanto, si formulano contemporaneamente tutte le Ordinanze relative al caso: quella dell’ARPAB, quella dell’Acquedotto Lucano, quella dell’ASL n. 4, quella del Sindaco. Questa coincidenza è quantomeno strana visto che nessuno di questi Enti si è chiesto se la popolazione nel frattempo stesse continuando a bere acqua inquinata.
Cosa potrà essere successo, tra il 24/09/07 e il 26/09/07, a chi ha bevuto acqua inquinata? E’ così che si affronta un problema di pubblica sanità?
Amici nostri, dite quello che volete, ma questa è società da Terzo Mondo.
Una così sciagurata esperienza ci aiuti almeno a capire in che modo persone come noi, bambini come i nostri figli, vivano nei paesi sottosviluppati.
Al di là di ogni retorica, offensiva per chi vive le tragedie della Birmania o del Darfur, il Comitato rinunzia ad ulteriori polemiche, ma rivendica non per sé, ma per i cittadini, il diritto di sapere da quanto tempo esiste l’inquinamento dell’acqua potabile a Bernalda, e se il problema sia stato risolto radicalmente. La certezza ci deve venire non dai sorrisi ebeti del primo amministratore che si incontri per strada, ma dai certificati ufficiali dell’ARPAB, dell’Acquedotto Lucano, dell’ASL n. 4 di Matera e del Sindaco di Bernalda, datati e disponibili per i cittadini.
Anche la comunicazione pubblica è un dovere primario e fondante dei pubblici amministratori.
Oh! Come vorremmo per ogni Ente lo stile operativo dei vari DE MAGISTRIS, WOODHCOCK e ZACHEO.
L’acqua, una sfida per l’umanità.