Errore di sigle tiene fuori ZPS dal Parco, e apre alle Trivelle della Shell

L’ Accademia Kronos Basilicata ha inviato al ministero dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare alcune osservazioni nelle quali venivano evidenziati “errori di dizione e confuse corrispondenze cartografiche per alcune Zone a Protezione Speciale (ZPS, Direttiva Habitat 92/43 CEE) della Basilicata”. La notizia risale al 25 Settembre. Le aree in cui i dati non sono corretti sarebbero in particolare;

Appennino Lucano, Monte Volturino- codice IT9210270, complesso del Monte Sirino, Monte Raparo e Valle Agri, Appennino Lucano, Valle Agri, Monte Sirino, Monte Raparo – codice IT9210271. “In parole povere – specifica un comunicato dell’Accademia Kronos – allo stato attuale, alcune Zps della Basilicata ricadenti nel Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, erroneamente indicate, delimitate e deliberate in ritardo dalla Regione, rischiano di essere escluse dalle misure di salvaguardia previste dal decreto ministeriale delle Zps in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, dopo il recente via libera da parte della Conferenza Unificata Stato- Regioni” .


Il fatto grave è che sulle aree ZPS che rischiano di restare fuori dall’area protetta, o quanto meno rischiano di non essere tutelate come il resto del Parco, c’è una fetta di territorio già interessata da sondaggi petroliferi nel passato, e per la quale la Shell ha già richiesto la concessione per la coltivazione degli idrocarburi. La richiesta di permessi di ricerca di idrocarburi “Grotte del Salice” comprende un territorio di 118,14 kmq ricadente nei comuni di Missanello, San Chirico Raparo, Caldera, Carbone, Gallicchio, San Martino d’Agri, Castronuovo Sant’Andrea, Roccanova e Sant’Arcangelo. Ossia proprio gran parte del territorio che fa parte delle citate Zone a Protezione Speciale interessate. Su questa concessione già l’anno scorso ci furono problemi a causa delle richieste mosse dalla Corte dei Conti secondo la quale alcune documentazioni inerenti la perimetrazione del Parco erano inadeguate.


Ma sempre secondo quanto reso noto da Accademia Kronos, per risolvere il problema ci sarebbe bisogno “di un nuovo decreto ministeriale di salvaguardia delle Zps, così come prevede l’art. 1 comma 1226 della Legge Finanziaria 2006, scongiurando ulteriori incursioni da parte delle lobby ed auspicando che lo stesso Ministero rettifichi nel più breve tempo possibile anche il Decreto del 5 luglio scorso ricomprendendo i territori esclusi”. Insomma adesso che l’istituzione del parco è imminente ritorna prepotentemente il binomio Parco – Petrolio, con tutte le sue problematiche e paradossi.

Fonte: Geaton



Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>