Monthly Archives: novembre 2007

Mamma dopo il cancro alle ovaie: a Bologna primo caso nel mondo

BOLOGNA – E’ diventata mamma di due gemelline dopo aver vinto il cancro alle ovaie, grazie alla tecnica degli ovociti congelati. E’ il primo caso al mondo ed è stato realizzato al Sant’Orsola di Bologna. La donna, che oggi ha 31 anni, vive in un paese della Basilicata, con due gemelline dagli occhi chiari e il loro papà. Le bambine, che stanno benissimo, hanno dieci mesi. Soddisfatta la dottoressa Eleonora Porcu, responsabile dell’équipe medica: “Sono questi i casi in cui un medico si sente utile”.

Nel 2002, a causa della malattia, la donna aveva subito l’asportazione di entrambe le ovaie: era dunque destinata ad essere sterile, vittima di una menopausa assoluta e precoce. Il sogno di diventare mamma è invece diventato realtà. La fecondazione, dopo il congelamento e lo scongelamento dei suoi ovuli, è avvenuto al Sant’Orsola di Bologna: la notizia è stata data dalla dottoressa Eleonora Porcu, responsabile del Centro di sterilità del Policlinico bolognese, in occasione dell’apertura del secondo Congresso mondiale sulla crioconservazione degli ovociti che prende il via oggi a Bologna e andrà avanti fino al prossimo 2 dicembre.

Le ricerche sulla crioconservazione degli ovociti, vedono al primo posto in Italia Bologna, con il Policlinico Sant’Orsola e altri centri privati specializzati all’avanguardia: sono diverse migliaia gli ovuli congelati conservati nel capoluogo emiliano, in attesa che il sogno di diventare mamme possa diventare realtà. Una speranza per le centinaia di migliaia di donne che ogni anno al mondo diventano sterili a causa del cancro, molte della quali in giovanissima età: la mamma della Basilicata si era infatti ammalata tra i 25 e i 26 anni.

La tecnica della conservazione degli ovociti, a differenza del più comune congelamento degli embrioni, è praticabile per tutte le donne, anche quando non c’è ancora un candidato papà, e non è vietata dalle attuali leggi italiane, che hanno invece messo al bando gli embrioni congelati. La maternità della prima mamma “sterile” al mondo è stata assistita dall’equipe medica guidata dalla dottoressa Eleonora Porcu. “Era il sogno che aspettavamo dal 1997 – dice la ricercatrice, che non nasconde l’emozione – dicevamo: chissà se riusciremo a raggiungerlo. Oggi questa famiglia è felice e noi anche: sono questi i casi in cui un medico si sente utile”.

A causa del cancro, prima dell’intervento chirurgico di asportazione di entrambe le ovaie, la donna lucana aveva chiesto ai medici bolognesi di congelare i suoi ovociti. Alcuni di questi, dopo 4 anni, scongelati e fecondati col seme del papà, hanno poi consentito una normale gravidanza che si è conclusa felicemente, lo scorso febbraio, con la nascita delle due gemelle. “Si può stimare – spiega la dottoressa Porcu – che il cancro in generale renda sterili ogni anno 3.500 donne in Italia e alcune centinaia di migliaia nel mondo. Può infatti rendere necessaria, come in questo caso, l’asportazione delle ovaie, o più spesso una chemioterapia che nel 30 per cento delle pazienti distrugge definitivamente gli ovociti”.

“Fino ad oggi – spiega ancora la dottoressa – la tecnica abitualmente impiegata per aiutare queste donne era la crioconservazione degli embrioni”. Se negli Stati Uniti è possibile la fecondazione degli ovuli anche con seme di donatore sconosciuto, in Italia non si può scegliere l’altro genitore biologico: dunque solo la crioconservazione degli ovuli, conclude la ricercatrice, consente di aspettare anche per anni il momento e la persona propizi per scongelarli e fecondarli.

“Una stima per difetto dei bimbi nati da ovuli congelati è di circa 300 casi in tutto il mondo, di cui almeno 200 in Italia e 150 solo a Bologna. Questi sono però solo quelli oggetto di pubblicazioni scientifiche. E’ plausibile che la casistica sia in realtà più numerosa”, spiega la dottoressa Porcu.

La prima fecondazione di un ovulo scongelato è avvenuta nel 1986 in Australia (all’83 risale invece la prima nascita da embrione congelato). Il primo parto in Italia, tra i primi al mondo, sempre seguito dallo stesso gruppo di ricercatori bolognesi, risale invece al 1997. Anche qui una bimba che oggi ha 10 anni, sta bene e vive in Veneto.


(30 novembre 2007)

Fonte: Repubblica


Morire a 2 anni di bronchite nel 2007

Una bambina come tante altre, bella, con due occhioni pieni di allegria e voglia di vivere! Francesca Immacolata C. è nata a Melfi nel dicembre del 2005, pochi giorni prima delle grandi feste che avvicinano i parenti e gli amici e fanno diventare tutti un po’ più buoni.

Cresce la piccola, più sana che mai, più bella che mai: nessuna anomalia, nessuna preoccupazione per i genitori, nessun motivo di sconforto… bella e sorridente ogni giorno di più!

A tutte le regolari visite pediatriche mai nessun motivo di preoccupazione, sempre tutto nella norma, la bambina cresceva in piena forma.

Qualche settimana fa una piccola tosse: chissà una influenza, un banale raffreddore. I genitori, sempre attentissimi alla piccola, la portano urgentemente dal Pediatra che prescrive una cura a base di Antibiotici, Aerosol e Sciroppi... tutto sembra andare nel verso giusto, la tosse migliora, la bambina sembra tornare nel pieno delle sue forze…

Inaspettato pochi giorni dopo accade l’inverosimile: una tosse forte, molto forte, assale il corpicino, la Bambina diventa cianotica, vengono prescritti ulteriori antibiotici, Aerosol e Sciroppo. Nulla, la tosse non passa anzi le crisi aumentano: la tosse si fa fortissima e il medico di base consiglia il ricovero Ospedaliero all’Ospedale di Venosa.

Anche qui dopo i classici esami di routine viene prescritta soltanto una cura a base di aerosol: NULLA NULLA NULLA! La bambina viene ricoverata lo scorso giovedì ma sabato mattina, alle 5:30, dopo una forte tosse la bambina si è irrigidita: portata in medicheria si tenta di intubarla e rianimarla… troppo tardi… ormai la piccola Francesca non è più tra noi.

Si aspettano ora i risultati dell’autopsia disposta dal procuratore Dott. Erminio in seguito a denuncia presso la Procura di Melfi: i risultati arriveranno entro i due mesi.

Intanto c’è dolore e rabbia, per una malattia scambiata per un semplice raffreddore, per un sistema sanitario che talvolta è inefficiente ed inefficace… perché morire di bronchite nel 2007 non è più concepibile.

Magari ora Francesca sarà li, a giocare nei giardini del creatore, a correre e ridere nella massima spensieratezza… lei, orfana di un mondo in cui non potrà mai assaporare le gioie e i dolori del vivere.

Val d’Agri Blog



Cinema: Programmazione da Sabato 1 Dicembre 2007 presso il Cineteatro EDEN di Villa d’Agri (Marsico Vetere)

Torna la fiaba, quella dolce, al CINETEATRO EDEN di Villa d’Agri.

Da sabato 1 Novembre ci attendono le WINX:

Giorni Feriali
ore 17:00, 19:00, 21:30

Giorni Festivi
ore 15:00, 17:00, 19:00, 21:30

Trailer:

Saranno contente le bimbe, il film Winx – Il segreto del regno perduto arriva in Italia il 30 novembre con la regia di Iginio Straffi che le ha ideate anni fa per lo studio italiano Rainbow.

Ma conosciamo le Winx: Bloom è il capo ed ha il potere del Fuoco, Stella è la fata del Sole e della Luna, Musa è la fata della musica, Flora dei fiori, Tecna quella della tecnologia. C’è poi Aisha la fata dei fluidi, che entra a far parte del gruppo nella seconda serie del cartone animato. Nel lungometraggio a loro dedicato dovranno usare i loro poteri per salvare la Dimensione Magica dal terribile Domino: il male in persona!

Fonte: CineBlog



La Basilicata pronta ad accogliere parte dei 170mila nuovi lavoratori extracomunitari?

Si parte! Oltre 170 mila lavoratori extracomunitari potranno essere ammessi quest’anno in Italia (stime dicono che oltre un terzo per faccende domestiche).

Ed anche in Basilicata la notizia viene presa con entusiasmo in quanto permetterà a tanti lavoratori immigrati di uscire dalla condizione di “lavoro nero” lavorando così nel pieno rispetto delle regole e delle norme nazionali.

Entusiasta anche il presidente della Commissione dell’Immigrazione della regione Basilicata Pietro Simonetti che ha affermato come da quest’anno, in un ottica di snellimento delle code, le domande potranno essere inviate anche da Internet, sia dal singolo datore di lavoro che da patronati o associazioni.

Dopodomani 30 Novembre il decreto sarà già presente sulla Gazzetta Ufficiale, mentre il 15, il 18 e il 21 di dicembre (solo in queste date la registrazione è valida) si potranno effettuare le registrazioni per l’assunzione dei lavoratori direttamente on-line sul sito www.interno.it.

Tutte le guide sono On-line ma, come precisa il ministero, solo a scopo conoscitivo.

C’è solo un problema da risolvere… tutte le richieste dovranno pervenire in 3 giorni ben definiti… Potrà il sito internet supportare tutte le richieste nello stesso istante? Ci potrà essere una congestione tale da rendere il sito inaccessibile? La speranza è che proceda tutto regolarmente, in modo da rendere una pratica che un tempo era causa di interminabili code qualcosa di facile, semplice ed immediato.

La Valle Blog



Dopo quattro anni si pagherà il GAS a Marsico Nuovo?

È di questi giorni la notizia che la società Sidigas Srl, erogatrice del gas nel comune di Marsiconuovo ha, dopo 4 anni iniziato la fatturazione del consumo. In particolare, pare che l’azienda ha provveduto a fatturare i consumi del bimestre luglio-settembre 2007 e, contestualmente, ha inviato una lettera agli utenti con cui comunica l’intenzione di emettere un ulteriore documento per il pagamento dei consumi dei 4 anni precedenti.

Era da tempo – precisa una nota del gruppo consiliare Italia dei Valori – che i cittadini di Marsiconuovo erano preoccupati dalla vicenda e dalla situazione di incertezza derivante dal timore di una “bolletta” salatissima dovuta al fatto di avere circa 4 anni di arretrato: basti pensare al povero pensionato che si vede recapitare una richiesta di pagamento per migliaia di euro. In ogni caso la ripercussione sull’economia delle famiglie e delle aziende Marsicane è di tutt’evidenza.


“Trattasi di una situazione – dice il capogruppo IdV Macchia -, a mio modo di vedere, inaccettabile e che lede gravemente i diritti di tutti gli utenti e i cittadini di Marsico. Non si può pensare che questa società possa decidere la fatturazione di consumi arretrati senza aver mai, per ben 4 anni, provveduto quanto meno a comunicare i consumi effettuati nel periodo. Del resto, in questo modo, i poveri cittadini non possono aver effettuato alcuna verifica sulla effettività dei consumi e ne, tanto meno, sono stati messi in grado di decidere, alla scadenza naturale del contratto, di non rinnovare il rapporto. In altre parole, quanto accaduto, è contrario a tutti i principi vigenti in materia di contratti non ultimo quello cardine di buona fede nell’esecuzione del contratto.

Bisogna capire cosa succederà ora e se, come spesso avviene in questi casi, – sottolinea Macchia – i cittadini verrano lasciati soli. Occorre che le istituzioni (ed in primis l’Amministrazione Comunale) facciano la loro parte affinché soprattutto i meno abbienti non vengano lasciati alla mercè dell’ente erogatore; occorre che si adoperino affinché ai cittadini venga fornito il supporto necessario per affrontare il problema”.

Fonte: Basilicatanet



Il successo di "Cento Pizzini per il Padreterno" anche su Youtube

Per tutti coloro che non c’erano ma avrebbero voluto esserci, per tutti coloro che c’erano e vorrebbero rivivere una emozione unica, “La Valle Blog”, su segnalazione del Comitato “Cittadini Attivi di Bernalda e Metaponto”, ripropone il video della manifestazione:

“MILLE PIZZINI PER IL PADRETERNO”

Buona Visione!



Basilicata – Dopo 27 anni ricostruzione ferma all’80%

Convegno sulle opere realizzate dopo il terremoto del 23 novembre 1980. Un risultato definito «eccezionale», frutto di un lavoro «nobile», che deve però essere concluso e che, nella sola città di Potenza, necessita ancora di circa 150 milioni di euro. È stata lamentata l’erogazione dei fondi statali «con il contagocce»
Basilicata - Terremoto 1980 POTENZA – A 27 anni dal terremoto del 23 novembre del 1980 la ricostruzione ha raggiunto un livello dell’80 per cento: un risultato «eccezionale», frutto di un lavoro «nobile», che deve però essere concluso e che, nella sola città di Potenza, necessita ancora di circa 150 milioni di euro.

È questo il bilancio tracciato nel corso di incontro che si è svolto stamani, nel capoluogo lucano e durante il quale sono stati stati presentati il volume “Potenza, una ricostruzione solidale”, una mostra fotografica dal titolo “Fonti ritrovate” e un nuovo automezzo per la squadra di Pronto intervento del gruppo comunale della Protezione civile, con attrezzature informatiche e di primo soccorso.

Nel libro è stata raccontata la Potenza del terremoto, con foto e atti dal 1980 in poi, e l’impegno dei volontari lucani in tutta Italia. Nella mostra fotografica – curata da Vito Ferrara – ci sono invece i due volti del capoluogo lucano prima devastato dalle scosse sismiche e poi ricostruito.

«Oggi a Potenza – ha spiegato l’assessore comunale alla Protezione civile, Donato Coviello – ci sono ancora 700 pratiche da soddisfare, e i finanziamenti arrivano di rado».

Sui fondi statali si sono soffermati anche il presidente della prima commissione consiliare comunale, Roberto Galante – che ha chiesto un minuto di silenzio per le vittime del terremoto – e della terza commissione consiliare, Vito Lomonaco, il quale ha parlato di soldi con «il contagocce».

Secondo il sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, oggi la città «chiude con la ricostruzione» e «apre a una nuova stagione di adeguamento del patrimonio abitativo» ma, sulla gestione del post sisma, Santarsiero ha anche criticato «l’atteggiamento degli amministratori campani», nel corso di alcuni incontri a Roma, e ha chiesto che le zone colpite dal terremoto «non debbano più elemosinare denaro».

Gli anni successivi al 1980 sono anche serviti per migliorare il sistema di Protezione civile, come hanno sottolineato il vicepresidente della Provincia di Potenza, Domenico Iacobuzio, e il dirigente del dipartimento Infrastrutture della Regione Basilicata, Giuseppe Basile. Il comandante dei Vigili del Fuoco di Potenza, Andrea Malaspina, si è «complimentato con il Piano di Protezione civile del Comune» e, nel corso dell’incontro, a 85 dipendenti comunali sono stati consegnati gli attestati di partecipazione ad un corso antincendio.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno