Basilicata – Dopo 27 anni ricostruzione ferma all’80%

Convegno sulle opere realizzate dopo il terremoto del 23 novembre 1980. Un risultato definito «eccezionale», frutto di un lavoro «nobile», che deve però essere concluso e che, nella sola città di Potenza, necessita ancora di circa 150 milioni di euro. È stata lamentata l’erogazione dei fondi statali «con il contagocce»
Basilicata - Terremoto 1980 POTENZA – A 27 anni dal terremoto del 23 novembre del 1980 la ricostruzione ha raggiunto un livello dell’80 per cento: un risultato «eccezionale», frutto di un lavoro «nobile», che deve però essere concluso e che, nella sola città di Potenza, necessita ancora di circa 150 milioni di euro.

È questo il bilancio tracciato nel corso di incontro che si è svolto stamani, nel capoluogo lucano e durante il quale sono stati stati presentati il volume “Potenza, una ricostruzione solidale”, una mostra fotografica dal titolo “Fonti ritrovate” e un nuovo automezzo per la squadra di Pronto intervento del gruppo comunale della Protezione civile, con attrezzature informatiche e di primo soccorso.

Nel libro è stata raccontata la Potenza del terremoto, con foto e atti dal 1980 in poi, e l’impegno dei volontari lucani in tutta Italia. Nella mostra fotografica – curata da Vito Ferrara – ci sono invece i due volti del capoluogo lucano prima devastato dalle scosse sismiche e poi ricostruito.

«Oggi a Potenza – ha spiegato l’assessore comunale alla Protezione civile, Donato Coviello – ci sono ancora 700 pratiche da soddisfare, e i finanziamenti arrivano di rado».

Sui fondi statali si sono soffermati anche il presidente della prima commissione consiliare comunale, Roberto Galante – che ha chiesto un minuto di silenzio per le vittime del terremoto – e della terza commissione consiliare, Vito Lomonaco, il quale ha parlato di soldi con «il contagocce».

Secondo il sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, oggi la città «chiude con la ricostruzione» e «apre a una nuova stagione di adeguamento del patrimonio abitativo» ma, sulla gestione del post sisma, Santarsiero ha anche criticato «l’atteggiamento degli amministratori campani», nel corso di alcuni incontri a Roma, e ha chiesto che le zone colpite dal terremoto «non debbano più elemosinare denaro».

Gli anni successivi al 1980 sono anche serviti per migliorare il sistema di Protezione civile, come hanno sottolineato il vicepresidente della Provincia di Potenza, Domenico Iacobuzio, e il dirigente del dipartimento Infrastrutture della Regione Basilicata, Giuseppe Basile. Il comandante dei Vigili del Fuoco di Potenza, Andrea Malaspina, si è «complimentato con il Piano di Protezione civile del Comune» e, nel corso dell’incontro, a 85 dipendenti comunali sono stati consegnati gli attestati di partecipazione ad un corso antincendio.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno



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