Daily Archives: 12 gennaio 2008

La Basilicata che non voglio

Se la cultura cambia veramente il reale o ci si adagia

Nei miei viaggi di ritorno in Basilicata (alla Vittorini) spesso mi capita di imbattermi in novità editoriali.

La deformazione professionale e la intima conoscenza dei luoghi hanno fatto posare i miei occhi su alcuni romanzi storici di uno scrittore lucano, V. Labanca. Si tratta di una trilogia sul brigantaggio lucano post-unitario.

Innanzi tutto colpisce l’occhio allenato il luogo di distribuzione e la veste grafica.

Banconi di macellerie, angoli di tabaccai e pasticcerie! Che sia una nuova forma pervasiva di promozione editoriale? La veste, poi, e’ di quelle un po’ demode’, semplice e poco appariscente, alla maniera del romanzo popolare degli anni 60.

Senza entrare nel discorso filologico se, cioè, la storia romanzata abbia pertinenti riferimenti scientifici o, piuttosto, incrostazioni agiografiche- mi astengo perché storico di professione- dico subito che il messaggio dell’autore e’ poco convincente, e per diversi motivi.

In che cosa consisterebbe la ricerca di libertà consapevole dei lucani ai tempi del Piemontese se la rivolta, ennesima di mille prima e dopo il 1860, fu storicamente piuttosto eterogenea? Mi spiego.

Il brigantaggio meridionale e lucano degli anni 60 si connoto ‘si di valenze politiche- si ricordi Borjes –ma in buona parte fu movimento spontaneo di disperazione per problemi mai affrontati: la questione della terra e l’organizzazione agraria semifeudale delle campagne. I briganti, e lo stesso Crocco, furono i paladini di una rivolta contro i galantuomini che, puta caso, anche dopo il plebiscito del 60 restarono al potere. Quei signori erano lucani. Ora qui non si vuol difendere la prima politica piemontese nel Mezzogiorno ma solo dire che se la situazione porto’ all’ennesima jacquerie ciò fu dovuto anche alla cecità dei possidenti lucani che impersonarono la politica del Governo, ed ancora lo fanno.

E’ contro di loro, riparati gattopardescamente sotto lo stemma savoiardo, che i cafoni lucani si rivoltarono e si diedero al brigantaggio.

Quale libertà, quale movimento di autonomia politica consapevole, quale scempiaggine di lucanità?

Fu ”la rivolta dello stomaco” contro i notabili lucani e i loro soprusi e non una rivolta politicamente finalizzata alla liberazione dal piemontese.

Sarebbe stato meglio se l’autore avesse messo in luce la responsabilità degli stessi lucani, trattandosi di guerra civile, quale fu. Questa voglia di trovare il genius loci (lo stereotipo positivo) in ogni evento puzza di agiografico interesse e non migliora l’atteggiamento dei salotti lucani pronti a non fare autocritica severa.

Anche in queste cose si nota il gap culturale di talune zone del Mezzogiorno: ricerca affannosa e risibile di una specificità che non c’e’ e che elude la critica alle strutture locali, responsabili dello sfacelo del Sud.

Anche per questo non si cresce, cari miei. Il provincialismo e la serena accettazione del reale- magari con qualche rovesciamento di valori- non porta da nessuna parte. Ma tant’è.

Un volumetto ha avuto anche una trasposizione teatrale originalissima: come se la denuncia di Levi non fosse mai avvenuta! (Spezzate le catene che vi avvinghiano al potere che vi foraggia).

Risultato: la trilogia giace sul bancone delle pasticcerie e l’opera teatrale e’ finita in una sagra strapaesana dell’olio di oliva, quello si veramente lucano! Sic transit gloria mundi. Amen, amen.

B. De Benedictis



20 milioni di Euro per la salvaguardia dell’ambiente

Il mare come l’ambiente è importate e va difeso con tutte le nostre forze. Ecco allora dal ministero dell’ambiente 20 milioni di euro per la difesa del mare e per le aree protette.

La ripartizione delle cifre è la seguente:

  • 1 milione e 300 mila euro per la nascita di nuovi parchi come quello della Val d’Agri, il parco della Costa Teatina e il Delta del Po;
  • 4 milioni e 800 mila per le attività correlate alla salvaguardia delle biodiversità e della loro promozione;
  • 2 milioni e 300 mila per investimenti nelle aree protette che hanno subito incendi boschivi e per la prevenzione dagli stessi incendi;
  • 3 milioni e 800 mila per la promozione delle aree marine;
  • 5 milioni per la prevenzione dell’inquinamento del mare e per il controllo delle aree protette marine
  • 2 milioni e 800 mila per tutte le attività connesse allo sviluppo e all’incremento delle attività svolte dall’Icram legate agli studi di fattibilità per l’istituzione di un nuovo parco nel Canale di Sicilia.

Grazie a questi finanziamenti si da una forte spinta alla salvaguardia e alla tutela del territorio (inteso come territorio sia marino che terrestre): per garantire che tali attività verranno avviate e avranno un iter di massimo 24 mesi vi sarà un controllo continuo dalla Direzione della protezione della natura del ministero dell´ambiente.

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Cinema: Programmazione da Venerdì 11 Gennaio 2007 a Domenica 20 Gennaio 2007 presso il Cineteatro EDEN di Villa d’Agri (Marsico Vetere)

Chi di voi ricorda l’allenatore nel pallone? L’esilarante film ormai un cult del cinema italiano da ridere torna al cineteatro Eden di Villa d’Agri: Lino Banfi, Anna Falchi e i famosissimi Totti, Gilardino, Inzaghi, Del Piero e tanti tanti altri calciatori ed attori ci faranno andare nel pallone… si nel loro…L’ALLENATORE NEL PALLONE 2

Da Venerdì 11 a Domenica 20
ore 19:00, 21:30

Sabato 19
ore 17:00, 20:00




Trailer:

Lo avevamo lasciato in trionfo – più di vent’anni or sono – mentre festeggiava la salvezza in serie A in braccio a due gemelli nerboruti, dopo una travagliata stagione a base di corna, corruzione e calcio. Lo ritroviamo oggi, visibilmente invecchiato ma grintoso come sempre, che sogna un insperato ritorno in panchina con la sua Longobarda, compagna di gioie e sventure.

Nell’anno domini 2007, grazie al coraggio di un “cummenda” milanese e di un losco figuro proveniente dalla Russia, il sogno della Longobarda diventa realtà. Per una serie di vicissitudini dovute a promozioni e retrocessioni a tavolino, truffe, fallimenti, cessioni, la squadra di Oronzo Canà può tornare nella massima serie e disputare insieme alle altre grandi un campionato di tutto rispetto, introducendo un modulo che – dopo la Bi-zona – farà discutere e appassionare: il metodo a farfalla. Arriva, prima o poi, il momento di confrontarsi con un cult movie che – negli anni ’80 – fu snobbato dalla critica per poi divenire uno dei film più visti, acquistati e chiacchierati degli ultimi cinquant’anni di storia patria.

Sarebbe molto comodo, a conti fatti, lasciare ai posteri una sentenza difficile, un ritorno che non possiede la magia dell’originale ma che fa sorridere (e anche con gusto) per le geniali trovate di un Lino Banfi che sembra non aver mai abbandonato del tutto la sua comicità. Per il resto, si può procedere a un resoconto che apra spazi di dibattito e discussione, come nei bar sport o nei cineforum. L’effetto nostalgia, col quale il revival seduce il suo pubblico, manca qui della sua arma più sottile ed efficace, quella naturalezza e quella genuinità che né quel cinema di genere, né quel calcio alla genesi del divismo e dell’opulenza posseggono più. E dare in mano a Sergio Martino un cast che ricalca quasi in toto quello dell’84 (con una differenza di budget non indifferente) significa evidenziare in maniera piuttosto esplicita quelle differenze “tecniche” di un cinema che non possiede più il “genere”, ma ne appare anzi posseduto a fini meramente commerciali.

Sarebbe un peccato, però, non evidenziare quel che di buono la pellicola offre, nel tentativo di omaggiare un passato non troppo glorioso ma che ha conquistato almeno tre generazioni di spettatori. Risultato, questo, che non può essere snobbato da facili intellettualismi. Oronzo Canà piace per la sua mediocrità e noi, dopotutto, non potremo mai esser così certi che il calcio, anche ai tempi d’oro di un genere tutto italiano, fosse davvero diverso da come è oggi. Eroi o coglioni, tanto per citare, fa poca differenza. L’importante è riuscire ancora a divertirsi. Due stelle al film, una al ritorno di Lino Banfi al cinema.

Fonte: My Movies



Bernalda: i cittadini si attivano per un tratto rurale

Per sabato 12 gennaio 2008 il Comitato “Cittadini Attivi” di Bernalda e Metaponto indice una manifestazione per segnalare all’opinione pubblica e alle Autorità competenti lo stato di assoluta inefficienza di un tratturo rurale, via Giamperduto in Bernalda, risultante sulla topografia territoriale “strada comunale”, dalla quale centinaia di agricoltori e contadini dovrebbero poter accedere ai loro terreni da coltivare.

La gravità del caso da segnalare è nel fatto che, essendo in atto il rifacimento delle strade rurali disastrate dall’alluvione del 2004 con un investimento economico della PROTEZIONE CIVILE NAZIONALE, questa strada è stata ignorata, per lo meno nella sua frazione più disastrata.

Per la circostanza il Comitato evocherà la presenza diretta del Presidente Dott. Bertolaso e dei responsabili della Protezione Civile Regionale, ai quali il Comitato ha richiesto copia del Monitoraggio dei danni alluvionali del territorio bernaldese-metapontino, e l’identità dell’Authority incaricata del controllo dell’intervento, senza averne ricevuta risposta.

Il Comitato non entra in questa comunicazione, nel merito di un piano di attuazione dell’intervento, programmato in sede di Ufficio Tecnico Comunale, per il quale sussistono lagnanze e perplessità. La manifestazione si svolgerà al massimo del rispetto della legalità e dell’ordine pubblico dalle ore 10,00 alle ore 17,00 di sabato 12/1/08 su via Giamperduto in Bernalda.

Il Comitato Cittadini Attivi
di Bernalda e Metaponto