Archive del 23 gennaio 2008

PostHeaderIcon Una pioggia di soldi per l’area…

La parte del leone spetta a S. Arcangelo con 400.000 euro

NUOVI FINANZIAMENTI per la valorizzazione dei beni culturali conservati nei piccoli e medi comuni della provincia. Cifre, anche di una certa entità, che la Regione ha finanziato, nell’ultima seduta del 2007 affinché si proceda da una parte alla valorizzazione e dall’altra alla fruibilità degli stessi beni «sia come testimonianza della storia e della cultura sia come possibile elemento di sviluppo complessivo».

Ma cosa prevedono questi interventi? Nonostante i comuni debbano ancora predisporre i progetti che disciplineranno l’uso dei finanziamenti ricevuti, abbiamo cercato di capire quali saranno le azioni da attuare. Dai restauri di vecchie chiese all’acquisto di palazzi nobiliari, il panorama è variegato. Sant’Arcangelo che si aggiudica ben 400.000 euro punta alla realizzazione di un centro di animazione culturale nel pieno centro storico. Come spiega lo stesso primo cittadino, Domenico Esposito, «Il finanziamento permetterà all’amministrazione di acquisire un palazzo storico, sito nella parte più vecchia del paese e il suo adeguamento affinché vi si possano realizzare una serie di attività culturali e non solo».

Sulla stessa lunghezza d’onda il comune di Castronuovo di Sant’andrea porta a casa ben 280.000 euro. Una somma che dovrà essere impiegata per i lavori di adeguamento del centro di animazione culturale Sella del Titolo. La struttura, infatti, necessita delle più elementari misure di sicurezza per poi affidarne nuovamente la gestione. Maggiormente nutrito il fronte religioso.

Il piccolo centro di Guardia Perticara conquista un finanziamento pari a 150.000 euro per il restauro della chiesa di San Rocco. Aperta una sola volta l’anno, la chiesa ha subito diversi restauri che, secondo molti, non avrebbero per niente accentuato il suo valore. Risalente al 1600 e facente parte del borgo, la chiesa necessita in primis di uno studio preliminare che ne possa ricostruire, almeno su carta, l’impianto originario, per poi decidere quali azioni architettoniche realizzare affinché San Rocco riacquisti il suo antico splendore.
Torna alla ribalta anche la cappella De Pierro di San Martino D’agri che si aggiudica 100.000 euro per i lavori di restauro. Situata in via Garibaldi, nel pieno del centro storico, la piccola chiesa è diventata da poco patrimonio comunale dopo la donazione della struttura, da parte della famiglia, alla condizione che fosse recuperata. A seguito del terremoto degli anni 80′ la piccola chiesa richiede un’azione di consolidamento della struttura portante e allo stesso tempo operazioni di restauro delle opere conservate al suo interno.

Dulcis in fundo la chiesa di Santa Lucia di Sarconi alla quale vengono assegnati 100.000 euro per un recupero che la valorizzi. «Era la ventiquattresima edizione della sagra del fagiolo – spiega il sindaco Cesare Marte – quando percorrendo il percorso degustativo, le autorità istituzionali notarono la chiesa e gli affreschi che essa conserva ». Chiusa a causa dei danni subiti con gli ultimi terremoti, sulla chiesa non vi sono fonti certe che ne possano datare l’origine. Forse costruita tra il XV e il XVII secolo, conserva al suo interno due affreschi, la cui bellezza può essere ammirata anche dall’esterno. Di probabile scuola napoletana, uno raffigura la Madonna con il bambino e l’altro, un trittico, presenta San Silvestro, Santa Lucia e Sant’Antonio Abate. Immediata la necessità di riconsolidare il solaio, mettere in sicurezza il tetto, valorizzare gli affreschi e dotare la chiesa di un arredo fruibile.

Di fronte alla copertura finanziaria, non resta che augurarsi un rapido evolversi delle fasi successive affinché queste strutture non si trasformino in un cantiere sempre aperto ma siano al più presto fruibili a coloro che ne vogliano ammirare il valore.

Francesca Gresia
Fonte: Il Quotidiano della Basilicata



PostHeaderIcon Il trasferimento di De Magistris da parte del CSM

una scelta inaccettabile, degna ancora una volta di un Paese incivile

Bernalda, 21 gennaio 2008

Il Comitato “Cittadini Attivi” di Bernalda e Metaponto esprime il più profondo sconcerto per la decisione del CSM di censurare e trasferire il Pm Luigi De Magistris dalla Procura di Catanzaro. Con tale atto si è voluto infliggere un duro colpo non soltanto ad un onesto e coraggioso magistrato, ma alle sacrosante aspettative di giustizia delle numerose e martoriate comunità civili calabresi e lucane, che tante speranze avevano riposto nell’operato di questo magistrato.

L’organo supremo della giustizia italiana, di fatto, ha dato l’impressione al popolo italiano, ancora una volta, di essersi schierato in favore dei potentati mafiosi, criminali e massonici, veri flagelli di vaste aree del Sud Italia, rendendosi complice di un degrado civile e morale che attanaglia inesorabilmente, ed in maniera sempre più aspra e irreversibile, ampie fasce della società civile italiana.

Il nostro operato, alla luce di questo ennesimo misfatto, sarà caratterizzato da una sempre più marcata ed incisiva opera di denuncia all’opinione pubblica italiana ed internazionale, affinché si percepisca se la portata di eventi così ricorrenti nella nostra nazione possano essere considerati autentici “ATTI ISTITUZIONALI DI CRIMINALITA’ CONTRO L’UMANITA’ ”.

Il Comitato “Cittadini Attivi”
di Bernalda-Metaponto



PostHeaderIcon Mollica su programma Seninese

(ACR) – “Il Programma speciale Senisese è un importante mezzo per veicolare la zona sud della Basilicata verso importanti traguardi di sviluppo”. E’ quanto afferma il capogruppo dei Verdi per la Pace in Consiglio regionale, Francesco Mollica, all’indomani dell’approvazione del provvedimento da parte della Giunta regionale.

“La valorizzazione delle risorse turistiche, storico – ambientali, culturali e sportive – prosegue Mollica – oltre ad incentivare delle attività d’impresa nelle aree industriali della zona favorirà un equo sviluppo dell’intero apparato produttivo del Senisese. Con quest’azione si fa seguito allo stanziamento da parte della Regione di 35 milioni di euro per l’attuazione del programma”.

“Dispiace – conclude Mollica – che la Giunta non abbia provveduto ad inserire i Comuni di Latronico ed Episcopia nel programma, nonostante la mozione presentata il 12 luglio 2007 che ne proponeva l’inclusione. Infatti, entrambi i Comuni citati risultano ubicati in posizione geografica privilegiata rispetto agli altri Comuni interessati dal programma; sono inseriti nel coordinamento Pit Lagonegrese e possiedono gli stessi requisiti di equilibrio ambientale e le stesse necessità di rilancio economico ed occupazionale. E’ auspicabile che la Giunta possa ovviare a tale inconveniente prevedendo azioni che possano permettere a detti Comuni un pronto rilancio dell’economia”.

Fonte: Basilicatanet.it



PostHeaderIcon L’elogio della Follia in Italia

Con uno sguardo di pietà sull’attuale situazione italiana ci sia di conforto il pensiero di Erasmo da Rotterdam, europeo d’Olanda.

Alla follia egli fa dire: “Qui non possiamo vedere niente di lieto o di felice, se non per merito mio”. Poi è lui stesso ad affermare: “Affinchè la vita non fosse troppo triste e tediosa Giove vi infuse più passioni che ragione”. E del pubblico operatore, protagonista oggi di tanta politica degenerata, il filosofo dice che “si fa odiare per forza, dato che è tanto diverso dagli altri per il modo di vivere e di sentire”.

Clemente Mastella si è dimesso da Ministro della Giustizia. Tra le tante ragioni del suo gesto ha inserito quella di voler uscire dalla “Casta”.

Dunque, per esplicita ammissione di un ex-Ministro dello Stato italiano, la Casta esiste. Se esiste la Casta, esiste anche la ricchezza della Casta.

La ricchezza della Casta è di due specie: quella guadagnata per l’incarico istituzionale, e quella accumulata per privilegi e abusi.

La seconda specie di ricchezza deve essere tutta restituita in nome del 50% delle famiglie italiane, che non possono arrivare economicamente alla fine del mese.

Per la riforma elettorale è zuffa costante per contendersi il potere, non per servire il popolo. Dov’è finita la sovranità popolare?

Sembra che nell’ordine della natura la “species” politica abbia per funzione l’eterna garanzia del destino cosmico.

Sta di fatto che al 93% degli italiani la “species” politica di oggi faccia specie, cioè faccia schifo.

Allora, in nome del popolo italiano, essa sia sostituita, e quella “nuova” abbia tutti i caratteri della ecologia naturale.

L’informazione pubblica intenerisce i cuori per la “sofferenza” del Papa contestato alla Sapienza, e non accentua “il travaglio” dei metalmeccanici in lotta per la giustizia.

“Applaudite, statevi bene, bevete, famosissimi seguaci della Follia”.

Così conclude il libretto di Erasmo.

Pietro Tamburrano,

a nome del Comitato Cittadini Attivi”

Bernalda-Metaponto



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