Archive del 30 gennaio 2008
La Basilicata punta all’innovazione
A sottolinearlo il Presidente della Giunta regionale, Vito De Filippo, nel corso di un incontro con il commissario europeo per le politiche regionali, Danuta Hubner che si è detta colpita positivamente.
MATERA - Innovazione, efficienza della pubblica amministrazione, maggiore confronto con i diversi soggetti territoriali: sono queste alcune delle priorità individuate oggi, a Matera, dal Presidente della Giunta regionale lucana, Vito De Filippo, nel corso di un incontro con il commissario europeo per le politiche regionali, Danuta Hubner.
«Il Mezzogiorno – ha spiegato il Governatore – è un contesto multiforme che ha punti di eccellenza importanti. La Basilicata, per esempio, parte da una solida e stabile qualità politico-amministrativa, che è uno degli elementi del nuovo programma 2007-2013. In passato non abbiamo restituito nulla. La Basilicata ha ottenuto 430 milioni di euro di premialità alla fine del 2004. E’ un risultato importante per la governance. Lavoriamo anche per agricoltura, industria, welfare».
Per De Filippo, «il programma comunitario non è solo opportunità finanziaria, ma è anche occasione di stimolo per la riforma amministrativa. La Basilicata non potrà diventare più grande e più forte. Ma c’è una strada che farà diventare questa regione più agile, investendo in capitale umano, formazione e ricerca che guarda a un processo di ‘lisbonizzazione’, intendendo con questo termine l’applicazione di quanto deliberato dall’Unione nella città portoghese in questi settori».
De Filippo, riassumendo gli inviti giunti dalle forze imprenditoriali e sociali, ha ribadito che lavorerà su «alcune priorità. Da parte nostra – ha osservato – c’è l’impegno a concentrare le risorse su pochi interventi, come abbiamo già fatto con i fondi sulle aree svantaggiate (Fas) in materia di trasporti e strade. Abbiamo, pertanto, raccolto i suggerimenti del Commissario in materia di controllo dei programmi e di una partnership sul territorio, attraverso un rapporto più stretto con gli enti locali e i diversi attori che concorrono allo sviluppo».
La Basilicata ha programmato per il Programma operativo Fesr 2007-2013 risorse 752.186,373 euro, individuando otto priorità nei settori dell’accessibilità, della società della conoscenza, della competitività produttiva, della valorizzazione dei beni culturali e naturalie dei sistemi urbani, dell’inclusione sociale, dell’energia e sviluppo sostenibile, della governance e dell’assistenza tecnica.
25/1/2008
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
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Potenza, Il Comitato No Oli sollecita il Consiglio Comunale
Il Comitato No Oil Potenza, in merito alla vicenda del pozzo a Monte Grosso, ha richiesto ufficialmente al sindaco ed al presidente del Consiglio comunale una convocazione straordinaria dell’assemblea municipale in cui dibattere, su relazione dello stesso comitato, sulla problematica. Al Consiglio Comunale ed al Sindaco il comitato chiede “una netta e non equivoca presa di posizione al riguardo, tenendo conto che sia il sindaco che lo stesso comitato sono espressione della volontà popolare dei cittadini di Potenza.
In attesa dell’auspicabile parere positivo a questo confronto, il Comitato No Oil Potenza ribadisce con fermezza la propria opposizione ad un progetto antidemocratico, quello della trivellazione a Monte Grosso, che rende di fatto indisponibile il proprio territorio alle istanze della popolazione”.
Fonte: Basilicatanet.it
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Dai banchi di scuola, alle piazze sino alla casa discografica
Il progetto musicale dei giovani “AEMA, Alternative Rock Band” è tutto particolare! La situazione iniziale vede alcuni studenti liceali alle prese con la filosofia, il greco e tutti quei chilogrammi di cellulosa, spesso sterili se non accompagnati da un’esperienza “dialettica” autentica.
Gli adolescenti presto, però, scoprono di condividere una passione. Una di quelle passioni che all’inizio non sai chiamare, almeno fino al momento dell’epifania, e che poi si trasforma quasi spontaneamente in ludiche sperimentazioni.
Gianluca Bruno
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Piano di monitoraggio delle diossine nel Metapontino
Il “caso Taranto”, relativo all’aumento di diossine emesse dall’ILVA di Taranto, allarma anche le popolazioni metapontine abitanti nell’area adiacente alla provincia jonica. In questa città, secondo l’EPER (European Pollulant Emission Register), si concentra il 30% della diossina italiana. In particolare, la diossina proveniente dall’ILVA di Taranto è passata da 71,4 grammi / anno dal 2002 ai 93 grammi / anno previsti per l’immediato futuro. Inoltre, nella diossina proveniente dall’ILVA sono stati riscontrati elementi pericolosissimi come il PCDD (policlorodibenzo–p–diossina) e il PCDF (policlorodibenzo–p–furano), cioè diossine cancerogene e teratogene (responsabili cioè di malfomarzioni neonatali in quantità infinitesimali); anche un solo miliardesimo di grammo di tali sostanze costituisce un serio pericolo per la salute.Essendo Taranto fonte di “contaminazione nazionale”, secondo i dati forniti dall’EPA e dall’INES, le aree adiacenti ad essa sono a più alto rischio di contaminazione per l’azione dei venti che trasportano tali sostanze a grandissime distanze. Per la presenza della Centrale a carbone dell’ENEL a Brindisi e dell’ILVA a Taranto il Salento, il Tarantino e l’intero arco jonico fino alla Calabria registrano lo sconcertante primato della malattie cancerogene e l’incremento delle incidenze neoplastiche in tutto questo territorio. Mentre in Italia tutta la diossina immessa diminuisce passando dai 222,5 grammi / anno del 2002 ai 103 grammi/anno del 2005, a Taranto aumenta passando dal 32,1% al 90,3% del totale nazionale delle emissioni. Sono dati dell’INES.
I laboratori di ricerca hanno dimostrato che l’esposizione a dosi anche bassissime di diossina danneggia sia la salute umana che la produzione agricola e animale.
Il Comitato “Cittadini Attivi” di Bernalda e Metaponto, in consonanza con l’iniziativa dell’Associazione nazionale Peace Link, chiede agli Enti di riferimento di monitorare i livelli di presenza della diossina nell’area metapontina e materana, molto vicine all’ILVA di Taranto e all’intera Basilicata, per le ragioni serie sopra descritte.
La Regione Veneto ha condotto analogo monitoraggio per l’intero territorio, data la presenza del Petrolchimico di Porto Marghera.
Con i più convinti saluti.
Per il Comitato “Cittadini Attivi”
di Bernalda e Metaponto
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Il governo Prodi pugnalato alle spalle: fine dell’Unione
MARSICO NUOVO (PZ) – Può, davvero, un Mastella far cadere un governo che stava facendo cose buone per il paese? Certamente si, in una Italia dove vige la regola “una voce, un partito” questo è possibile. Un’uomo come Mastella, padrone assoluto di un partito, l’Udeur, piccolo piccolo che ha preso l’1,3% dei voti e la cui ideologia affonda le proprie radici nel medioevo, ha avuto l’abilità di spezzare del tutto i già precari equilibri instauratisi tra le forze della maggioranza, e tutto ciò per un mero tornaconto personale: se la poltrona la perdo io la devono perdere anche gli altri.
Purtroppo, però, proprio lì sta l’errore grave da parte dell’attuale PD: essersi alleato con forze politiche che di progressista non hanno niente, che sono incapaci di accettare il fatto che i tempi sono cambiati, che la società è cambiata. In questi due anni circa di governo non si è fatto altro che demonizzare la sinistra più radicale, di vedere in essa la causa di tutti i mali del governo Prodi quando, alla fine, questa sinistra ha sempre espresso il suo sostegno al governo, anche in occasioni in cui non ne condivideva l’operato. Altri, invece, che se ne infischiano del proprio paese e dei propri elettori, hanno sempre preferito privilegiare le loro idee, anche se di campanile, obsolete, anacronistiche o dettate dall’intolleranza: questi hanno pugnalato alle spalle milioni di italiani che vedevano nel governo di centrosinistra una speranza di radicale cambiamento.
Ora, grazie a questi disfattisti, incombe il rischio che l’Italia ritorni nelle mani del centrodestra e con essa i vecchi fantasmi come la questione sull’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, dei finanziamenti inopportuni e senza limiti verso le strutture sanitarie private, verso le ridicole scuole e università private, la cancellazione della tassa di successione e così via; tutto questo deve essere assolutamente evitato. Per questo motivo il PD dovrà essere leader di un fronte progressista dove vi siano presenti tutte le forze della sinistra unita, insomma, sarebbe giunto il momento che alla guida del paese vi sia una forza socialista democratica e progressista, che sia laica, che si occupi dei veri problemi della gente, è necessario che ci siano una sinistra di governo ed un centro che stia lontano e al suo posto, senza più alleanze incompatibili.
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