Il governo Prodi pugnalato alle spalle: fine dell’Unione

Mastella e i liberaldemocratici di Dini tradiscono 19 milioni di italiani

MARSICO NUOVO (PZ) – Può, davvero, un Mastella far cadere un governo che stava facendo cose buone per il paese? Certamente si, in una Italia dove vige la regola “una voce, un partito” questo è possibile. Un’uomo come Mastella, padrone assoluto di un partito, l’Udeur, piccolo piccolo che ha preso l’1,3% dei voti e la cui ideologia affonda le proprie radici nel medioevo, ha avuto l’abilità di spezzare del tutto i già precari equilibri instauratisi tra le forze della maggioranza, e tutto ciò per un mero tornaconto personale: se la poltrona la perdo io la devono perdere anche gli altri.

Così, al senato, dove il centrosinistra aveva una maggioranza risicata, l’Udeur ha fatto mancare il proprio appoggio al governo, distruggendo l’egregio lavoro sinora svolto, con il rischio di poter riconsegnare, in un futuro immediato, letteralmente l’Italia al centrodestra. L’Unione, due anni or sono, si era presentata agli elettori come una coalizione pronta a far ripartire l’Italia dopo gli anni bui (e in nero) del governo di centrodestra. Ma, come sta accadendo, ormai, dalla metà degli anni novanta, le coalizioni le si fanno innanzitutto per vincere le elezioni e poi per governare per cui, se si vuole vincere, si devono necessariamente unire le forze, tutti diventano, a questo punto, indispensabili e fondamentali, e ovviamente lo è anche l’Udeur.

Purtroppo, però, proprio lì sta l’errore grave da parte dell’attuale PD: essersi alleato con forze politiche che di progressista non hanno niente, che sono incapaci di accettare il fatto che i tempi sono cambiati, che la società è cambiata. In questi due anni circa di governo non si è fatto altro che demonizzare la sinistra più radicale, di vedere in essa la causa di tutti i mali del governo Prodi quando, alla fine, questa sinistra ha sempre espresso il suo sostegno al governo, anche in occasioni in cui non ne condivideva l’operato. Altri, invece, che se ne infischiano del proprio paese e dei propri elettori, hanno sempre preferito privilegiare le loro idee, anche se di campanile, obsolete, anacronistiche o dettate dall’intolleranza: questi hanno pugnalato alle spalle milioni di italiani che vedevano nel governo di centrosinistra una speranza di radicale cambiamento.

Ora, grazie a questi disfattisti, incombe il rischio che l’Italia ritorni nelle mani del centrodestra e con essa i vecchi fantasmi come la questione sull’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, dei finanziamenti inopportuni e senza limiti verso le strutture sanitarie private, verso le ridicole scuole e università private, la cancellazione della tassa di successione e così via; tutto questo deve essere assolutamente evitato. Per questo motivo il PD dovrà essere leader di un fronte progressista dove vi siano presenti tutte le forze della sinistra unita, insomma, sarebbe giunto il momento che alla guida del paese vi sia una forza socialista democratica e progressista, che sia laica, che si occupi dei veri problemi della gente, è necessario che ci siano una sinistra di governo ed un centro che stia lontano e al suo posto, senza più alleanze incompatibili.

Michele Rivelli



4 Responses to Il governo Prodi pugnalato alle spalle: fine dell’Unione

  1. Gaetano scrive:

    Non capisco come l’abolizione della tassa di successione possa essere un male…

  2. Anonymous scrive:

    Gaetà, se possiedi immense fortune alla tua dipartita è sacrosanto che gli eredi paghino la tassa di successione. Ovviamente, ma succede già, se sei proprietario solo della casa in cui vivi e poco altro questa tassa non la paghi.

  3. Anonymous scrive:

    La campagna elettorale è ufficialmente partita.

    Ricompare una nota penna, faziosa ed infelice, già capace di generare, suo malgrado, veleni durante la campagna elettorale marsicana.

    Ma tant’è.

    Nel merito dell’articolo cosa si può dire.

    Niente.

    Fino a quando si legge e si guarda solo nelle prorie ragioni o nella propria fazione, si rimane TIFOSI.

    Il TIFOSO è folcloristico, fa colore, riempie le sale e le piazze, parla e scrive a voce alta.

    Il TIFOSO non avverte il puzzo del compromesso e del conflitto di interesse, si abbandona ai luoghi comuni dell’ideologia e del conformismo, è pronto a scagliarsi contro chiunque non la pensi allo stesso modo.

    E’ questa la nostra MEGLIO GIOVENTU’?.

  4. Anonymous scrive:

    CARO MICHELE E DELL’UDEUR IN REGIONE BASILICATA COSA NE FACCIAMO ?
    E AL COMUNE DI POTENZA?
    QUANDO LI CACCIAMO A CALCI IN CULO?

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