Con uno sguardo di pietà sull’attuale situazione italiana ci sia di conforto il pensiero di Erasmo da Rotterdam, europeo d’Olanda.
Alla follia egli fa dire: “Qui non possiamo vedere niente di lieto o di felice, se non per merito mio”. Poi è lui stesso ad affermare: “Affinchè la vita non fosse troppo triste e tediosa Giove vi infuse più passioni che ragione”. E del pubblico operatore, protagonista oggi di tanta politica degenerata, il filosofo dice che “si fa odiare per forza, dato che è tanto diverso dagli altri per il modo di vivere e di sentire”.
Clemente Mastella si è dimesso da Ministro della Giustizia. Tra le tante ragioni del suo gesto ha inserito quella di voler uscire dalla “Casta”.
Dunque, per esplicita ammissione di un ex-Ministro dello Stato italiano, la Casta esiste. Se esiste la Casta, esiste anche la ricchezza della Casta.
La ricchezza della Casta è di due specie: quella guadagnata per l’incarico istituzionale, e quella accumulata per privilegi e abusi.
La seconda specie di ricchezza deve essere tutta restituita in nome del 50% delle famiglie italiane, che non possono arrivare economicamente alla fine del mese.
Per la riforma elettorale è zuffa costante per contendersi il potere, non per servire il popolo. Dov’è finita la sovranità popolare?
Sembra che nell’ordine della natura la “species” politica abbia per funzione l’eterna garanzia del destino cosmico.
Sta di fatto che al 93% degli italiani la “species” politica di oggi faccia specie, cioè faccia schifo.
Allora, in nome del popolo italiano, essa sia sostituita, e quella “nuova” abbia tutti i caratteri della ecologia naturale.
L’informazione pubblica intenerisce i cuori per la “sofferenza” del Papa contestato alla Sapienza, e non accentua “il travaglio” dei metalmeccanici in lotta per la giustizia.
“Applaudite, statevi bene, bevete, famosissimi seguaci della Follia”.
Così conclude il libretto di Erasmo.
Pietro Tamburrano,
a nome del Comitato Cittadini Attivi”
Bernalda-Metaponto
src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js">