La Val D’agri nonostante il gran parlare che si fa del Parco e del Petrolio, resta una delle aree più depresse della nostra regione. Questa situazione resta una realtà, nonostante negli ultimi anni piovano milioni e milioni di euro provenienti dalle Royalties Petrolifere. Questo meccanismo che inizialmente sembrava potesse garantire uno sviluppo dell’area, sembra aver miseramente fallito.Mega investimenti sono ricaduti sul territorio in modo distorto, molti interventi inutili o superflui, in molti centri sono stati ristrutturati monumenti, chiese, e questo può essere utile anche se molte restano chiuse da anni. Ma oltre a questo ci si aspettava molto di più, si parlava di realizzare tante cose e invece io di concreto, di funzionale al territorio, non ho visto nulla. Un centro culturale, una mediateca, nuove scuole, strutture per gli anziani, centri di ricerca, attrezzature per l’insegnamento, investimenti in fonti rinnovabili, contributi per nuove forme di aggregazione, e invece nulla di tutto ciò.Oggi è tutto fermo a dieci anni fa, i giovani continuano ad abbandonare le nostre terre, il territorio continua ad essere martoriato da pozzi, discariche abusive, cave, tagli illegali, incendi ecc. Nella media val d’agri gran parte dei comuni sono ormai al di sotto del limiti pericoloso dei mille abitanti, e alcuni centri hanno già assunto le caratteristiche di villaggi, più che di centri abitati.
Mi chiedo a questo punto quale sarebbe il sistema migliore per sfruttare al massimo le risorse del sottosuolo Lucano? Bisogna chiedersi perchè il sistema Royalties, insieme al POR e ad altri progetti hanno fallito, o stanno fallendo. Su questi temi la Regione, il Presidente De Filippo, dovrebbe avviare un insieme di incontri, e di visite nella zona, aprire dei tavoli di consultazione, e soprattuto ascoltare la gente, ascoltare le persone che tutti i giorni vivono in quelle terre, giovani, anziani, agricoltori, imprenditori, tutti. La Politica deve essere fatta per la gente e con la partecipazione della persone comuni. Bisogna decidere tutti insieme del futuro di questa valle.
Nonostante tutto il PN della Val D’Agri sarà sicuramente una possibilità in più, una nuova vera sfida per il rilancio sociale culturale ed economico, speriamo di non farci sfuggire anche questa occasione.
Per ora sono rimaste in Val D’Agri tante promesse, molti raccomandati e pochi fatti, o meglio molte cose fatte male.
Fonte: Geaton