Il poeta-ingegnere era molto legato al capoluogo sannita, che lo ospitò per un lustro presso il Collegio De La Salle
Il 9 marzo 1908, a Montemurro in Val d’Agri, nasceva Leonardo Sinisgalli, il poeta-ingegnere molto legato alla città di Benevento, che lo ospitò per un lustro presso il Collegio “De La Salle ”.
Il gruppo ISIDEA, nel rimarcare questa ricorrenza, annuncia che è in pubblicazione presso le Edizioni Il Chiostro una ricerca esclusiva di Rito Martignetti sugli anni del collegio del grande scrittore e critico d’arte lucano, fondatore nel 1953 della rivista internazionale “Civiltà delle macchine”, tentativo riuscito di far convivere culture umanistica e scientifica, in un momento italiano di ricostruzione industriale.
L’originalità del progetto creativo di Sinisgalli fu quello di cercare di accordare la scienza al sentimento, la geometria all’arte, la matematica alla poesia. Il furor poeticus di Sinisgalli non fu dissimile dal “furor mathematicus” (titolo di una sua famosa opera), perché sia il poeta che il matematico si interrogarono intorno al mistero delle cose. Art director e consulente pubblicitario, lavorò tra Milano e Roma alle dipendenze di Olivetti, Pirelli, Finmeccanica, Alitalia, ENI. Morì a Roma il 31 gennaio del 1981.
Genio della matematica ed eccellente disegnatore, Leonardo Sinisgalli, rifiutò l’invito di Fermi ad entrare nel gruppo di scienziati di Via Panisperna, preferendo così la poesia alla bomba atomica. Si occupò di architettura e grafica. Fu, documentarista e curatore in RAI di programmi radiofonici come “Il teatro dell’usignolo” e “La lanterna”. Realizzò campagne pubblicitarie e mostre, tra cui “Arte e Industria” alla Galleria d’arte moderna a Roma, nel 1955.
Affascinato dai crepuscolari prima e dagli ermetici poi, Sinisgalli entrò in amicizia, in particolare, con Ungaretti, Cardarelli, De Libero, Gatto, col pittore Scipione e influenzò il conterraneo poeta-sindaco Rocco Scotellaro.
Negli anni della maturità, che definì nel titolo di una sua raccolta L’età della luna, compose prosa e poesia di memoria, fino agli esiti epigrammatici delle ultime raccolte. Benevento rimase sua città dell’anima e Sinisgalli continuò a ritrovarla in sogni ricorrenti. Nei racconti presentati nella ricerca di Rito Martignetti, ricca di documenti d’epoca, il poeta lucano ricorda il fiume Calore, il Duomo, il corso Garibaldi con i suoi negozi di confetti e le cassatine del Bar Pastore, Santa Sofia, il Palazzo della Prefettura, la Villa Comunale, la scrittura beneventana. E, naturalmente, i professori e gli amici convittori del Collegio De La Salle, nel quale Sinisgalli trascorse i brillanti anni di studio compresi tra il 1920 ed il 1925.