Monthly Archives: aprile 2008

Val d’Agri: che nessuno tocchi il parco

In pieno accordo con quanto ho dichiarato negli ultimi tempi anche l’Ass. No Oil di Potenza reputa questa emergente fobia antiparco manifestata da diverse categorie di persone, insensata e incosciente. Riporto di seguito il comunicato stampa di “No Oil Potenza”.

Che venga rimesso in discussione e proprio dalla Val d’Agri l’annoso iter procedurale che ha portato all’istituzione ed alla perimetrazione del parco nazionale della Val d’Agri-lagonegrese, è per questo comitato già abbastanza inaudito, folle, incosciente, soprattutto quando a farsene paladini sono le associazioni dei cacciatori, ma le notizie di stampa in merito ad un presunto comitato anti-parco sorto nella valle che osteggerebbe la stessa perimetrazione, rincarano la dose oltre ogni limite. Che le associazioni doppiettistiche presentino un ricorso al TAR contro la perimetrazione del parco, che a loro dire limita i loro diritti, potevamo anche aspettarcelo – fosse per loro si potrebbe sparare anche a parco Montereale a Potenza! – ma che a dar man forte a simili progetti anti-storici (il parco è finalmente una realtà legislativa ed in quanto tale ne vanno osservate le prescrizioni) ed anti-ambientalisti fossero, oltre che professionisti, imprenditori, artigiani ed agricoltori, anche dei sindaci della zona ci pare francamente troppo.

Preoccupati dai limiti che a loro dire il parco imporrebbe all’edilizia – ma quale edilizia? Quella degli eco-mostri pubblici (il ponte sul lago del Pertusillo o l’assurdità genetica di una stazione di autobus a Paterno mai entrata in funzione) o quella dei privati (dovremmo forse ricordare quanto si è capaci di concedere in deroga al buon senso, più che alle normative edilizie, o piuttosto dare diritto di credito a quei tristi mattoni forati a vista permanente che troppo spesso deturpano i nostri paesi?) – i sindaci intendono organizzare una conferenza di servizio sulla possibilità di esperire vie legali contro il parco o meglio contro i suoi confini, a loro dire troppo vicini alle zone abitate per non creare vincoli.

Costoro, non paghi di assecondare consensi di bottega facilmente intuibili, fanno inoltre riferimento ad una serie di altre attività che il parco a loro dire limiterebbe, dall’agricoltura alla silvicoltura, settori che al contrario tanto avrebbero da guadagnare proprio dal parco, nell’ottica di reale integrazione tra attività umane e natura che una gestione dinamica del parco comporterebbe, e di cui invece vengono denunciati limiti che non si comprende se risiedano nel diritto della collettività ad un ambiente sano e ad un’agricoltura entropica ai ritmi naturali e quindi anche umani o nel diritto dei singoli a fare tutto come gli pare, in una visione cettolaqualunquista della realtà che già spaventa per il futuro prossimo.

Questo parco nazionale già nasce monco, ritagliato com’è su misura degli interessi delle compagnie petrolifere, per far rientrare pozzi o aree di prossima perforazione in zone a minore o nei fatti nulla tutela ambientale, in ritardo rispetto alle reali necessità di salvaguardia di uno dei maggiori bacini di bio-diversità dell’intera area mediterranea, minacciato dall’impatto violento degli idrocarburi e delle relative infrastrutture, annacquato, vista la delimitazione della zona a protezione integrale alle sole creste montuose, come se le specie floro-faunistiche da salvaguardare vivessero solo ad alta quota e non praticamente ovunque la natura sia lasciata abbastanza in pace, ma comunque nasce ed è uno di quegli avvenimenti che dovrebbe rallegrare chiunque comprenda che ormai un modello di sviluppo va sostituito al più presto con un altro, più sostenibile in ogni senso.

Tra queste persone dovrebbero esserci i cittadini della Val d’Agri, la cui vera minaccia all’economia – ed alla salute – risiede nell’attività senza freni dell’estrazione e raffinazione di idrocarburi, altro che le minacce che verrebbero dall’estensione del parco! Si chiede di allontanare il parco dalle zone abitate e si denuncia come paradigma dell’invasività di questo supposte limitazioni ad alcune attività umane che, se si aspettasse almeno l’istituzione di un regolamento del parco o si leggessero le norme di gestione dei parchi nazionali, troverebbero molte ed ampie risposte in termini di criteri vincolanti per zone di perimetrazione (zone A,B e C, cioè zone a tutela integrale, a tutela semi-integrale ed a tutela integrata alle attività umane). Si preferisce invece mettere il carro avanti ai buoi, utilizzando come argomento negativo la contiguità del parco al centro olii di Viggiano ed ai pozzi sparsi ovunque nella valle, cosa che dovrebbe far pensare piuttosto a quanto proprio il sistema ENI sia stato ostacolo all’unico volano di sviluppo per una terra altrimenti destinata a morire di petrolio.

Noi del comitato no oil potenza ci chiediamo se non siano le attività umane a necessitare di limiti e di nuovi indirizzi verso i criteri di maggiore sostenibilità che il parco ed una nuova conseguente cultura del fare umano suggerirebbero come soluzione per uscire da una condizione di sfruttamento senza limiti di ambiente e risorse che si ritorce con effetti devastanti sull’intera società. Più che metter limiti al parco, cari sindaci, cerchiamo di metter limiti al petrolio ed alla sua – quella si reale e devastante! – invasività di ogni aspetto della vita sociale, economica e naturale della nostra regione e della valle dell’Agri in modo particolare…io amo la mia terra!!!

Miko Somma, portavoce del comitato no oil potenza

Fonte: Geaton



Figli di una grande terra!

Definita le terra dei santi, dei poeti e dei navigatori, l’Italia da sempre è una delle nazioni più importanti della Terra. E’ la terra in cui sono nate persone del calibro di Galileo Galilei, Leonardo Da Vinci, Michelangelo Buonarroti, Raffaello Sanzio, Dante Alighieri, ecc… Essi fanno parte dei milioni di italiani che, nel tempo, hanno dato origine allo splendore che caratterizza la nostra terra.

Oggi l’Italia vive un periodo di crisi economica e sente il “peso” dei tanti immigrati presenti sul territorio. Gli immigrati sono una risorsa del territorio ma anche un grande problema. Troppo spesso gli italiani si sentono ospiti nella propria nazione (raggruppamento di persone che hanno in comune la lingua, la cultura, l’etnia).

E’ giusto che sul nostro territorio ci siano persone che dovrebbero essere ospiti ma al tempo stesso si sentono “padroni” della nostra terra? E’ giusto che nei bandi di concorso delle nostre università vengano assegnati la maggior parte dei posti letto e borse di studio agli stranieri?

Se non sapete rispondere vi consiglio di andare a parlare con i tanti italiani che si sono visti scavalcati nelle graduatorie dalle migliaia di immigrati (reddito basso) e che hanno dovuto rinunciare a studiare nei luoghi scelti. Secondo il mio modestissimo parere l’Italia deve risolvere i problemi prima di coloro i quali appartengono a questa terra da generazioni e poi di coloro i quali hanno le intenzioni giuste per essere accolti nella nostra amata terra.

Quindi siano i benvenuti coloro i quali arrivano in Italia con le intenzioni di lavorare e di rispettare i nostri usi e costumi, ma attenzione: Prima gli italiani….. figli di una grande terra!

Vincenzo Aulicino
Esponente PDL Marsico Nuovo



Rubrica: Una Foto, Una Frase

La frase della settimana:

La ragione umana viene afflitta da domande che non può respingere, perché le sono assegnate dalla natura della ragione stessa, e a cui però non può neanche dare risposta, perché esse superano ogni capacità della ragione umana

KANT

La foto della settimana:

The London Eye:
E se ci fosse qualcosa di simile in Basilicata?

CSAIL, siamo riusciti ad imporre la “Questione Petrolio” in questa campagna elettorale

Il Csail è soddisfatto per aver “imposto” al centro del dibattito di questa campagna elettorale la “questione petrolio” e si dice fiducioso che nella nuova legislatura in Parlamento e con il nuovo Governo, attraverso una più oculata gestione delle risorse petrolifere della Val d’Agri e benefici diretti alle popolazioni locali, si determineranno le condizioni per realizzare il vero sviluppo produttivo, nuovi posti di lavoro, il benessere sociale delle comunità delle aree interne, prospettive di futuro per i nostri giovani che sono, da sempre, gli obiettivi del CSAIL.
Siamo soddisfatti peraltro che si stopperanno i tentativi di “snaturare” il provvedimento relativo alle ZFU da realizzare nel Sud”.

Ad affermarlo è il presidente del Csail Filippo Massaro sottolineando che “l’iniziativa politico-istituzionale per l’istituzione della ZFU in Val d’Agri e la riduzione del costo del carburante concordata è destinata ad avere benefici diretti ed indiretti sulle popolazioni interessate di gran lunga superiore agli sconti sulla bolletta del gas annunciati dal Presidente della Regione”.

Saranno i Comuni di concerto con Regioni e Ministero dello Sviluppo Economico – evidenzia il Cail – a formulare le proposte al CIPE, che provvederà alla scelta sulla base di alcuni parametri particolarmente indicativi del disagio socio-economico. Innanzitutto, i Comuni nei quali ricadranno le Zone Franche Urbane dovranno avere una popolazione superiore a 25000 abitanti e un tasso di disoccupazione superiore alla media nazionale; le aree individuate, inoltre, non dovranno superare il 30% della popolazione dell’intera area urbana (in ogni caso nel limite di 30000 abitanti stabilito dall’art. 1 comma 340 della Legge Finanziaria 2007, così come modificato dalla Legge Finanziaria 2008) e dovranno recare un tasso di disoccupazione superiore alla media comunale.

Determinante sarà, infine, la rispondenza delle Zone Franche Urbane a un “indice di disagio socio-economico”, misurato tenendo conto degli scostamenti rispetto alla media nazionale dei tassi di disoccupazione, occupazione, concentrazione giovanile e scolarizzazione riscontrati. Su queste basi – dice Massaro – finalmente il nostro sogno in Val d’Agri si realizzerà.

Villa d’Agri, 10.04.2008
FILIPPO MASSARO – CSAIL -

Beni Culturali: da ‘Fondazione Per Il Sud’ il bando Tutela e Valorizzazione

Roma, 27 apr. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Al vasto patrimonio storico-artistico e culturale del Mezzogiorno, dai beni storico-artistici alle tradizioni culturali e la cultura locale, dall’artigianato alle tradizioni eno-gastronomiche, e’ dedicato il primo bando “Tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico e culturale” della Fondazione per il Sud, soggetto privato nato dall’alleanza tra fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore e del volontariato per l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno.

Lo scopo: dare una risposta concreta, attraverso “progetti esemplari”, all’incuria e l’indifferenza che troppo spesso relegano i beni culturali, storici e artistici in un ruolo di secondo piano. Con questo obiettivo, Fondazione per il Sud sollecita la presentazione di progetti innovativi e di rilevanza territoriale che possano divenire modelli per promuovere la conoscenza del patrimonio storico-artistico culturale e assicurare migliori condizioni di tutela, utilizzazione e fruizione.

Le regioni interessate sono Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. La Fondazione supporta progetti integrati, che prevedano azioni di sostegno per lo sviluppo del volontariato e terzo settore di produzione e/o di servizio, eventualmente accompagnati da azioni di formazione. Le proposte devono essere inviate alla Fondazione entro il 30 agosto 2008 (il bando e’ scaricabile dal sito www.fondazioneperilsud.it).

Fonte: ADNKRONOS

Acqua: firmato atto di intesa tra Puglia e Basilicata

E’ stato firmato oggi nella sede di rappresentanza della Regione Basilicata, a Matera, un Atto di Intesa tra la Regione Puglia e la Regione Basilicata per l’adozione di regole e modalita’ operative della societa’ Acqua SpA, soggetto giuridico creato per gestire le risorse idriche interregionali.

Hanno sottoscritto il documento il governatore della Puglia, Nichi Vendola, e quello della Basilicata, Vito De Filippo.

Nell’Atto e’ previsto che le quote acqua saranno del 60% per la Regione Basilicata e del 40% per la Regione Puglia, secondo criteri che tengono conto:

  • delle risorse idriche rese disponibili per finalita’ sociali
  • del valore attuale delle infrastrutture e degli impianti di proprieta’ delle Regioni affidati in gestione alla societa’
  • in relazione alla popolazione
  • in relazione alle aree irrigue da servire.

Via: ANSA