Sant’Arcangelo, la storia di Passanante, di Ulderico Pesce

Sant’Arcangelo (Pz) – Il Centro Mediterraneo delle Arti porta in scena al Centro Polifunzionale sabato 12 aprile “L’innaffiatore del cervello di Passannante”, lo spettacolo di Ulderico Pesce ideato per chiedere la traslazione dei resti dell’anarchico che nel 1878 aggredì Umberto I.

Così Giovanni Passannante, nato a Salvia (oggi Savoia di Lucania) nel 1849, fu condannato a morte e l’anno successivo il Regio Decreto del 29 marzo commutava la pena capitale nei lavori forzati a vita. Inviato nell’ergastolo di Portoferraio, sull’isola d’Elba, a seguito del trattamento disumano cui fu sottoposto, costretto a vivere in assoluta solitudine e in perenne silenzio, Passannante cominciò a dare segni di squilibrio mentale.

Dopo dieci anni di dura detenzione fu sottoposto a perizia psichiatrica dai professori Biffi e Tamburini che lo dichiararono non sano di mente, disponendone l’invio presso il manicomio giudiziario di Montelupo Fiorentino dove morì il 4 febbraio 1910. Il cadavere di Passannante fu sottoposto ad autopsia e, successivamente, il cervello e il cranio furono inviati all’Istituto Superiore di Polizia presso il carcere giudiziario “Regina Coeli” di Roma. Da qui, nel 1936, i reperti anatomici furono inviati al Museo Criminale dove sono rimasti fino al 2007. Oggi attendono di essere seppelliti nel museo che sarà ubicato all’interno del castello di Savoia di Lucania non appena saranno finiti i lavori di ristrutturazione.

Fonte: Regione Basilicata



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