
“Mentre si riaccende la polemica sulla
“Basilicata spendacciona” anche per la promozione turistica (secondo un Rapporto Confturismo-Confcommercio del 2007 sulla spesa delle Regioni per il turismo, in Basilicata, tra il 2001 e il 2006, sono stati dissipati 374 milioni di euro) la
stagione estiva 2008, che volge al termine, è stata la peggiore in assoluto in Val d’Agri”.
E’ il commento del Csail (Comitato per lo Sviluppo delle Aree Interne Lucane) che ha incontrato albergatori, titolari di aziende agrituristiche, operatori turistici dei comuni della Val d’Agri raccogliendo proteste e preoccupazioni. “Se si fa eccezione di sparute comitive di pugliesi e campani per qualche fine settimana e il classico pienone di ferragosto negli agriturismi – riferisce Filippo Massaro, presidente del Csail – gli unici turisti che si sono visti dalle nostre parti sono le famiglie degli emigrati rientrati nel paese d’origine per qualche giorno di ferie.
Al Pertusillo, a parte qualche manifestazione di richiamo, si è ripetuto il solito rito della gita di una giornata; a Grumento gli scavi e il Museo hanno attirato la solita ventina di bus con visitatori frettolosi che si sono fermati tra un’ora e un’ora e mezzo; a Viggiano si spera nel pienone dei fedeli per i festeggiamenti della Madonna. In definitiva, nonostante gli investimenti che in Val d’Agri sono più consistenti rispetto ad altre aree della provincia di Potenza, per effetto delle misure del Programma Operativo finanziato dalle royalties del petrolio a favore delle strutture alberghiere e ricettive, la promozione ha fatto flop.
Gli operatori – dice Massaro – sono fortemente sfiduciati e stanno pensando di chiudere gli alberghi perché non riescono a sopportare spese di gestione senza la presenza di clienti (i matrimoni e i pranzi non bastano ad ammortizzare i costi vivi) e perché sono disillusi dagli impegni del direttore-manager dell’Apt Giampiero Perri che nel mese di luglio ha tenuto incontri in Val d’Agri con tante belle promesse. Eppure ai nostri operatori non si può rimproverare nulla perché hanno fatto quello che hanno potuto come dimostra l’esperienza del Consorzio Turismo Alta Val d’Agri (9 alberghi, 1 agriturismo, 4 aziende di prodotti tipici) partecipando persino a fiere internazionali, producendo dvd, realizzando campagne e pacchetti turistici integrati ma evidentemente i programmi dell’Apt non prendono in considerazione la Val d’Agri se non per scrivere nel proprio sito che ci sarà presto un Parco Nazionale, mentre per l’assessore al Turismo Folino, con la sua limitata cultura, c’è tempo da dedicare solo al “Volo dell’angelo” nel suo paese” ma non si accorge che la nave “Basilicata” carica di miliardi di euro “vergognosamente affonda” per l’ incapacità del capitano e dei suoi sciocchi comandanti .
Villa d’Agri, 28.08.2008
CSAIL – FILIPPO MASSARO
Al danno del petrolio si aggiunge anche la beffa del turismo che non esiste più in val d’Agri .
ottimo l’articolo di Massaro che senza mezzi termini mette a “nudo” la realtà della val d’agri e il fallimento del territorio petrolifero .
Il turismo in val d’agri è andato scemando dall’inizio delle estrazioni petrolifere .
La scellerata olitica lucana ha dato i risultati che Filippo Massaro ha indicato con la imparziale e meticolosa precisione.
Condividiamo tutto quanto è stato scritto dal signor massaro .
Una estate terribile… pensate che a Marsico Nuovo era prevista una serata teatrale che misteriosamente è svanita nel nulla…
UN NUOVO SANFEDISMO PER IL MERIDIONE
Il popolo meridionale è ormai stufo del vassallaggio politico perpetrato dai partiti di regime che non solo ne risulta “conquistato” politicamente, ma spogliato delle proprie ricchezze e “colonizzato” dal punto di vista sociale e culturale Quotidianamente si avverte palesemente la sua voglia di riscatto e tutto ciò si avvicina alla politica DELL’UNIONE FEDERALISTA MERIDIONALE, che invoca l’autonomia del SUD mediante l’autodeterminazione del popolo meridionale, finalmente artefice del proprio destino. Tra i valori su cui si base tutta la politica del Movimento, c’è l’amore del proprio territorio e delle proprie radici storico-culturali, tra cui l’appartenenza al Cristianesimo ed agli insegnamenti di Santa Madre Chiesa. Il Sud Italia ha voglia di autonomia, vuol dimostrare di poter essere finalmente capace di autogovernarsi. Le tanto declamate capacità meridionali sono pronte a svincolarsi dalle maglie di quella politica che hanno prodotto più danni di un esercito invasore. E’ lo stesso spirito che contraddistinse tutti quei meridionali che si organizzarono intorno al movimento della Santa Fede alla cui guida era il card. Francesco Ruffo. Proprio nel 1799 è riscontrabile nella storia dell’Italia del Sud l’unico momento che accomunò tante regioni (quante rappresentate dalle stelle del nostro simbolo) ad opporsi alla classica politica piovuta dall’alto. In un momento importante per l’Italia di allora, che rischiava di tracollare sotto i colpi di un falso liberismo e di un progressismo sanguinario, proprio dell’invasione giacobina, oggi bisogna arginare l’ondata, altrettanto cruenta, di un falso perbenismo dai colori arcobaleno, che rischia di far perdere le nostre origini. La matrice religiosa che lega tutti i movimenti meridionali non risulterà più sbiadita o ignorata, in futuro, nei libri di storia o, peggio, ricordata con disprezzo. Dopo 200 anni ci ritroviamo con un SUD sempre più povero; allora derubato, oggi accusato di essere l’assistita palla al piede dell’economia italiana. I meridionali che hanno deciso di svegliarsi e partecipare attivamente non saranno considerati fanatici o briganti. Come nel periodo dell’insorgenza meridionale si seppe coordinare la generosa reazione popolare, gli ispiratori, oggi, della rinascita del SUD saranno assunti a modello, perché capaci di unire le varie esigenze territoriali rappresentate dalle tante associazioni ed L’UNIONE FEDERALISTA MERIDIONALE è pronta a svolgere il proprio ruolo partecipando attivamente alla costituzione della nuova Italia Federale.
Mauro Grandinetti
Ufficio Stampa
UNIONE FEDERALISTA MERIDIONALE
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