Mercoledì 23 luglio 2008, dalle ore 21,00, il tratto di Corso Umberto coincidente con l’angolo di via Maffei in Bernalda
ospitava il giudice Vincenzo Montemurro, l’insegnante
Olimpia Fuina e il
sacerdote Marcello Cozzi per la presentazione del libro scritto da quest’ultimo “
Quando la mafia non esiste”.
Erano presenti molti cittadini che seguivano gli interventi con attenta partecipazione e significativo coinvolgimento. L’assembramento ricordava i grandi raduni organizzati dal Laboratorio di Storia del locale Liceo Scientifico per incontrare, di anno in anno, Maria Falcone, Rita Borsellino, Maria Fida Moro, Maria Romana De Gasperi, Lech Walesa.
Partecipavano all’incontro gli Amministratori pubblici più rappresentativi, personaggi variamente impegnati in area regionale, giornalisti e cittadini liberi e personalmente invitati.
Per noi Cittadini Attivi questa iniziativa è stata di alto valore civile e di consistente profilo etico. Consideravamo le persone direttamente invitate degne di una iniziativa di qualità.
Nella nostra valutazione hanno perso quota quei soggetti che sono rimasti indifferenti al nostro invito, o hanno ridimensionato l’importanza di tale evento. Verso gli invitati “assenti” non serbiamo alcun rancore, ma in futuro non avranno lo stesso rispetto, pur auspicando che essi non ignorino che noi lottiamo in libertà per i diritti comuni e senza sogni di potere.
Riteniamo persone “perbene” i personaggi ospitati, i quali non hanno enunciato astratte teorie, ma hanno sostenuto principi testimoniati prima con i loro audaci e coerenti comportamenti.
Il giudice Montemurro ha delineato, con l’onestà dei servitori della legge, lo scenario inquietante delle devianze lucane, contagiose della stessa integrità istituzionale, nei confronti della quale restano fermissimi la sua fiducia e il suo impegno.
Olimpia Fuina ha rivendicato verità e giustizia per suo figlio Luca Orioli, vittima insieme a Marirosa Andreotta di una criminalità “protetta”. Questa madre bernaldese, ostinata e coraggiosa, ha confidato ai suoi concittadini di Bernalda di aver trovato nella fede la forza di perdonare, sempre che la perversione delle menti retroceda dai percorsi del male.
Don Marcello Cozzi, autore del libro, parla di quello che ha scritto, ossia della criminalità che devasta la terra di Lucania, col vigore di chi sente l’evangelica fame e sete di giustizia.
I Cittadini Attivi considerano Don Marcello “uomo di Dio”, missionario dell’amore in una terra stracolma di riti e icone sacre, ma povera di testimonianze. Per lui non ci sono vacanze da consumare: è lui che si consuma anche sotto il sole estivo nel percorrere aridi sentieri e liberare le coscienze dagli ingorghi che le avvinghiano. Con la lanterna di Diogene i Cittadini Attivi cercheranno insieme a lui uomini nuovi per un generale risveglio etico e sociale. Ci servono politici onesti, giudici incorruttibili e uomini non pieghevoli ai compromessi e agli inganni. Non accettiamo che il sorriso dei nostri figli si spenga già al suo sorgere.
A Settembre avremo in Corso Umberto Carlo Vulpio, Antonio Ingroia e Clementina Forleo per esporre quanto è scritto nel libro “Roba Nostra”.
A Febbraio del 2009 sarà tra noi Gherardo Colombo, magistrato di “Mani Pulite” il quale, parlando del suo ultimo libro “Sulle regole”, indicherà a noi lucani il modo di essere liberi ricostruttori della distrutta “isola felica” lucana. Questa trilogia bibliografica è terapia di liberazione e di rigenerazione totale.
Bernalda, 30 luglio 2008 Pietro Tamburrano a nome del Comitato “Cittadini Attivi” di Bernalda e Metaponto